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Il Cilento non è terra di nessuno: via gli incivili dalle nostre spiagge

Ombrelloni e sdraio a occupare gli arenili, aggressioni agli agenti e arroganza: così non si fa turismo. Le spiagge sono patrimonio collettivo e il rispetto delle regole non è un optional

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C’è un limite oltre il quale non si può più parlare semplicemente di «maleducazione». Quando qualcuno arriva su una spiaggia libera, pianta ombrelloni, deposita sdraio e lettini per riservarsi il posto, impedisce agli altri di usufruire di uno spazio pubblico e, quando viene richiamato al rispetto delle regole, arriva persino ad aggredire chi quelle regole è chiamato a farle rispettare, allora siamo davanti a qualcosa di molto più grave: arroganza, inciviltà e totale disprezzo per la comunità ed è proprio quello che il Cilento non può e non deve accettare.

Negli ultimi mesi il problema delle occupazioni abusive delle spiagge è diventato sempre più evidente. A Castellabate, soltanto a luglio, un’operazione congiunta di Polizia Municipale e Guardia Costiera ha portato alla liberazione di oltre 3.000 metri quadrati di arenile e al sequestro di circa 200 tra ombrelloni, sedie e lettini lasciati sulle spiagge libere, anche a Montecorice sono stati sequestrati ombrelloni collocati preventivamente sulla spiaggia libera per assicurarsi il posto. Non è una questione di essere contro i turisti, è una questione di essere contro gli incivili.

E bisogna dirlo con assoluta chiarezza, perché sarebbe profondamente ingiusto fare di tutta l’erba un fascio, il Cilento accoglie ogni estate migliaia di persone perbene, famiglie, viaggiatori rispettosi, persone che arrivano da altre regioni e dall’estero e che amano questa terra, la rispettano e spesso ne diventano autentici ambasciatori, ma chi pretende di comportarsi da padrone in casa d’altri deve sapere che il Cilento non è casa sua, le spiagge libere sono patrimonio collettivo, il demanio marittimo appartiene alla collettività e la sua occupazione non può trasformarsi in una sorta di diritto privato conquistato semplicemente arrivando prima degli altri.

La normativa sul demanio e la giurisprudenza sono molto chiare nel contrastare le occupazioni che comprimono la libera fruizione dell’arenile: una recente sentenza della Cassazione ha ribadito che anche il posizionamento sistematico di ombrelloni e lettini può integrare l’occupazione arbitraria di demanio marittimo quando impedisce o limita significativamente l’uso pubblico della spiaggia.

E attenzione a un equivoco che ogni estate ritorna: non esiste il principio secondo cui basta lasciare un oggetto sulla spiaggia per “prenotarsi” un posto, le specifiche modalità vietate dipendono anche dalle ordinanze locali e dalla disciplina applicabile, ma il concetto fondamentale è semplicissimo: nessuno può appropriarsi di uno spazio pubblico sottraendolo agli altri.

Del resto, anche la Regione Campania ha recentemente richiamato le amministrazioni alla necessità di garantire la libera e gratuita fruizione delle spiagge libere, evitando che il noleggio o il deposito di attrezzature si trasformino, di fatto, in forme di occupazione dello spazio pubblico, e allora diciamolo senza girarci intorno: chi arriva all’alba per piazzare dieci ombrelloni e lasciare sdraio, sedie e materassini per impedire agli altri di utilizzare la spiaggia non sta semplicemente “cercando un posto”, sta cercando di appropriarsi di ciò che è di tutti. Ma il punto più grave arriva quando, davanti ai controlli, si passa dalle parole alle mani.

Aggredire un agente della Polizia Municipale perché sta svolgendo il proprio lavoro è una vergogna, chi indossa una divisa e interviene per far rispettare un’ordinanza non rappresenta un ostacolo al turista: rappresenta lo Stato, il Comune, la legalità e il diritto di tutti gli altri cittadini a utilizzare liberamente un bene pubblico, chi arriva a malmenare un agente perché gli viene contestata un’irregolarità non è semplicemente un turista “arrabbiato”. È una persona che dimostra di non avere alcun rispetto delle istituzioni e delle regole di convivenza civile. E davanti a simili episodi non servono giustificazioni, attenuanti di comodo o il solito «sono in vacanza». La vacanza non sospende la legge, anzi, proprio perché il Cilento vive anche di turismo, dovrebbe essere ancora più forte il messaggio da mandare: qui siete benvenuti, ma qui le regole valgono per tutti.

È importante, in questo senso, ricordare anche l’impegno del deputato Francesco Emilio Borrelli, che in diverse occasioni ha portato all’attenzione pubblica episodi di inciviltà e di mancato rispetto delle regole sulle spiagge, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sul tema. Borrelli, tra l’altro, aveva già denunciato episodi legati al mancato rispetto delle aree costiere e alla tutela del mare e delle spiagge cilentane, ed è proprio questa la battaglia che bisogna sostenere: non contro chi viene da fuori, ma contro chiunque, del posto o forestiero, pensi di poter calpestare le regole, perché il Cilento è una terra accogliente. Ma accoglienza non significa sottomissione.

Non significa tollerare che qualcuno occupi una spiaggia libera come fosse il proprio giardino, non significa accettare che gli operatori della Polizia Municipale vengano insultati o aggrediti, non significa assistere impotenti alla trasformazione di un bene pubblico in una proprietà privata temporanea conquistata a colpi di ombrelloni e soprattutto non significa permettere a pochi incivili di rovinare l’immagine di migliaia di turisti corretti e rispettosi.

Il Cilento ha bisogno di turismo, ma ha bisogno di turismo di qualità, ha bisogno di persone che sappiano apprezzare il mare, i borghi, la natura, la cultura, la gastronomia e soprattutto le persone che vivono questa terra, non ha bisogno di chi arriva convinto che tutto gli sia dovuto, non ha bisogno di chi considera una spiaggia libera una proprietà privata, non ha bisogno di chi reagisce con la violenza quando qualcuno gli ricorda che esistono delle regole e non ha bisogno di chi pretende di venire qui a fare il padrone.

Le nostre spiagge sono di tutti. Il mare è di tutti. Il paesaggio è patrimonio di tutti e proprio perché è di tutti, nessuno può comportarsi come se fosse suo. A chi viene nel Cilento con rispetto, educazione e civiltà diciamo: benvenuto, questa terra è anche tua, a chi invece arriva con arroganza, prepotenza e disprezzo delle regole diciamo una cosa molto più semplice: il Cilento è una terra di persone perbene. E gli incivili, qualunque sia la loro provenienza, farebbero bene a stare lontani da questa terra. Perché qui vogliamo turisti, non padroni, qui vogliamo ospiti, non occupanti. E soprattutto vogliamo continuare a essere una terra dove la libertà di tutti vale più della prepotenza di pochi.

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Giulia Ambrosio
Giulia Ambrosiohttps://cilentoreporter.it/
Giornalista di lungo corso ed editorialista, Giulia Ambrosio ha maturato una significativa esperienza nel mondo dell'informazione, collaborando con importanti quotidiani nazionali. Con uno sguardo attento e mai superficiale, osserva la realtà del Cilento e del suo territorio, raccontandone trasformazioni, contraddizioni e problematiche. Su CilentoReporter.it firma editoriali e approfondimenti nei quali unisce esperienza giornalistica, sensibilità e capacità di analisi, offrendo ai lettori una lettura critica e consapevole dei principali temi che riguardano il territorio e le sue comunità.
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