Il giorno successivo alla proclamazione di Roberto Fico come governatore della Campania, il dibattito politico si intensifica, con particolare attenzione alle prospettive della nuova amministrazione. A intervenire in questo contesto sono stati Carlo Calenda, leader di Azione, e Aurelio Tommasetti, dirigente della Lega nonché ex consigliere regionale. Durante un incontro con gli studenti dell’Università Parthenope di Napoli, Calenda ha espresso un giudizio critico sull’esito delle recenti elezioni regionali, evidenziando il fatto che il suo partito ha deciso di non partecipare a questa tornata elettorale. La sua posizione su Fico è chiara e diretta: “Penso che sarà un pessimo presidente della Regione Campania, ma bisogna dargli il beneficio del dubbio”. Calenda ha inoltre messo in luce la mancanza di esperienza di Fico nella gestione di una regione complessa, sottolineando come la coalizione vincente sia caratterizzata da una fragilità intrinseca, dovuta all’apporto di forze politiche che sostanzialmente si discordano tra loro. Conclude con una richiesta chiara: “Cosa gli chiederei? Di lavorare. Visto che è la prima volta in vita sua, mi pare già una sfida importante”.
Dall’altro lato dello schieramento politico, Aurelio Tommasetti si è concentrato sulle voci riguardanti la formazione della futura giunta. Secondo il dirigente leghista, “i nodi iniziano a venire al pettine”, suggerendo che le indiscrezioni circa la composizione della squadra di governo avvalorerebbero i timori espressi durante la campagna elettorale. Tommasetti afferma che il neo presidente sarebbe già “in balia di correnti e interessi di bottega”, messo sotto pressione dai suoi alleati storici. Egli afferma: “Chi ha sostenuto la sua corsa, da De Luca a Mastella, ora presenta il conto“, evidenziando così le potenziali complicazioni politiche che potrebbero influenzare l’operato di Fico. In aggiunta, critica l’idea di una giunta tecnica, definendola mera illusione di equilibrio che porterebbe a un’amministrazione di fatto commissariata.
Le dichiarazioni di Calenda e Tommasetti delineano un quadro politico complesso e incerto, in cui la nuova amministrazione di Fico deve affrontare sfide significative fin dal suo insediamento. L’attenzione si sposta ora su come il presidente gestirà le pressioni interne ed esterne, e su quali scelte strategiche adotterà per garantire un governo efficace e coerente.

