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Sanità, sospesi tre medici tra Napoli e Salerno: indagine su presunte irregolarità in clinica privata

Operazione della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania: accuse di truffa e falsità in atti pubblici, sequestri per oltre 50mila euro e stop all’attività sanitaria per due professionisti

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Due medici sospesi per un anno da qualsiasi attività sanitaria e un terzo colpito da sequestro patrimoniale: è questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Vallo della Lucania su un presunto sistema illecito legato a una clinica privata convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.

Le “fiamme gialle” hanno eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale vallese. L’ordinanza è stata disposta al termine di un’indagine che ha previsto lunghi pedinamenti e attività di osservazione nei confronti dei tre professionisti. Gli investigatori hanno ricostruito nel dettaglio spostamenti, orari e presenze dei medici tra strutture pubbliche e la clinica privata di Vallo della Lucania.

I tre indagati, in servizio presso importanti ospedali pubblici come il Cardarelli di Napoli e il Ruggi d’Aragona di Salerno, devono rispondere a vario titolo di truffa e falsità in atti pubblici. Inoltre, secondo quanto emerso, uno dei sanitari – vincolato da un rapporto di esclusività con l’ospedale – avrebbe eseguito interventi chirurgici nella struttura privata. Avrebbe percepito indebitamente anche un’indennità pari a circa 36.500 euro, somma già sottoposta a sequestro. Allo stesso medico viene inoltre contestata la falsificazione di atti clinici.

Un secondo professionista avrebbe invece redatto cartelle cliniche ritenute false, omettendo la presenza del collega durante gli interventi. Il terzo medico risulta indagato per condotte analoghe e nei suoi confronti è stato disposto un sequestro di circa 16.000 euro.

I fatti contestati risalgono a interventi effettuati tra il 2023 e il 2025. Parallelamente, la clinica privata coinvolta è stata al momento scagionata: per la struttura, infatti, sono state rigettate le richieste di misure restrittive.

L’inchiesta della Guardia di Finanza prosegue per chiarire l’eventuale estensione del presunto sistema di attività sanitaria illecita. Secondo gli inquirenti, tale sistema potrebbe essersi diffuso in altre aree della Campania.

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