Prima PaginaPoliticaOspedale di Agropoli, il Pronto Soccorso torna negli atti: la...

Ospedale di Agropoli, il Pronto Soccorso torna negli atti: la riapertura adesso entra nella fase decisiva

Il nuovo assetto dell’ASL Salerno riconosce il presidio come ospedale di zona disagiata con Pronto Soccorso. Fico ha confermato l’impegno della Regione. E mentre il percorso amministrativo va avanti, l’ASL mette a concorso otto posti da dirigente medico: il servizio, però, non è ancora operativo

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui le notizie su GoogleNews

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Agropoli torna concretamente al centro della programmazione sanitaria regionale e aziendale. La notizia rilanciata sui social dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Felicia Gaudiano contiene un elemento sostanziale: il presidio ospedaliero di Agropoli è destinato a essere riconosciuto come ospedale di zona disagiata sede di Pronto Soccorso, integrato nella rete dell’emergenza con il DEA di primo livello di Vallo della Lucania. Ma c’è una precisazione che, soprattutto sul piano dell’onesta intellettuale di ognuno, è indispensabile ribadire: il Pronto Soccorso non è ancora aperto al pubblico.

Il percorso ha ricevuto una precisa accelerazione il 26 giugno 2026, quando il presidente della Regione Campania Roberto Fico annunciò di aver dato mandato al direttore generale dell’ASL Salerno di inserire il Pronto Soccorso di Agropoli nell’Atto di Organizzazione Aziendale e di avviare gli adempimenti necessari, la notizia fu confermata anche dall’ANSA, che riportò le dichiarazioni del presidente regionale. Quello annunciato a giugno non era, dunque, il taglio del nastro di un servizio già pronto a funzionare, ma l’avvio di un passaggio amministrativo fondamentale. La differenza è tutt’altro che formale: in sanità, infatti, l’inserimento di una struttura nell’organizzazione aziendale deve essere seguito dalla concreta disponibilità di personale, dotazioni, organizzazione e condizioni di sicurezza necessarie per garantire il servizio.

Ed è proprio sul piano dell’organizzazione che si registra oggi un ulteriore sviluppo. L’ASL Salerno ha infatti avviato una procedura concorsuale per la copertura a tempo indeterminato di otto posti di dirigente medico nella disciplina di Medicina d’emergenza-urgenza, con sede di prima assegnazione vincolata al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Agropoli, si tratta di uno dei passaggi più concreti emersi finora nella vicenda, perché affronta direttamente il principale ostacolo alla piena attivazione del servizio: la disponibilità di medici specializzati nell’emergenza-urgenza, la questione del personale, del resto, non è nuova. Già negli anni precedenti l’ASL Salerno aveva evidenziato criticità negli organici e aveva fatto ricorso anche a procedure finalizzate al reperimento di medici per i servizi di emergenza.

La vicenda dell’ospedale di Agropoli affonda le proprie radici in un confronto politico e istituzionale che dura da anni, il presidio è stato al centro di numerose iniziative da parte di amministratori locali, organizzazioni sindacali, comitati civici e rappresentanti politici, con una richiesta rimasta sostanzialmente invariata: restituire al territorio un punto di emergenza capace di rispondere alle necessità di una vasta area del Cilento. Il nodo nasce anche dal fatto che, nel precedente assetto aziendale, Agropoli risultava configurato come presidio ospedaliero in zona disagiata, ma senza un Pronto Soccorso pienamente riconosciuto nella struttura organizzativa. Negli ultimi mesi il tema è tornato con forza nell’agenda regionale, fino alla decisione annunciata da Fico di modificare l’impostazione dell’Atto aziendale. Anche il Nursind Salerno aveva sollecitato chiarimenti proprio sulla classificazione di Agropoli e sulla previsione del Pronto Soccorso nel quadro della programmazione sanitaria.

Il nuovo modello prevede l’integrazione con il DEA di primo livello di Vallo della Lucania, creando una relazione funzionale tra i due presidi, l’obiettivo è quello di inserire Agropoli nella rete dell’emergenza-urgenza del territorio, tenendo conto della particolare posizione geografica del Cilento e delle distanze che, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, possono rappresentare un fattore rilevante nell’accesso alle cure. Il tema non riguarda soltanto Agropoli. La riattivazione di un Pronto Soccorso nel centro cilentano avrebbe infatti una ricaduta sull’intero comprensorio, alleggerendo potenzialmente la pressione sugli altri presidi e offrendo un punto di riferimento più vicino per le emergenze provenienti dall’area costiera e dall’entroterra, proprio per questo la questione viene seguita con particolare attenzione anche dalle realtà civiche e sindacali del territorio. Il comitato “Obiettivo Ospedale di Agropoli” ha continuato a chiedere che agli annunci seguano tempi e atti concreti, insistendo soprattutto sulla necessità di garantire il personale indispensabile al funzionamento della struttura.

La stessa senatrice Felicia Gaudiano, nel post dal quale prende origine questa ricostruzione, rivendica il proprio impegno personale sulla vicenda e definisce la riapertura del Pronto Soccorso un obiettivo prioritario. Il suo coinvolgimento sulla questione sanitaria del Cilento non è quindi occasionale. Gaudiano ha seguito negli anni il tema dell’ospedale di Agropoli insieme ad altri esponenti del Movimento 5 Stelle e, più recentemente, ha partecipato alle iniziative territoriali che hanno riportato il presidio al centro del dibattito politico.

La firma del post, dunque, è quella di una parlamentare attualmente in carica, e non di un’ex rappresentante istituzionale, il contenuto, tuttavia, deve essere letto per quello che effettivamente comunica: una rivendicazione politica accompagnata da una novità amministrativa che appare reale, ma che non coincide ancora con l’apertura materiale del Pronto Soccorso. A rendere ancora più interessante la situazione è il fatto che proprio in queste ore si stia muovendo il fronte del reclutamento. Il concorso per otto dirigenti medici destinati al Pronto Soccorso di Agropoli rappresenta infatti un passaggio che potrebbe trasformare una previsione organizzativa in un servizio concretamente attivabile.

Resta però una domanda alla quale, al momento, non è ancora possibile dare una risposta definitiva: quando il Pronto Soccorso sarà realmente operativo?

Non basta che il servizio sia previsto nell’Atto aziendale e non basta neppure bandire i posti, occorre completare le procedure concorsuali, individuare e assumere i professionisti, organizzare i turni, garantire le necessarie dotazioni e verificare tutte le condizioni richieste per assicurare un servizio di emergenza efficace e sicuro, è questa, oggi, la vera partita. Dopo anni di annunci, proteste, interrogazioni e mobilitazioni, il Pronto Soccorso di Agropoli sembra essere entrato in una fase diversa: non più soltanto una richiesta politica da inserire nei programmi, ma una struttura che trova spazio nel nuovo assetto organizzativo e per la quale si comincia a parlare concretamente di personale. Per i cittadini, però, la differenza sarà percepibile soltanto quando un’ambulanza potrà arrivare davanti al presidio, un paziente potrà essere preso in carico e il servizio sarà effettivamente garantito secondo gli standard previsti; la strada, dunque, sembra essere stata imboccata, ma la vera notizia sarà il giorno in cui quella porta tornerà ad aprirsi davvero.

© Riproduzione riservata
Giulia Ambrosio
Giulia Ambrosiohttps://cilentoreporter.it/
Giornalista di lungo corso ed editorialista, Giulia Ambrosio ha maturato una significativa esperienza nel mondo dell'informazione, collaborando con importanti quotidiani nazionali. Con uno sguardo attento e mai superficiale, osserva la realtà del Cilento e del suo territorio, raccontandone trasformazioni, contraddizioni e problematiche. Su CilentoReporter.it firma editoriali e approfondimenti nei quali unisce esperienza giornalistica, sensibilità e capacità di analisi, offrendo ai lettori una lettura critica e consapevole dei principali temi che riguardano il territorio e le sue comunità.
Da non perdere
Supporta l'Informazione Libera