Alzare lo sguardo verso il cielo e osservare direttamente stelle, pianeti e galassie. Da oggi è possibile farlo anche all’interno del campus dell’Università degli Studi di Salerno, dove è stato inaugurato il nuovo Osservatorio Astronomico di Ateneo. La struttura, collocata sul tetto dell’Edificio F del campus di Fisciano, è stata ufficialmente inaugurata il 15 settembre e rappresenta un nuovo spazio dedicato alla ricerca scientifica, alla didattica e alla divulgazione dell’astronomia. A rendere particolarmente significativo l’appuntamento è stata anche la partecipazione dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano, che ha inviato un videomessaggio in occasione dell’inaugurazione.
Il messaggio di Luca Parmitano
«L’esplorazione spaziale inizia sempre dalla curiosità, dalla voglia di osservare il mondo che ci circonda». È questo il messaggio con cui Luca Parmitano ha salutato l’apertura del nuovo Osservatorio, rivolgendo le proprie congratulazioni all’Università di Salerno. L’astronauta ESA ha sottolineato inoltre l’importanza di poter mettere a disposizione del pubblico uno strumento attraverso il quale osservare direttamente l’universo, definendo quello installato a Fisciano il più grande della zona. Parole che sintetizzano anche la filosofia alla base del progetto: avvicinare la ricerca scientifica e l’astronomia non soltanto agli studenti e agli addetti ai lavori, ma anche ai cittadini.
Un telescopio robotico da 60 centimetri
Il nuovo Osservatorio Astronomico di Ateneo è afferente al Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” ed è diretto scientificamente dal professor Valerio Bozza. La nuova struttura dispone di una cupola con un diametro di 6,7 metri e ospita un telescopio robotico con diametro di 60 centimetri e cinque metri di lunghezza focale. Secondo quanto comunicato dall’Università di Salerno, si tratta del più grande telescopio installato all’interno di un campus universitario italiano. Il sistema è completamente robotizzato e può essere gestito anche da remoto. La strumentazione è inoltre collegata a una stazione meteorologica che consente di interrompere automaticamente le osservazioni in presenza di condizioni atmosferiche non favorevoli.
Dalla ricerca sugli esopianeti alla divulgazione scientifica
L’Osservatorio non rappresenta soltanto una struttura destinata alle attività didattiche. Nel corso degli anni il gruppo di ricerca ha partecipato a programmi di osservazione dedicati, tra gli altri, alla ricerca di pianeti extrasolari, supernovae, oggetti stellari giovani, nuclei galattici attivi e sistemi binari interagenti. Tra i risultati più significativi viene ricordato anche KELT-9b, un esopianeta estremamente caldo che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale ed è stato protagonista della copertina della rivista Nature. Il nuovo Osservatorio entra inoltre nel Sistema Museale di Ateneo – SMAS UniSA, con l’obiettivo di diventare una vera e propria finestra dell’Università sul territorio per la divulgazione e la promozione della cultura scientifica.
L’osservatorio apre le porte al pubblico
La novità più interessante riguarda proprio la possibilità per i cittadini di entrare nella struttura e avvicinarsi concretamente all’astronomia. L’Università ha infatti avviato le “Visite tra le stelle”, iniziativa dedicata al pubblico che consente di conoscere la struttura, la strumentazione e le attività scientifiche dell’Osservatorio. Le prime visite, previste fino a dicembre 2026, hanno già registrato il tutto esaurito. Per informazioni sulle prossime disponibilità è possibile rivolgersi al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Salerno.
Una finestra sull’universo nel campus di Fisciano
Il nuovo Osservatorio Astronomico rappresenta quindi un punto di incontro tra ricerca, formazione e divulgazione scientifica. Una struttura tecnologicamente avanzata che, grazie all’apertura al pubblico, porta l’osservazione astronomica fuori dai tradizionali laboratori universitari e la mette a disposizione della comunità e il messaggio di Luca Parmitano sembra racchiudere proprio il significato dell’iniziativa: partire dalla curiosità per comprendere il mondo che ci circonda e, attraverso la scienza, spingere lo sguardo ancora più lontano. Cieli sereni e viva l’esplorazione spaziale.





