Cinquanta amministratori riuniti attorno a questioni decisive per il futuro del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni. Non soltanto adempimenti amministrativi, ma scelte destinate a incidere sulla gestione del territorio, sulle prospettive dei Comuni e sul difficile equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo locale. Lunedì 19 ottobre, a Vallo della Lucania, si è riunita la Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, presieduta da Stefano Sansone, sindaco di Ascea. Alla seduta hanno partecipato circa 50 sindaci e rappresentanti delle Comunità Montane, insieme al presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Coccorullo, al direttore Romano Gregorio e al vicepresidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo. Un confronto ampio, che ha riportato al centro dell’agenda istituzionale alcuni dei dossier più importanti per le amministrazioni locali: il Piano del Parco, il Piano Paesaggistico Regionale della Campania, il Piano pluriennale economico e sociale e le criticità legate alla presenza dei cinghiali e alla gestione della fauna selvatica.
La riunione ha consentito di condividere le questioni aperte e di discutere i prossimi passaggi amministrativi. Resta ora da capire quali soluzioni potranno essere individuate e con quali tempi saranno affrontate le criticità segnalate dai territori.
Piano del Parco e Piano Paesaggistico Regionale: il nodo del governo del territorio
Il primo tema affrontato riguarda il coordinamento tra gli strumenti di pianificazione che interessano il territorio protetto e quello regionale. Il Piano del Parco rappresenta uno degli strumenti fondamentali per organizzare la tutela ambientale, disciplinare gli usi del territorio e orientare le trasformazioni compatibili con le finalità dell’area protetta. Il Piano Paesaggistico Regionale, dal canto suo, riguarda la salvaguardia e la gestione del paesaggio, con conseguenze sulle scelte urbanistiche e territoriali.
Per i Comuni, la questione è tutt’altro che astratta. Pianificare significa stabilire quali interventi siano compatibili con le norme di tutela, come accompagnare il recupero dei centri storici, quali prospettive possano avere le infrastrutture e in che modo sostenere attività agricole, turistiche e produttive nel rispetto dei vincoli, è proprio in questo passaggio che il confronto tra amministrazioni diventa essenziale. I territori hanno caratteristiche differenti: dai comuni costieri a forte vocazione turistica fino ai centri montani e alle aree interne alle prese con spopolamento, fragilità economica e difficoltà nell’erogazione dei servizi.
Un quadro normativo chiaro e coordinato può contribuire a rendere più prevedibili le decisioni amministrative, riducendo incertezze e sovrapposizioni. Al contrario, procedure complesse o tempi non definiti rischiano di rendere più difficile programmare interventi e investimenti, durante la riunione sono state affrontate le criticità da approfondire, i possibili percorsi di soluzione e la necessità di coordinare il lavoro degli enti anche in vista delle prossime scadenze procedurali.
Per ora, tuttavia, non sono stati indicati pubblicamente nel resoconto i singoli nodi tecnici individuati, né un calendario dettagliato delle decisioni attese. È questo uno degli aspetti sui quali sarà importante fare chiarezza nei prossimi passaggi.
Tutela ambientale e sviluppo: una convivenza da costruire
Il tema di fondo riguarda il rapporto tra protezione del patrimonio naturale e possibilità di crescita delle comunità, il Parco Nazionale custodisce un patrimonio ambientale e paesaggistico di valore straordinario, che costituisce anche una risorsa economica per il turismo, l’agricoltura di qualità e le attività legate alla valorizzazione delle tradizioni locali. Ma la tutela deve essere accompagnata da strumenti di pianificazione comprensibili, tempi amministrativi ragionevoli e un dialogo costante con i Comuni, gli amministratori sono chiamati a interpretare le esigenze dei cittadini e delle imprese, mentre l’Ente Parco e le altre istituzioni devono garantire il rispetto delle norme e degli obiettivi di conservazione.
Non si tratta di contrapporre ambiente e sviluppo, ma di individuare un equilibrio che consenta ai territori di restare abitati, produttivi e attrattivi senza compromettere le risorse naturali da cui dipende una parte importante della loro identità, in questo senso, il confronto di Vallo della Lucania potrà essere valutato soprattutto sulla base dei risultati: indicazioni operative, procedure più chiare e risposte verificabili alle questioni sollevate dalle amministrazioni.
Piano pluriennale economico e sociale: la sfida delle aree interne
Tra gli argomenti affrontati figura anche il Piano pluriennale economico e sociale, strumento destinato a collegare le finalità di tutela dell’area protetta con le prospettive di sviluppo delle comunità locali, il tema è particolarmente rilevante per un territorio esteso e articolato come quello del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dove convivono località costiere ad alta frequentazione turistica e piccoli centri interni che devono fare i conti con l’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei servizi e la difficoltà di creare nuove opportunità di lavoro.
Una programmazione efficace dovrebbe contribuire a valorizzare le risorse locali, sostenere le attività economiche compatibili con la tutela ambientale e favorire il recupero del patrimonio storico e culturale. Al tempo stesso, dovrebbe considerare le esigenze delle imprese agricole, delle filiere alimentari, delle strutture ricettive e delle iniziative di turismo sostenibile, il punto decisivo sarà tradurre gli obiettivi generali in priorità concrete, individuando interventi, responsabilità e strumenti di attuazione. Nel corso della seduta è stata inoltre affrontata l’individuazione delle commissioni della Comunità del Parco, che saranno costituite a breve. La loro composizione e il successivo lavoro potranno rappresentare un passaggio importante per organizzare il confronto tra gli amministratori e approfondire i diversi dossier. Resta da vedere quali temi saranno affidati ai singoli organismi e con quale calendario verranno portati avanti.
Cinghiali e fauna selvatica: un problema che richiede risposte operative
Tra le questioni discusse figura anche la presenza dei cinghiali e, più in generale, la gestione della fauna selvatica. È un argomento che interessa numerosi territori e che coinvolge direttamente agricoltori, residenti, automobilisti e amministrazioni comunali, i danni alle colture, i rischi per la circolazione stradale e la presenza degli animali in prossimità dei centri abitati alimentano da tempo preoccupazioni e richieste di intervento, la gestione del fenomeno, tuttavia, non può essere affrontata attraverso iniziative estemporanee o soluzioni identiche per contesti differenti. Occorrono dati aggiornati sulla presenza degli animali, una valutazione dei danni, il coordinamento tra gli enti competenti e l’individuazione degli strumenti consentiti dalla normativa, è importante, inoltre, distinguere le competenze dei diversi soggetti istituzionali, perché gli interventi sulla fauna selvatica devono rispettare le disposizioni vigenti e le eventuali misure previste per le aree protette.
Il confronto della Comunità del Parco rappresenta quindi un’occasione per riportare le esigenze dei territori in una sede istituzionale comune. Per i cittadini e per gli operatori agricoli, però, la questione decisiva sarà capire quali misure saranno effettivamente adottate, con quali risorse e in quali tempi.
Sansone: «Dobbiamo affrontare insieme le questioni aperte»
Il presidente della Comunità del Parco, Stefano Sansone, ha sottolineato la necessità di preparare adeguatamente i Comuni alle questioni in discussione. «Abbiamo voluto affrontare insieme questioni sulle quali i nostri Comuni devono arrivare preparati», ha dichiarato Sansone, richiamando in particolare il Piano del Parco, il Piano Paesaggistico Regionale e il rispetto delle scadenze previste, il presidente ha evidenziato l’importanza di approfondire le criticità, individuare possibili soluzioni e organizzare i prossimi passaggi amministrativi, estendendo lo stesso metodo al Piano pluriennale economico e sociale e alla gestione della fauna selvatica, il messaggio è quello di un coordinamento istituzionale che punta a condividere problemi e possibili percorsi di lavoro, evitando che ogni amministrazione affronti singolarmente questioni che interessano un territorio molto più ampio.
La partecipazione di circa cinquanta amministratori conferma la rilevanza degli argomenti all’ordine del giorno. Il numero dei presenti, tuttavia, dovrà tradursi in un confronto continuativo e in iniziative capaci di produrre risultati tangibili.
Dopo il confronto, servono scadenze, responsabilità e risultati
La riunione di Vallo della Lucania mette sul tavolo una serie di questioni che riguardano direttamente il futuro delle comunità comprese nel Parco Nazionale, il coordinamento tra gli strumenti di pianificazione, la programmazione economica e sociale e la gestione della fauna selvatica richiedono un lavoro che non può esaurirsi in un singolo incontro. Sono dossier differenti, ma accomunati dalla necessità di coinvolgere gli enti competenti e di garantire continuità all’azione amministrativa, il prossimo passaggio sarà capire quali criticità verranno affrontate prioritariamente, quali proposte saranno formalizzate e quali decisioni potranno essere assunte nel rispetto delle procedure previste.
Per i Comuni, il risultato atteso è una maggiore chiarezza sulle regole e sulle possibilità di intervento. Per i cittadini, invece, conta soprattutto che il confronto istituzionale si traduca in risposte alle difficoltà quotidiane, dalla tutela delle attività agricole alla gestione della fauna, fino alle prospettive di sviluppo dei centri interni, il Parco rappresenta una risorsa fondamentale per il Cilento, il Vallo di Diano e gli Alburni. Proprio per questo, la sfida non consiste soltanto nel proteggere un patrimonio naturale di valore, ma anche nel creare le condizioni affinché le comunità possano continuare a viverci, lavorare e programmare il proprio futuro.
La riunione del 19 ottobre segna un passaggio nel confronto tra amministratori e istituzioni. La misura della sua efficacia arriverà con i prossimi atti, le decisioni assunte e la capacità di trasformare le questioni aperte in percorsi amministrativi chiari e verificabili.
CilentoReporter chiede chiarimenti: l’attenzione resta alta
Per approfondire i contenuti della riunione e comprendere quali ricadute concrete potranno avere le questioni affrontate sui Comuni e sulle comunità locali, la redazione di CilentoReporter.it ha inviato una missiva all’Ufficio stampa del sindaco di Ascea, Stefano Sansone, presidente della Comunità del Parco, chiedendo chiarimenti sulle criticità del Piano del Parco e del Piano Paesaggistico Regionale, sulle prossime scadenze amministrative, sulle prospettive del Piano pluriennale economico e sociale e sulle misure previste per affrontare il problema dei cinghiali. L’obiettivo è andare oltre il resoconto istituzionale e conoscere quali iniziative concrete siano in programma, quali tempi siano previsti e quali risposte possano arrivare alle amministrazioni e ai cittadini.
CilentoReporter.it seguirà gli sviluppi della vicenda, dando conto dei chiarimenti che saranno eventualmente forniti e dei successivi passaggi amministrativi, perché questioni così importanti per il futuro del territorio non possono esaurirsi in una riunione: meritano attenzione costante, trasparenza e risposte verificabili.





