Le immagini delle campagne, le strade secondarie percorse nelle ore notturne e le aree più isolate del territorio, è questo lo scenario raccontato da TgCom24 in un servizio dedicato allo spaccio di sostanze stupefacenti a Capaccio Paestum, dove un’attività investigativa avrebbe consentito alle forze dell’ordine di ricostruire un sistema organizzato di cessione della droga. Il servizio, trasmesso il 17 settembre 2026, parla di un sistema «organizzato e rodato» e mostra anche don Antonio Coluccia impegnato in una perlustrazione notturna insieme alle forze dell’ordine.
Secondo quanto ricostruito nel servizio televisivo, l’attività investigativa è stata portata avanti attraverso mesi di osservazione del territorio, appostamenti, riprese e documentazione fotografica. Al centro dell’attenzione sono finite soprattutto le zone rurali e quelle caratterizzate dalla presenza di vegetazione, casolari abbandonati e strade secondarie, elementi che possono rendere più difficile il controllo del territorio.
🎥 Il servizio di TgCom24 – Il caso di Capaccio Paestum è stato raccontato anche da TgCom24, che ha seguito l’attività di contrasto allo spaccio nelle aree rurali del territorio, mostrando alcune delle zone interessate dalle indagini e la perlustrazione notturna con don Antonio Coluccia. 👉 Guarda il servizio completo di TgCom24
Tra le aree indicate nel servizio figurano Cafasso, Torre di Mare, Ponte di Ferro, la contrada Rettifilio, alcune strade di Gromola e la zona PIP di Sabatella. L’attività investigativa sarebbe partita e proseguita anche sulla base delle segnalazioni dei residenti, che avrebbero notato un intenso movimento di automobili nelle ore notturne.
Uno degli aspetti più particolari emersi dalla ricostruzione riguarda il metodo utilizzato per organizzare gli incontri. Secondo TgCom24, gli acquirenti avrebbero comunicato attraverso WhatsApp la propria posizione, consentendo agli spacciatori di raggiungere rapidamente il punto concordato. La tecnologia, dunque, sarebbe stata utilizzata come strumento per rendere più dinamica la vendita e ridurre la permanenza nei luoghi dello scambio, il fenomeno non riguarderebbe una sola sostanza. Nel servizio vengono citate cocaina, eroina e crack, con particolare attenzione proprio alla diffusione di quest’ultima sostanza. Alcune delle aree rurali monitorate sarebbero state utilizzate anche come punti di appoggio, sfruttando strutture abbandonate e zone difficilmente raggiungibili.
A seguire da vicino la situazione è stato anche don Antonio Coluccia, sacerdote da anni impegnato sul fronte del contrasto allo spaccio e alla criminalità organizzata. Il sacerdote ha partecipato a una perlustrazione notturna a Capaccio Paestum e, davanti alle telecamere di TgCom24, ha riferito di segnalazioni ricevute da famiglie del territorio. Nel servizio ha inoltre attribuito a gruppi di origine nordafricana un ruolo rilevante nella gestione dello spaccio. Si tratta di una ricostruzione e di dichiarazioni riportate nel servizio televisivo, che vanno tenute distinte dai singoli accertamenti giudiziari e dalle responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti.
Il quadro raccontato da TgCom24 assume un significato ancora più rilevante se inserito nel contesto delle operazioni antidroga già condotte recentemente nell’area di Capaccio Paestum, il 19 agosto 2026 i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Agropoli, insieme ai militari della Compagnia di Eboli e della Stazione di Capaccio Scalo, con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’importante operazione tra Capaccio Paestum ed Eboli, il bilancio ufficiale dell’Arma parla di due arresti e del sequestro complessivo di oltre 12 chilogrammi di sostanze stupefacenti, oltre ad armi e munizioni.
L’operazione di agosto è partita dal controllo di un’automobile diretta verso l’abitazione di un 23enne sottoposto agli arresti domiciliari a Capaccio Paestum. Nel vano della ruota di scorta furono trovati circa 2,4 chilogrammi di cocaina e crack. La successiva perquisizione consentì di recuperare ulteriori quantitativi di hashish, marijuana, eroina, cocaina e cosiddetta cocaina rosa. Parte della droga era stata nascosta in una lavatrice, nella cuccia del cane e in un vaso interrato nel giardino. Durante la stessa operazione vennero inoltre sequestrate 280 munizioni di diverso calibro e tre armi. Il 23enne sottoposto ai domiciliari, secondo quanto riferito dall’Arma, avrebbe aggredito un militare riuscendo successivamente a fuggire; per lui è scattata anche una denuncia per evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
Si tratta, tuttavia, di un’operazione distinta dall’attività investigativa descritta nel servizio di TgCom24. Il collegamento tra i due episodi può essere individuato esclusivamente nel più ampio quadro del contrasto al traffico di stupefacenti nel territorio di Capaccio Paestum: non è corretto presentare il blitz di agosto come se fosse automaticamente il procedimento al centro del servizio televisivo di settembre, la presenza delle forze dell’ordine nelle aree periferiche e rurali assume quindi un’importanza particolare. Il territorio di Capaccio Paestum è molto esteso e presenta caratteristiche urbanistiche e ambientali differenti: dai centri abitati alla fascia costiera, dalle aree archeologiche alle campagne, fino alle numerose strade interpoderali e alle strutture rurali. Un contesto che richiede un’attività di controllo articolata e una conoscenza capillare del territorio.
Anche la Polizia Locale dispone di competenze di polizia giudiziaria e di controllo del territorio, sul sito istituzionale del Comune di Capaccio Paestum, il comandante dell’Area VIII-Polizia Municipale risulta Antonio Rinaldi, il servizio di TgCom24 riporta dunque l’attenzione su un problema che non riguarda soltanto il momento della cessione della droga. Dietro lo spaccio esistono infatti reti di approvvigionamento, luoghi di stoccaggio, sistemi di comunicazione e una domanda di sostanze che alimenta il mercato illegale.
Il dato che emerge dalle diverse attività di contrasto condotte nell’area è quello di un fenomeno che le forze dell’ordine stanno affrontando con strumenti investigativi differenti: dal controllo su strada alle perquisizioni, dall’attività di osservazione alla collaborazione tra reparti e corpi di polizia. Per i residenti, resta centrale la possibilità di segnalare situazioni sospette alle autorità competenti. Per gli investigatori, invece, la sfida è quella di trasformare le singole segnalazioni e gli episodi osservati sul territorio in elementi utili a ricostruire la struttura delle reti di spaccio e individuare i diversi livelli della filiera.
Le immagini trasmesse da TgCom24 restituiscono così una fotografia di alcune delle aree più isolate di Capaccio Paestum, ma saranno gli sviluppi delle indagini e gli eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria a stabilire responsabilità, ruoli e dimensioni effettive delle organizzazioni eventualmente coinvolte.





