Ci sono notizie che si raccontano con la cronaca, altre, invece, lasciano dentro un senso di amarezza difficile da descrivere. Quella che arriva da Sessa Cilento appartiene a questa seconda categoria, perché non parla soltanto di rifiuti abbandonati, ma di un gesto che colpisce uno dei luoghi più sacri e simbolici di una comunità: il cimitero. Nei giorni scorsi ignoti hanno depositato alcune buste contenenti rifiuti domestici nei contenitori destinati esclusivamente ai rifiuti cimiteriali del Cimitero Comunale di Sessa Cilento Capoluogo, trasformando un luogo di raccoglimento e di memoria in una discarica improvvisata.
Un episodio che ha provocato la ferma e indignata reazione del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale, che hanno definito quanto accaduto un comportamento «ignobile, vile e moralmente riprovevole», una vera e propria offesa alla memoria dei defunti e al sentimento di rispetto che ogni cittadino dovrebbe nutrire verso un luogo tanto carico di significato.
L’Amministrazione ha espresso profondo sconforto e amarezza, sottolineando come non possa esistere alcuna giustificazione per un gesto di questo genere. Il cimitero non è un semplice spazio pubblico: è il luogo dove riposano i nostri cari, dove ogni famiglia conserva il proprio ricordo, dove il silenzio accompagna il dolore, la fede e la memoria. “Per questo motivo saranno intensificati i controlli e verranno valutate tutte le iniziative utili ad individuare i responsabili, affinché episodi simili non abbiano più a ripetersi”.” – commentano gli Amministratori sulla pagina Social. Contestualmente è stato rivolto un appello alla parte sana della cittadinanza, quella che ogni giorno dimostra senso civico e amore per il proprio paese, affinché continui a difendere il patrimonio comune segnalando qualsiasi comportamento contrario alle regole della convivenza civile.
Ma questa vicenda va oltre il fatto di cronaca, è impossibile leggere una notizia del genere senza provare un profondo senso di sconforto. Perché non si tratta semplicemente di qualche sacchetto lasciato nel posto sbagliato. Qui siamo davanti a qualcosa di più grave: la perdita del rispetto. Viviamo in un tempo in cui si parla continuamente di turismo, valorizzazione del territorio, sviluppo dei borghi, promozione delle nostre eccellenze. Tutto giusto, tutto necessario, ma nessun progetto potrà mai avere successo se prima non impariamo a custodire ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra educazione civica.
Un cimitero rappresenta la storia di un paese. Tra quei vialetti riposano generazioni di uomini e donne che hanno costruito la comunità che oggi viviamo. Ogni lapide racconta una famiglia, ogni fiore deposto è il segno di un amore che continua anche dopo la morte, profanare quel luogo con un gesto tanto irresponsabile significa offendere non solo chi non c’è più, ma anche chi ogni giorno vi entra con il cuore colmo di ricordi. La cosa che più rattrista è pensare che simili episodi non siano il frutto della povertà o della necessità, ma di una preoccupante assenza di senso civico, è la dimostrazione di quanto, talvolta, venga meno il rispetto per il bene comune, quasi che ciò che appartiene a tutti non appartenga a nessuno, ed è proprio questa mentalità che dovrebbe preoccuparci più dei sacchi abbandonati. I rifiuti si raccolgono, si smaltiscono e si eliminano. L’inciviltà, invece, lascia ferite molto più profonde, perché intacca quei valori che tengono unita una comunità.
Da Cilento Reporter raccontiamo ogni giorno le bellezze del nostro territorio, le sue tradizioni, le sue eccellenze, i sacrifici di chi lavora per renderlo migliore. Per questo episodi come quello accaduto a Sessa Cilento fanno ancora più male. Perché rischiano di oscurare l’immagine di una comunità composta, nella sua stragrande maggioranza, da persone oneste, rispettose e profondamente legate alle proprie radici. Chi ha compiuto questo gesto rappresenta un’eccezione, non il volto di Sessa Cilento. Ed è importante dirlo con forza. Sarebbe ingiusto permettere che pochi irresponsabili mettano in discussione il senso civico di un intero paese.
L’auspicio è che i responsabili vengano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Ma, soprattutto, che questa vicenda diventi un’occasione di riflessione collettiva, perché il rispetto non si misura soltanto nei grandi gesti, si costruisce nelle piccole azioni quotidiane. E se perdiamo il rispetto per i luoghi della memoria, rischiamo di perdere anche il rispetto per noi stessi. Il cimitero è il luogo dove il tempo si ferma e la memoria continua a vivere. Difenderlo significa difendere la nostra storia, la nostra identità e la dignità di un’intera comunità. È una responsabilità che appartiene a tutti e che nessuno dovrebbe mai dimenticare.




