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Emergenza cinghiali in Campania: nasce il tavolo tecnico regionale. Obiettivo più sicurezza anche nel Cilento

La Regione Campania avvia un coordinamento permanente per affrontare l'aumento dei cinghiali: al centro sicurezza pubblica, tutela dell'agricoltura e difesa dell'ambiente. Una sfida che riguarda da vicino anche il Cilento.

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L’emergenza cinghiali diventa una delle priorità della Regione Campania. A Palazzo Santa Lucia si è svolto il primo tavolo tecnico regionale dedicato a un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti, in particolare, nelle aree interne e rurali, la presenza degli ungulati rappresenta ormai un problema quotidiano per cittadini, agricoltori e automobilisti. L’iniziativa è stata promossa dall’assessora regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, d’intesa con il presidente della Regione, Roberto Fico. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa e permanente capace di affrontare in maniera coordinata una situazione che interessa gran parte del territorio campano.

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Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti delle Aziende Sanitarie Locali, del Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV), dell’Osservatorio Faunistico Venatorio Regionale e dei Carabinieri Forestali. In aggiunta, erano presenti le Università campane, l’ANCI Campania, l’Avvocatura regionale e le strutture tecniche della Regione competenti in materia. Durante l’incontro sono stati analizzati i dati sulla diffusione dei cinghiali e le principali criticità che il fenomeno comporta. Oltre ai crescenti rischi per la sicurezza dei cittadini e per la circolazione stradale, particolare attenzione è stata rivolta ai danni provocati alle produzioni agricole. Inoltre, sono emerse problematiche legate alla sanità animale, alla diffusione della peste suina africana e alla necessità di garantire una gestione sostenibile del patrimonio faunistico. Bisogna anche salvaguardare al tempo stesso gli equilibri ambientali.

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La Regione ha annunciato l’istituzione del Tavolo Tecnico Operativo Permanente, uno strumento destinato ad ampliarsi con il coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole, delle associazioni venatorie e ambientaliste, degli Ambiti Territoriali di Caccia e degli Enti Parco. Parteciperanno anche l’ANAS e gli altri soggetti istituzionali chiamati a intervenire nella gestione del fenomeno. Il nuovo organismo monitorerà costantemente l’evoluzione della situazione. Potrà articolarsi in gruppi di lavoro specifici per affrontare i diversi aspetti dell’emergenza.

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L’obiettivo dichiarato è superare gli interventi frammentari che finora hanno caratterizzato la gestione della problematica, mettendo in rete competenze, dati e responsabilità. Si vuole così costruire un modello operativo stabile, condiviso ed efficace. Per il Cilento questa decisione assume un significato particolare. Nei comuni dell’entroterra, ma anche lungo numerose arterie provinciali e persino sulla Cilentana, gli avvistamenti di cinghiali sono ormai all’ordine del giorno. Incidenti stradali, devastazioni di orti, vigneti e uliveti e continui danni alle aziende agricole rappresentano una realtà con cui molte comunità sono costrette a convivere.

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Il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è tra quelli in cui la popolazione dei cinghiali è cresciuta maggiormente negli ultimi anni. Se da un lato questa presenza testimonia la ricchezza della biodiversità, dall’altro rende sempre più difficile la convivenza tra uomo e fauna selvatica. Infatti, branchi che non di rado vengono avvistati anche nei pressi dei centri abitati. L’avvio del tavolo tecnico rappresenta senza dubbio un segnale importante, ma cittadini e agricoltori attendono soprattutto provvedimenti concreti. La sicurezza sulle strade, la tutela delle produzioni agricole e il contenimento di una popolazione ormai fuori controllo richiedono interventi rapidi e coordinati.

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Per il Cilento, dove agricoltura, turismo e ambiente costituiscono il cuore dell’economia locale, trovare un equilibrio tra conservazione della fauna e sicurezza pubblica non è più una scelta, ma una necessità. Le riunioni e i tavoli di confronto sono un primo passo. Tuttavia, saranno i risultati sul territorio a misurare l’efficacia dell’azione della Regione. I cittadini chiedono risposte concrete, perché convivere ogni giorno con un’emergenza ormai strutturale non può più diventare la normalità.

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