C’è un Cilento che d’estate si riempie di visitatori, spiagge affollate, locali aperti e strade percorse da turisti in cerca di mare e relax e poi c’è quello degli altri mesi, quando le giornate si accorciano, le presenze diminuiscono e in molti paesi tornano a farsi sentire il silenzio e il rischio dello spopolamento. È proprio in questo secondo Cilento che iniziative come la Festa della Montagna di Sessa Cilento possono assumere un significato che va oltre una semplice manifestazione gastronomica.
Venerdì 30 e sabato 31 ottobre 2026, l’ex Campo sportivo di Sessa Cilento si trasformerà in un punto d’incontro per chi ama la cucina della tradizione, la musica e il divertimento. Due serate con stand gastronomici, spettacoli e intrattenimento, pensate per richiamare residenti e visitatori anche quando la stagione turistica estiva è ormai alle spalle.
L’evento, organizzato dall’associazione “Amici del Solengo“, patrocinato dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dal Comune di Sessa Cilento, offre l’occasione per tornare a parlare di un tema centrale per il futuro del territorio: come mantenere vivi i paesi cilentani per dodici mesi l’anno, senza affidare ogni prospettiva economica e sociale ai soli due mesi estivi.
La cucina cilentana protagonista: un viaggio tra i sapori della tradizione
Il cuore della Festa della Montagna sarà il percorso enogastronomico, con una proposta ricca di piatti che raccontano la cultura culinaria del Cilento antico. Dalla pasta e fagioli allo sfriuonzolo di maiale, dalla porchetta con patatine alla parmigiana di melanzane, passando per fusilli al sugo, fagioli alla messicana, spaghetti aglio e olio e pizza fritta, gli stand proporranno un assortimento pensato per incontrare gusti diversi, senza dimenticare le radici della cucina locale. In programma anche salsiccia, soffritto, arrosticini, hamburger con caciocavallo cilentano, polenta con ceci e frittelle di ceci, non mancheranno pizza al forno, calzone fritto, melanzane imbottite, polpette al sugo, capicollo, foglie e patate e cuoppo fritto. Spazio anche alla tradizione dolciaria con graffe calde, struffoli, cannoli cilentani, scauratielli e pastorelle cilentane. Tra le novità annunciate figurano gli arrosticini e lo spezzatino di cinghiale, mentre le caldarroste richiameranno i profumi tipici delle serate autunnali.
Un percorso che non si limita a soddisfare il palato: la gastronomia può diventare anche uno strumento per raccontare la storia delle comunità, valorizzare le ricette tramandate nel tempo e offrire visibilità a un patrimonio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini locali.
Il programma: venerdì musica, sabato comicità e Halloween Party
La manifestazione prenderà il via venerdì 30 ottobre, con l’apertura del percorso gastronomico prevista alle ore 19. Dalle 21.30 spazio alla musica con Domenico Monaco e Rittantico, per una serata dedicata al gusto e all’intrattenimento. Sabato 31 ottobre, sempre alle 21.30, salirà sul palco il gruppo comico Villa Perbene, a seguire, l’Halloween Party con il DJ set di DJ Cris accompagnerà il pubblico nella seconda serata della festa.
Sarà inoltre disponibile un’area cocktail con bar attivo. Gli organizzatori indicano ingresso gratuito, ampio parcheggio e un’area coperta in caso di pioggia. Un programma che punta a coinvolgere un pubblico ampio, offrendo una ragione in più per raggiungere Sessa Cilento anche nell’ultimo fine settimana di ottobre.
Il Cilento non può essere vivo soltanto d’estate
Ed è qui che la Festa della Montagna offre uno spunto di riflessione che riguarda l’intero territorio. Manifestazioni come questa sarebbero auspicabili anche in altri luoghi del Cilento, nei centri storici, nelle piazze e nei borghi dell’entroterra, dove spesso bastano un’organizzazione attenta, la collaborazione tra associazioni, amministrazioni, operatori e cittadini per creare occasioni di incontro e dare nuova energia alla vita locale. Non si tratta di moltiplicare le sagre senza una visione, né di trasformare ogni fine settimana in un evento a tutti i costi. Si tratta, piuttosto, di costruire un calendario distribuito durante l’anno, capace di valorizzare le diverse identità dei paesi: la gastronomia, l’artigianato, la musica, le tradizioni popolari, i prodotti stagionali, i sentieri e il patrimonio culturale.
Il punto è semplice: un territorio non può dirsi davvero turistico se si anima soltanto quando arriva l’estate e si svuota non appena finisce la stagione balneare. Il cosiddetto turismo mordi e fuggi (o mangia e fuggi), concentrato in poche settimane e spesso legato esclusivamente al mare, porta presenze e movimento, ma da solo non basta a garantire continuità alle attività commerciali, occasioni di lavoro e prospettive ai piccoli centri, occorre affiancargli un modello capace di distribuire le opportunità nel tempo e nello spazio, coinvolgendo anche i paesi dell’interno.
Una festa autunnale, un mercato dei prodotti locali, una rassegna dedicata alle ricette tradizionali, un percorso tra castagneti e frantoi, una serata musicale o un appuntamento culturale possono diventare piccoli tasselli di una strategia più ampia. Per funzionare, naturalmente, servono qualità organizzativa, promozione, servizi adeguati e collaborazione tra le realtà del territorio. Ma soprattutto serve la consapevolezza che il Cilento non è soltanto una destinazione estiva: è una comunità da vivere tutto l’anno.
Dalle feste alle opportunità per i borghi
La Festa della Montagna può essere letta anche in questa prospettiva. Riunire persone attorno a un tavolo, far conoscere piatti della tradizione e proporre musica e spettacoli significa creare un’occasione concreta per uscire di casa, incontrarsi e riscoprire il proprio paese. Per chi arriva da fuori, può essere invece l’opportunità di conoscere un territorio meno frequentato, lontano dalle immagini consuete delle spiagge estive, il valore di queste iniziative non si misura soltanto nel numero dei visitatori di una singola serata, conta anche la capacità di coinvolgere le attività locali, stimolare nuove collaborazioni e contribuire a costruire un’abitudine: quella di considerare i borghi cilentani luoghi da frequentare anche in autunno e in inverno.
La sfida, dunque, è fare in modo che gli appuntamenti non restino episodi isolati, ma diventino parte di una proposta territoriale più ampia. Un percorso che non richiede necessariamente grandi investimenti, ma programmazione, idee credibili e la volontà di lavorare insieme, perché un paese vivo non è soltanto quello che accoglie turisti per qualche settimana. È quello in cui continuano a esserci occasioni per incontrarsi, attività che resistono, tradizioni che si rinnovano e comunità che non si arrendono al silenzio dei mesi invernali.
Sessa Cilento, con la Festa della Montagna, si prepara a vivere due serate di sapori, musica e divertimento. Ma l’auspicio è che iniziative di questo genere possano moltiplicarsi in tutto il Cilento: non per inseguire l’estate, bensì per dimostrare che questo territorio ha qualcosa da offrire in ogni stagione.







