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Capaccio Paestum, sfiduciato il sindaco Gaetano Paolino: nove consiglieri mettono fine all’Amministrazione

Capaccio Paestum, nove consiglieri comunali hanno sottoscritto davanti al notaio l’atto di sfiducia al sindaco Gaetano Paolino. L’Amministrazione termina dopo appena 15 mesi e il Comune si avvia verso lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento.

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Si chiude dopo appena 15 mesi l’esperienza amministrativa di Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum. La mattina del 24 agosto 2026, nove consiglieri comunali hanno sottoscritto davanti al notaio Luigia La Greca di Agropoli l’atto che determina la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa. Il documento è stato successivamente protocollato presso il Comune. La notizia è stata confermata da diverse testate locali e nazionali.

A firmare l’atto sono stati Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza, Adele Renna e Simona Corradino. La sottoscrizione davanti al notaio ha quindi sancito la rottura degli equilibri politici che avevano sostenuto l’Amministrazione Paolino. La conclusione arriva poco più di un anno dopo l’elezione del primo cittadino. Paolino era stato eletto il 26 maggio 2025 al primo turno con 6.988 voti, pari al 57,63%, superando Simona Corradino, ferma al 31,29%, e Carmine Caramante, all’11,08%. L’affluenza era stata del 67,94%.

Il Comune di Capaccio Paestum indica ufficialmente il 30 maggio 2025 come data di inizio dell’incarico di Gaetano Paolino. La sua esperienza amministrativa si interrompe dunque a circa quindici mesi dall’insediamento. La crisi politica assume particolare rilievo anche alla luce della composizione del Consiglio comunale uscito dalle elezioni del 2025. La maggioranza era composta da esponenti delle quattro liste che avevano sostenuto Paolino: Nuovi Orizzonti Capaccio Paestum, Paolino Sindaco per Capaccio Paestum, Capaccio Paestum Sostenibile e Solidale e Capaccio Paestum nel Cuore. Tra i consiglieri eletti figuravano anche alcuni dei nove firmatari dell’atto di sfiducia.

La vicenda non rappresenta soltanto la fine della Giunta, ma apre anche una nuova fase istituzionale per il Comune. È infatti necessario distinguere tra la semplice sottoscrizione dell’atto politico e gli effetti giuridici previsti dalla normativa sugli enti locali. L’articolo 52 del Testo unico degli enti locali stabilisce che il sindaco e la giunta cessano dalla carica quando viene approvata una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale. La stessa norma prevede, in caso di approvazione, lo scioglimento del Consiglio e la nomina di un commissario ai sensi dell’articolo 141.

Nel caso di Capaccio Paestum, dunque, gli atti successivi saranno determinanti per formalizzare lo scioglimento dell’organo consiliare e l’avvio della gestione commissariale secondo quanto previsto dalla legge. L’articolo 141 del TUEL disciplina infatti i casi di scioglimento dei Consigli comunali e le conseguenze sulla gestione dell’ente.

La fase che si apre sarà quindi caratterizzata dalla presenza di un commissario incaricato di garantire la continuità amministrativa dell’ente e la gestione delle attività istituzionali fino al rinnovo degli organi elettivi. Non si tratterà di una nuova amministrazione politica, ma di una gestione temporanea finalizzata ad assicurare il funzionamento del Comune.

Sul piano politico, la caduta dell’Amministrazione Paolino modifica profondamente lo scenario in vista delle prossime elezioni. Il voto del 2025 aveva consegnato al candidato sindaco una netta maggioranza elettorale, con oltre il 57% dei consensi. Poco più di un anno dopo, tuttavia, gli equilibri all’interno del Consiglio comunale sono cambiati fino a determinare la conclusione anticipata del mandato.

Per Capaccio Paestum comincia ora una fase di transizione nella quale saranno osservati con particolare attenzione gli adempimenti istituzionali legati allo scioglimento del Consiglio e alla nomina del commissario. Parallelamente, le forze politiche locali saranno chiamate a ridefinire alleanze, candidature e programmi in vista della prossima competizione elettorale.

La sfiducia segna così una brusca interruzione del percorso iniziato nella primavera del 2025. Gaetano Paolino, eletto con un risultato ampiamente maggioritario e alla guida di una coalizione civica articolata, lascia Palazzo di Città dopo circa quindici mesi. Per Capaccio Paestum si apre una nuova pagina politica e amministrativa, mentre il territorio guarda già alle prossime elezioni e alla ridefinizione degli equilibri che determineranno il futuro governo della città.

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Paolo Giaquinto
Paolo Giaquinto
Giornalista professionista dal 2018, Paolo Giaquinto collabora con alcune testate nazionali e segue con particolare attenzione l'attualità politica. Appassionato di politica e dinamiche istituzionali, cura la sezione Politica di CilentoReporter.it, raccontando fatti, protagonisti e scenari del territorio con attenzione e spirito di analisi. Il suo lavoro unisce esperienza giornalistica e interesse per la vita pubblica, con l'obiettivo di offrire ai lettori un'informazione chiara e puntuale sui temi politici che riguardano il Cilento e la provincia di Salerno.
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