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lunedì 5 Dicembre 2022
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Orria: “niente panico l’evento sismico rientra nelle normali attività della crosta terrestre”

In Italia,  la maggior parte dei terremoti avviene tra 0 e 20 km di profondità, nella crosta superiore. Tuttavia, a causa dei complessi fenomeni geologici che hanno portato alla sua attuale configurazione, la nostra penisola è interessata in alcune aree da terremoti intermedi e profondi (fino a 600 km), questi, come è accaduto nella scossa sismica, di ML 4.3 –profondità 325km, registrata ieri alle ore 19e55,  con epicentro il Comune di Orria, difficilmente, anzi, nella maniera più assoluta può provocare danni o essere avvertita da persone o cose. Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano, si manifesta nel nostro paese laddove la litosfera del Mar Ionio si approfondisce sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il Mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini.

I terremoti vengono spesso definiti come catastrofi naturali. Questa definizione non e’ del tutto esatta; quasi sempre gli aspetti catastrofici sono legati alle condizioni di impreparazione al terremoto in cui si trovano le opere costruite dall’uomo e ad una serie di omissioni dell’uomo rispetto all’ambiente costruito; questo vale anche per gli altri tipi di cosiddette catastrofi naturali (frane, alluvioni, etc.).
Il terremoto di per se’ e’ un fenomeno naturale che fa parte del complicato funzionamento della “macchina” chiamata Terra e gli effetti sismici sono la prova più evidente della dinamica ancora attiva nel nostro pianeta. Così spiegava il professor Ortolani qualche anno fa sulla sismicità del Cilento: “Le sorgenti sismiche più pericolose per il Cilento costiero sono ubicabili nel Golfo di Policastro ( attività sismica registrata ieri a poca distanza ) dove, in base alle conoscenze acquisite sono possibili eventi di M<5,4 e nell’alta val d’Agri-valle del Melandro dove sono possibili eventi con M fino a 7,0. Il Cilento costiero ha una sismicità di bassa magnitudo, che possiamo definire indotta dalle deformazioni attive che attualmente interessano la parte centrale della catena, che testimonia la complessiva stabilità tettonica del Cilento. Quest’area, infatti, non è caratterizzata da faglie crostali attive in grado di causare sismi di elevata magnitudo (M>5,5).

Si ricorda che le faglie attive sismogenetiche in grado di generare violenti terremoti (dal X al XI grado MCS) si trovano più ad est, tra Balvano e Lioni (sisma del 1980), nei pressi di Caggiano (sisma del 1561), tra il Vallo di Diano e l’alta val d’Agri (sisma del 1857) e da Lagonegro alla Valle del Crati e la Sila. Eventi sismici di elevata magnitudo come quello del 1857 potrebbero causare sollecitazioni ai manufatti più preoccupanti di quelle indotte dai sismi che si possono originare nella crosta al di sotto del Cilento costiero.”

I terremoti sono eventi naturali che avvengono nell’interno della Terra e che, in un tempo estremamente rapido, liberano energie considerevoli. Da un punto di vista comune, il terremoto (chiamato anche scossa tellurica, evento sismico, sisma; l’origine del termine deriva dal greco scuotimento) e’ definito come una serie di rapidi movimenti del terreno causati da fratture che si verificano (principalmente nelle rocce che costituiscono la litosfera  in seguito all’accumulo di forti tensioni nel tempo (dalle decine alle migliaia di anni).
Il rilascio di energia può avvenire con una distribuzione temporale estremamente varia, quindi ve ne saranno altre ma l’unico ad avvertirle sarà il simografo.

Redazione Notizie
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