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Politica nel Cilento, chi votano i cittadini? Fratelli d’Italia cresce, la Lega arretra e le liste civiche restano decisive

Dalle europee 2019 e 2024 alle regionali del 2025, i numeri mostrano una profonda trasformazione del consenso. Ma il voto ai partiti non coincide necessariamente con quello espresso per sindaci e amministrazioni comunali. Ecco cosa raccontano i dati e quali scenari si aprono per le prossime elezioni.

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Nel Cilento la politica ha due volti. Il primo è quello delle elezioni europee, politiche e regionali, quando gli elettori scelgono simboli, partiti e coalizioni. Il secondo è quello delle elezioni comunali, dove il confronto passa spesso attraverso liste civiche, candidati sindaci, alleanze territoriali e rapporti costruiti nel tempo con le comunità, è proprio in questa distanza tra voto politico e voto amministrativo che si trova una delle chiavi per comprendere la realtà cilentana. Perché un partito può raccogliere molti consensi alle europee senza essere direttamente rappresentato nella maggioranza di un comune. Allo stesso modo, un sindaco può conquistare una larga maggioranza attraverso una lista civica senza che quel risultato possa essere attribuito automaticamente a uno schieramento nazionale.

Per andare oltre le impressioni occorre partire dai dati. L’elaborazione dei risultati elettorali disponibili per 58 comuni del perimetro territoriale adottato per questa indagine offre già alcuni elementi significativi. Non è ancora una fotografia definitiva di ogni amministrazione, ma permette di individuare le principali trasformazioni del consenso e di formulare domande precise sul futuro politico del territorio.

Europee 2019-2024: il cambiamento più evidente riguarda il centrodestra

Il confronto tra le elezioni europee del 2019 e quelle del giugno 2024 restituisce una trasformazione netta nei rapporti di forza tra i partiti. Nel campione di comuni esaminato, la Lega era la lista più votata nel 2019, con il 30,63% dei voti validi di lista. Fratelli d’Italia si fermava all’8,26%. Cinque anni dopo, la situazione risultava profondamente diversa: Fratelli d’Italia aveva raggiunto il 29,26%, mentre la Lega era scesa al 7,91%, il cambiamento è consistente. Fratelli d’Italia ha guadagnato circa 21 punti percentuali, mentre la Lega ne ha persi oltre 22. Si tratta di variazioni nei risultati aggregati delle due consultazioni: non dimostrano che gli stessi elettori siano passati direttamente da un partito all’altro, ma documentano una diversa distribuzione del consenso.

Partito o listaEuropee 2019Europee 2024
Fratelli d’Italia8,26%29,26%
Lega30,63%7,91%
Movimento 5 Stelle21,81%12,32%
Partito Democratico18,72%19,46%
Forza Italia12,12%11,16%

Fonte: elaborazione dei file elettorali comunali 2019 e 2024. Nel 2024 la lista era denominata Forza Italia – Noi Moderati – PPE, perciò il confronto con la sola Forza Italia del 2019 non è perfettamente omogeneo.

Il risultato di Fratelli d’Italia non riguarda soltanto la percentuale complessiva. Alle europee del 2024 la lista è risultata la più votata in 34 dei 58 comuni considerati, mentre il Partito Democratico è arrivato primo in 18. Forza Italia – Noi Moderati ha prevalso in tre comuni, Stati Uniti d’Europa in due e la Lega in uno, questi numeri descrivono una presenza territoriale diffusa di Fratelli d’Italia nel campione analizzato. Non significano, però, che il partito amministri altrettanti comuni o che i suoi risultati alle europee si ripetano automaticamente alle comunali.

Il Partito Democratico mantiene una presenza significativa, il Movimento 5 Stelle perde terreno

Il confronto tra le due elezioni europee evidenzia anche una sostanziale stabilità del Partito Democratico: dal 18,72% del 2019 è passato al 19,46% del 2024, con un incremento inferiore a un punto percentuale. Diverso il percorso del Movimento 5 Stelle, sceso dal 21,81% al 12,32%, anche in questo caso, il dato documenta una riduzione del consenso nelle due consultazioni, senza consentire di ricostruire automaticamente la destinazione dei voti persi. Il quadro è quindi più articolato di una semplice contrapposizione tra destra e sinistra, Fratelli d’Italia ha rafforzato la propria posizione, la Lega ha subito una forte contrazione, il PD ha conservato una quota relativamente stabile e il Movimento 5 Stelle ha registrato un arretramento significativo.

Occorre tuttavia ricordare che le europee sono una consultazione specifica. La partecipazione, i temi della campagna elettorale, la notorietà dei candidati e la percezione dei partiti a livello nazionale possono incidere sul risultato. Per questo non è corretto utilizzare una graduatoria europea come se fosse una previsione delle successive elezioni comunali.

Regionali 2025: il voto ai candidati e quello alle liste raccontano due cose diverse

Le elezioni regionali del 23 novembre 2025 aggiungono un ulteriore elemento all’analisi, nei medesimi 58 comuni, Roberto Fico ha raccolto il 56,48% dei voti validi espressi per i candidati alla presidenza della Regione, mentre Edmondo Cirielli ha ottenuto il 41,21%.

Il voto alle liste ha presentato una distribuzione differente:

ListaPercentuale sui voti validi di lista
Partito Democratico19,36%
Roberto Fico Presidente12,28%
Fratelli d’Italia – lista collegata a Cirielli10,99%
Forza Italia – PPE9,17%
Lega – Cirielli Presidente8,80%
A Testa Alta8,75%
Cirielli Presidente per la Campania – Moderati6,48%
Avanti Campania5,33%
Casa Riformista per la Campania5,00%
Movimento 5 Stelle 20504,39%

Fonte: elaborazione dei risultati delle regionali 2025 contenuti nell’archivio elettorale caricato. Le denominazioni delle liste regionali non coincidono necessariamente con quelle dei partiti nazionali.

La differenza tra il risultato del candidato presidente e quello delle singole liste è fondamentale. Un elettore può scegliere un candidato senza votare la stessa lista che lo sostiene. Le coalizioni, inoltre, comprendono formazioni diverse, alcune delle quali hanno un’identità prevalentemente regionale, il dato di Fico non può quindi essere attribuito interamente al Partito Democratico o al Movimento 5 Stelle. Allo stesso modo, il risultato di Cirielli non può essere considerato una percentuale ottenuta da un unico partito.

Le regionali mostrano che nel territorio analizzato una coalizione ampia ha raccolto una maggioranza dei voti per la presidenza, mentre il voto alle liste è rimasto distribuito tra più soggetti. È una distinzione utile anche per comprendere le dinamiche che potrebbero caratterizzare le future competizioni elettorali.

Il vero nodo politico: le liste civiche e il governo dei comuni

Se il voto europeo permette di misurare il consenso ai partiti, le elezioni comunali pongono una domanda diversa: chi riesce a costruire una maggioranza amministrativa? In molti comuni cilentani il confronto elettorale avviene attraverso liste civiche, con denominazioni che richiamano il territorio, la continuità amministrativa, il rinnovamento o un progetto per la comunità. In queste liste possono convivere candidati con esperienze politiche differenti. Non tutte le liste civiche sono uguali, alcune nascono intorno a un progetto locale senza un collegamento partitico formalizzato; altre comprendono amministratori che hanno appartenenze politiche dichiarate o ricevono sostegni pubblici da partiti e rappresentanti istituzionali. Per questo sarebbe sbagliato attribuire automaticamente una collocazione politica a una lista soltanto sulla base del nome del sindaco o delle relazioni personali di un consigliere, occorre verificare programmi, candidature, simboli, sostegni ufficiali e percorsi politici documentabili.

La questione centrale resta aperta: quanto del consenso raccolto dai partiti nazionali si traduce nelle maggioranze comunali e quanto, invece, dipende dalle persone, dalle alleanze locali e dalla capacità di affrontare i problemi quotidiani?

Le prossime elezioni: tre scenari da osservare, non una previsione del risultato

I dati storici non consentono di stabilire in anticipo quale partito o coalizione vincerà le prossime elezioni. Permettono però di individuare tre scenari, ciascuno legato a condizioni politiche precise.

1. La continuità del voto amministrativo

Se nei singoli comuni continueranno a prevalere candidature e liste costruite intorno a progetti locali, il risultato delle europee e delle regionali potrà avere un’influenza limitata sulle amministrative, in questo scenario, la valutazione degli elettori potrebbe concentrarsi soprattutto sulla gestione dei servizi, sulla manutenzione del territorio, sulla viabilità, sulle politiche turistiche, sulle opportunità di lavoro e sulla capacità di contrastare lo spopolamento.

Il simbolo nazionale potrebbe restare sullo sfondo, mentre diventerebbero centrali il programma, la squadra amministrativa e il rapporto con la comunità. È un’ipotesi da verificare attraverso i risultati dei singoli comuni, non una caratteristica da attribuire indistintamente a tutto il Cilento.

2. Una maggiore riconoscibilità dei partiti

Un secondo scenario si avrebbe se i partiti decidessero di rendere più espliciti i propri collegamenti con le liste locali, sostenendo pubblicamente candidati e programmi, in quel caso, i risultati delle europee 2024 e delle regionali 2025 potrebbero diventare un riferimento più diretto nel confronto politico. Fratelli d’Italia partirebbe da un dato europeo particolarmente significativo nel campione esaminato; il Partito Democratico potrebbe richiamare la propria presenza stabile alle europee e il risultato della lista alle regionali; la Lega e il Movimento 5 Stelle dovrebbero misurarsi con le rispettive variazioni tra le due consultazioni europee.

Questi elementi descrivono risorse e criticità documentate nei risultati passati, non indicano quale partito abbia maggiori probabilità di vincere una futura competizione. Le candidature, le alleanze e i temi locali potrebbero modificare profondamente il quadro.

3. Coalizioni più ampie e accordi territoriali

Un terzo scenario riguarda la costruzione di alleanze che superino i confini dei singoli partiti. Le regionali del 2025 mostrano che il voto al candidato presidente e quello alle liste possono avere distribuzioni differenti, per le future competizioni, la capacità di costruire un accordo tra forze politiche, amministratori civici e gruppi locali potrebbe diventare una variabile importante. Ma un’alleanza efficace a livello regionale non è automaticamente riproducibile in un piccolo comune, dove rapporti personali, precedenti amministrativi e questioni specifiche possono pesare in maniera diversa.

La verifica dovrà quindi avvenire attraverso le candidature effettivamente presentate, i programmi, i sostegni pubblici e i risultati delle singole consultazioni.

Sanità, trasporti, turismo e spopolamento: i temi che possono attraversare gli schieramenti

Qualunque sia la forma delle future alleanze, il confronto politico nel Cilento non può prescindere dai problemi strutturali del territorio, la sanità e l’accessibilità ai servizi, i collegamenti ferroviari e stradali, il trasporto pubblico, le opportunità per i giovani, il turismo oltre la stagione estiva e la progressiva perdita di popolazione sono questioni che riguardano amministrazioni di orientamenti diversi.

Sono anche temi sui quali si misura la distanza tra le dichiarazioni politiche e i risultati amministrativi. Per questo un’indagine sul voto dovrebbe affiancare alle percentuali dei partiti un esame dei programmi e delle azioni delle amministrazioni, evitando di attribuire automaticamente meriti o responsabilità sulla base dell’appartenenza politica.

Il comportamento elettorale può dipendere da molti fattori: la valutazione dell’amministrazione uscente, la qualità dei candidati, la presenza di alternative credibili, l’affluenza e la rilevanza dei problemi locali. Nessuno di questi elementi può essere ricavato dalla sola percentuale ottenuta alle europee.

Vallo di Diano e Alburni: un confronto da mantenere distinto

Il Vallo di Diano e gli Alburni meritano un approfondimento separato. Pur rientrando nel più ampio contesto del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, queste aree presentano caratteristiche territoriali e amministrative differenti, per confrontarle con il Cilento occorre applicare lo stesso metodo: selezionare i comuni, aggregare i voti validi di lista, calcolare le percentuali e confrontare i risultati delle medesime consultazioni. Soltanto così sarà possibile stabilire se le variazioni osservate nel campione cilentano siano presenti anche nelle altre aree.

Il perimetro utilizzato in questa prima elaborazione è operativo e non costituisce una definizione geografica ufficiale e univoca del Cilento. Roscigno, in particolare, richiede una classificazione esplicita nel confronto con gli Alburni. La delimitazione deve essere dichiarata prima di pubblicare una graduatoria territoriale definitiva.

La conclusione: il consenso ai partiti non basta a spiegare chi governa

I primi risultati dell’indagine raccontano un cambiamento significativo. Tra le europee del 2019 e quelle del 2024, Fratelli d’Italia è passato dall’8,26% al 29,26% nel campione considerato; la Lega è scesa dal 30,63% al 7,91%; il PD è rimasto vicino al 19%, mentre il Movimento 5 Stelle ha perso parte del consenso registrato cinque anni prima. Le regionali del 2025 aggiungono un altro elemento: il risultato dei candidati presidenti non coincide con quello delle singole liste, e le coalizioni possono raccogliere consensi che non si distribuiscono uniformemente tra i partiti che le compongono. Resta da completare il passaggio decisivo: incrociare questi risultati con le amministrazioni comunali, verificando le ultime elezioni, le liste presentate, i candidati sindaci e gli eventuali collegamenti partitici documentati.

Senza questo confronto non è possibile stabilire quale sia il peso effettivo dei partiti nel governo locale del Cilento. Né è possibile prevedere il risultato delle prossime elezioni sulla sola base dei voti raccolti in consultazioni precedenti.

La domanda da cui siamo partiti rimane quindi la più importante: nel Cilento si votano soprattutto i partiti o le persone? I numeri disponibili mostrano che il consenso politico cambia e che il voto alle liste non coincide sempre con quello ai candidati. Sarà l’analisi comune per comune a chiarire quanto le due dimensioni si sovrappongano e quanto, invece, seguano percorsi differenti, è da qui che può nascere una vera indagine sulla politica cilentana: non un pronostico elettorale, ma una ricostruzione documentata di come votano i cittadini, di chi governa i comuni e di quali questioni potrebbero orientare il prossimo confronto democratico.

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Paolo Giaquinto
Paolo Giaquinto
Giornalista professionista dal 2018, Paolo Giaquinto collabora con alcune testate nazionali e segue con particolare attenzione l'attualità politica. Appassionato di politica e dinamiche istituzionali, cura la sezione Politica di CilentoReporter.it, raccontando fatti, protagonisti e scenari del territorio con attenzione e spirito di analisi. Il suo lavoro unisce esperienza giornalistica e interesse per la vita pubblica, con l'obiettivo di offrire ai lettori un'informazione chiara e puntuale sui temi politici che riguardano il Cilento e la provincia di Salerno.
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