La maxi-inchiesta sulle presunte frodi legate ai bonus edilizi entra nella fase processuale. Sei persone saranno infatti giudicate con rito immediato nell’ambito dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Salerno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno. Il procedimento nasce da un’indagine che nei mesi scorsi aveva portato a un sequestro preventivo di circa 160 milioni di euro tra crediti e disponibilità finanziarie ritenuti riconducibili alle condotte contestate. Il provvedimento era stato eseguito il 17 giugno 2026 e aveva interessato oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, al centro dell’inchiesta ci sarebbe un sistema organizzato per la creazione e la successiva monetizzazione di crediti d’imposta ritenuti fittizi, attraverso alcune delle principali agevolazioni previste per gli interventi edilizi. Tra gli strumenti utilizzati figurano, secondo l’accusa, il Bonus Facciate, il Superbonus 110%, l’Ecobonus e il Sismabonus. Le verifiche avrebbero riguardato oltre 80 società e circa 200 immobili distribuiti in diverse regioni italiane.
Secondo gli investigatori, alcune società sarebbero risultate prive di una reale operatività e sarebbero state utilizzate per documentare interventi di riqualificazione edilizia che, in realtà, non sarebbero stati eseguiti. L’inchiesta ha assunto una dimensione nazionale, con accertamenti che hanno interessato soggetti presenti in Campania e in altre regioni italiane. La Guardia di Finanza ha parlato di due distinti gruppi che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero operato nel sistema di generazione e monetizzazione dei crediti fiscali.
I flussi finanziari e i 17 milioni di euro
Una parte importante delle indagini ha riguardato anche la movimentazione del denaro. Attraverso l’analisi dei rapporti bancari, gli investigatori hanno individuato operazioni ritenute riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, a riciclaggio e autoriciclaggio per circa 17 milioni di euro. In alcuni casi, le somme sarebbero state trasferite anche verso l’estero, con operazioni dirette in particolare verso Cina, India e Pakistan. Lo sviluppo dell’indagine aveva portato, lo scorso 3 luglio, all’esecuzione di sette misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti residenti nel Salernitano. Il provvedimento comprendeva una custodia in carcere, cinque arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Sei imputati verso il processo
L’ultimo sviluppo riguarda ora sei delle persone coinvolte nell’inchiesta. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno ha accolto la richiesta della Procura disponendo il giudizio immediato. L’udienza di apertura del dibattimento è prevista per il mese di novembre, secondo quanto riportato dalla stampa locale. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, oltre a reati di natura tributaria e fallimentare. Si tratta di contestazioni formulate nell’ambito dell’indagine e che dovranno essere sottoposte al vaglio del giudice. Il processo dovrà quindi accertare la fondatezza delle accuse e le eventuali responsabilità individuali.
La vicenda, partita dagli accertamenti della Guardia di Finanza di Salerno sulle agevolazioni fiscali nel settore edilizio, si inserisce nel più ampio quadro delle indagini sulle frodi ai danni dello Stato legate alla cessione dei crediti d’imposta.
Per il territorio salernitano si tratta di un procedimento di particolare rilevanza per l’entità delle somme sottoposte a sequestro e per la dimensione dell’indagine, che ha interessato soggetti e società anche al di fuori della provincia. Resta fermo, naturalmente, il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.





