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Ora solare 2026, lancette indietro di un’ora: i consigli del neurologo Giampiero Volpe per affrontare il cambio d’orario

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere spostate alle 2. Un’ora in più di sonno, almeno teoricamente, ma anche un cambiamento che può influenzare il ritmo circadiano, la qualità del riposo, l’umore e la concentrazione. Il neurologo dott. Giampiero Volpe illustra come aiutare l’organismo ad adattarsi al nuovo orario e quali abitudini adottare per affrontare al meglio il passaggio.

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Un’ora in più di sonno, giornate che sembrano accorciarsi e il buio che arriva prima nel pomeriggio. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare, con il passaggio dalle 3 alle 2. È un appuntamento che si ripete ogni anno, ma che non sempre viene affrontato con la dovuta attenzione. Spostare indietro le lancette può sembrare un cambiamento trascurabile. In realtà, il nostro organismo segue ritmi biologici precisi, regolati anche dall’alternanza tra luce e buio. Modificare l’orario ufficiale significa cambiare alcuni riferimenti della vita quotidiana, dai momenti del risveglio a quelli dei pasti, dal lavoro all’attività fisica fino al riposo serale.

La maggior parte delle persone si adatta senza particolari difficoltà. Altre, invece, possono avvertire nei primi giorni una maggiore sonnolenza, stanchezza, difficoltà di concentrazione o un temporaneo cambiamento delle abitudini del sonno.

Il neurologo dott. Giampiero Volpe richiama l’attenzione sull’importanza di accompagnare il passaggio all’ora solare con comportamenti semplici e regolari, evitando di sottovalutare il ruolo del sonno nel mantenimento del benessere psicofisico.

Il ritmo circadiano: l’orologio biologico che regola il nostro organismo

Il ritmo circadiano è il sistema attraverso il quale l’organismo organizza numerose funzioni nell’arco delle 24 ore. Non riguarda soltanto il sonno e la veglia, ma contribuisce a sincronizzare la temperatura corporea, la produzione di ormoni, il metabolismo e altri processi fisiologici. Uno dei principali segnali che regolano questo orologio interno è la luce naturale. L’esposizione alla luce del mattino aiuta a sincronizzare il ciclo sonno-veglia, mentre l’oscurità serale favorisce i processi che preparano al riposo.

Il cambio d’ora modifica il rapporto tra l’orario indicato dall’orologio e i momenti in cui siamo abituati a svolgere le nostre attività. Anche se il passaggio all’ora solare permette di guadagnare un’ora durante la notte, l’organismo potrebbe aver bisogno di qualche giorno per adattarsi completamente.

Le reazioni sono individuali. Chi ha abitudini regolari può avvertire soltanto un lieve cambiamento, mentre chi soffre già di insonnia, lavora su turni o mantiene orari irregolari può incontrare maggiori difficoltà.

Come prepararsi al cambio d’ora: meglio anticipare gradualmente

Uno dei modi più semplici per affrontare il passaggio consiste nel non modificare bruscamente le proprie abitudini. Nei giorni precedenti al cambio, chi sa di essere particolarmente sensibile può anticipare gradualmente di 10-15 minuti l’orario in cui va a letto e quello del risveglio, senza forzare il proprio organismo. Non è indispensabile farlo per tutti: molte persone possono semplicemente mantenere la propria routine anche durante il fine settimana. L’obiettivo è evitare che il cambio d’orario si accompagni a ulteriori alterazioni del riposo.

È importante anche non interpretare l’ora guadagnata come un invito a restare svegli più a lungo. Andare a letto molto tardi nella notte tra sabato e domenica potrebbe annullare il vantaggio del tempo aggiuntivo e lasciare spazio a stanchezza e sonnolenza il giorno successivo.

Sette consigli per dormire meglio dopo il cambio d’ora

1. Mantenere regolari gli orari del sonno

La regolarità è uno degli elementi fondamentali dell’igiene del sonno. Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora aiuta a mantenere stabile il ritmo biologico. Anche durante il fine settimana è preferibile evitare variazioni eccessive. Dormire molto più a lungo la domenica mattina può sembrare utile per recuperare le energie, ma può rendere più difficile addormentarsi la sera successiva.

2. Cercare la luce naturale nelle prime ore della giornata

La luce del mattino è uno dei segnali più efficaci per sincronizzare l’orologio biologico. Una passeggiata, una colazione vicino a una finestra luminosa o qualche minuto trascorso all’aperto possono aiutare a mantenere regolare il ciclo sonno-veglia. Con l’arrivo dell’ora solare, quando il tramonto sarà anticipato, è utile organizzare le attività all’aperto nelle ore in cui la luce è maggiormente disponibile.

3. Limitare smartphone, tablet e televisione prima di dormire

L’utilizzo prolungato degli schermi nelle ore serali può ritardare il momento in cui ci si addormenta, soprattutto quando i contenuti sono stimolanti e l’uso dei dispositivi si prolunga fino a tarda notte, è consigliabile dedicare gli ultimi 30-60 minuti prima di coricarsi ad attività rilassanti: leggere, ascoltare musica tranquilla, fare una doccia tiepida o preparare con calma le cose necessarie per il giorno successivo.

4. Fare attenzione a caffè, tè ed energy drink

La caffeina può rimanere attiva nell’organismo per diverse ore e interferire con il riposo notturno. Chi ha difficoltà ad addormentarsi dovrebbe evitare di consumare bevande contenenti caffeina nel pomeriggio e alla sera, valutando anche la propria sensibilità individuale, è opportuno prestare attenzione pure all’alcol: può favorire inizialmente la sonnolenza, ma tende a rendere il sonno più frammentato e meno ristoratore.

5. Non trascurare l’attività fisica

Camminare, andare in bicicletta o praticare un’attività fisica moderata contribuisce al benessere generale e può favorire un sonno di migliore qualità. Con il cambio d’ora può essere utile sfruttare le ore di luce disponibili per una passeggiata quotidiana. Gli allenamenti intensi, se interferiscono con il riposo, possono essere spostati a momenti più lontani dall’orario in cui si va a letto.

6. Evitare sonnellini troppo lunghi nel pomeriggio

Nei primi giorni può capitare di avvertire un po’ di sonnolenza. Se necessario, un breve riposo pomeridiano può essere utile, ma è preferibile evitare sonnellini prolungati o effettuati nel tardo pomeriggio. Dormire a lungo durante il giorno può ridurre la pressione del sonno accumulata e rendere più difficile addormentarsi la sera, se la stanchezza è marcata, è meglio valutare anche la qualità del riposo notturno.

7. Creare un ambiente favorevole al riposo

La camera da letto dovrebbe essere sufficientemente buia, silenziosa e ben ventilata, con una temperatura confortevole. È utile utilizzare il letto prevalentemente per dormire, evitando di trasformarlo in uno spazio di lavoro o di intrattenimento, chi si sveglia durante la notte dovrebbe evitare di controllare continuamente l’orologio: guardare ripetutamente l’ora può aumentare la preoccupazione di non riuscire a dormire e rendere più difficile rilassarsi.

Attenzione anche ai pasti: orari regolari aiutano il ritmo biologico

Il ritmo circadiano non riguarda soltanto il sonno. Anche gli orari dei pasti rappresentano segnali importanti per l’organismo, dopo il cambio d’ora è utile mantenere una certa regolarità nella colazione, nel pranzo e nella cena. Meglio evitare pasti particolarmente abbondanti subito prima di coricarsi, soprattutto se provocano pesantezza, reflusso o difficoltà digestive.

Una cena equilibrata, consumata con un anticipo ragionevole rispetto al momento del riposo, può contribuire a rendere più confortevole la notte. Non esistono, invece, alimenti miracolosi capaci di compensare automaticamente gli effetti di un sonno insufficiente. Anche l’idratazione è importante durante la giornata. Bere regolarmente, senza concentrare grandi quantità di liquidi immediatamente prima di andare a letto, può aiutare a limitare i risvegli notturni legati alla necessità di urinare.

Il cambio d’ora può influenzare umore e concentrazione?

La riduzione della luce disponibile nel tardo pomeriggio può modificare l’organizzazione della giornata e, in alcune persone, influire sul tono dell’umore e sulla percezione della stanchezza. Nei primi giorni è possibile avvertire una minore energia nelle ore serali, soprattutto se si trascorre molto tempo al chiuso e si pratica poca attività all’aperto. Mantenere una routine regolare, dedicare spazio al movimento e coltivare le relazioni sociali può aiutare ad affrontare meglio il periodo autunnale. È importante, tuttavia, non attribuire automaticamente al cambio d’ora ogni sintomo. Se tristezza persistente, perdita d’interesse, disturbi del sonno o difficoltà di concentrazione diventano significativi e durano nel tempo, è opportuno parlarne con il proprio medico.

Bambini, anziani e persone che lavorano su turni: chi deve prestare maggiore attenzione

I bambini possono beneficiare di una routine serale prevedibile, con orari regolari per la cena, il bagno, la lettura e il momento di andare a dormire. Se nei primi giorni manifestano una lieve variazione del sonno, è preferibile mantenere un atteggiamento tranquillo ed evitare cambiamenti eccessivi nelle abitudini familiari. Le persone anziane, che possono avere un ritmo sonno-veglia più anticipato o un sonno maggiormente frammentato, dovrebbero cercare di mantenere stabili gli orari quotidiani, l’esposizione alla luce e l’attività fisica compatibile con le proprie condizioni.

Particolare attenzione è necessaria anche per chi lavora di notte o su turni variabili. In questi casi, la gestione del riposo può essere più complessa e richiedere accorgimenti specifici. È utile programmare adeguatamente il sonno, ridurre le fonti di disturbo e non sottovalutare la sonnolenza durante le attività lavorative. Chi assume farmaci a orari prestabiliti dovrebbe seguire le indicazioni ricevute dal medico o dal farmacista, senza modificare autonomamente dosaggi o intervalli di somministrazione.

Guidare con la sonnolenza: un rischio da non sottovalutare

Il cambio d’ora può coincidere con una diversa percezione della stanchezza e con un’anticipazione del buio nelle ore pomeridiane. Chi si mette alla guida dovrebbe prestare particolare attenzione se ha dormito poco o avverte sonnolenza, la stanchezza può ridurre i tempi di reazione e la capacità di mantenere la concentrazione. Se compaiono sbadigli frequenti, difficoltà a tenere gli occhi aperti o cali di attenzione, è necessario fermarsi in un luogo sicuro e riposare. Non bisogna affidarsi esclusivamente al caffè o ad altri stimolanti per contrastare la sonnolenza. La misura più efficace, quando il riposo è insufficiente, resta dormire adeguatamente.

Quanto tempo serve per abituarsi all’ora solare?

Molte persone si adattano al nuovo orario in pochi giorni, mentre altre possono impiegare più tempo. Non esiste una durata uguale per tutti: contano la sensibilità individuale, la regolarità delle abitudini, l’età e la qualità del sonno, se la stanchezza è lieve e temporanea, generalmente è sufficiente mantenere una buona igiene del sonno e una routine regolare. Se, invece, l’insonnia o la sonnolenza diurna persistono, è opportuno rivolgersi al proprio medico per valutare eventuali cause e individuare le misure più appropriate.

Non è consigliabile assumere autonomamente melatonina, sonniferi o altri prodotti per facilitare l’adattamento. Quando necessario, l’eventuale impiego di questi prodotti dovrebbe essere valutato con un professionista sanitario, tenendo conto delle condizioni individuali e degli altri farmaci assunti.

Ora solare 2026: quando spostare le lancette

Il passaggio avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle ore 3:00 si tornerà alle ore 2:00: gli orologi analogici dovranno essere spostati indietro di un’ora, mentre smartphone, computer e numerosi dispositivi digitali aggiorneranno automaticamente l’orario, il vantaggio immediato sarà un’ora in più nella notte del cambio, ma nei giorni successivi il sole tramonterà prima secondo l’orario ufficiale. Organizzare le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, mantenere regolari i pasti e rispettare il riposo sono accorgimenti semplici che possono rendere la transizione più agevole.

Il cambio d’ora non deve essere motivo di allarme. È piuttosto un’occasione per ricordare che dormire bene è una componente essenziale della salute e che il nostro organismo beneficia di ritmi regolari, luce naturale, movimento e attenzione ai segnali di stanchezza, il consiglio del neurologo Giampiero Volpe è quindi quello di affrontare il passaggio all’ora solare senza forzature, mantenendo abitudini equilibrate e concedendo al corpo il tempo necessario per adattarsi.

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