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giovedì, 29 Febbraio 2024
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La leggenda della Madonna delle Grazie

Le Civiltà senza memorie scritte, trasmettono storia e tradizioni, attraverso la narrazione orale ed è normale che queste, nel corso dei millenni tendano a sconfinare nel mito, per quanto si cerchi di mantenere il racconto storico il più possibile aderente alla realtà. Proprio attraverso alcuni racconti mitici si riesce a recuperare parte della storia, cultura e religione del Cilento.

La leggenda, racconto molto antico, come il mito e la fiaba, fa parte del patrimonio culturale a cui ogni Popolo affida il racconto del suo percorso evolutivo, mescolando il reale al fantastico. Pochi luoghi al mondo possiedono, come il Cilento, una storia ricca di miti e leggende, che tramandano informazioni attraverso i racconti. Essi rappresentavano il dopocena prima dell’avvento della televisione dove davanti al caminetto, si condividevano ed analizzavano i fatti di una giornata quasi sempre monotona e faticosa ed uno di questi racconti, dedicato alla Madonna delle Grazie di Ortodonico, a molti di noi che ora hanno una certa età, veniva “cuntato” (raccontato) Era il mese di maggio, è il mare era in grande tempesta. Una nave a vela spuntò al largo della Licosa per cercare di scampare nel porticciolo del Fico nei pressi di Pioppi. I marinai furono soccorsi dalla gente del luogo; ma dovendo proseguire il viaggio al più presto e per alleggerire la nave e per ringraziare i soccorritori, regalarono a costoro una statua molto grande della Madonna.

Calmatosi il mare, il veliero partì e la gente prese la statua per portarla in una chiesetta lì vicino, ma dopo pochi passi i portatori furono già stanchi; altri cercarono di aiutarli, ma senza risultato; così vennero mandati dei messaggeri per cercare altri portatori nei paesi delle colline. Promise che coloro che fossero riusciti a portarla, l’avrebbero riposta  nella chiesa del proprio paese, essendone divenuti legittimi proprietari. In molti provarono ed in molti fallirono. Infine fu data la possibilità a quattro abitanti venuti da Ortodonico i quali tra lo stupore generale e senza apparente sforzo riuscirono a portarla senza mai fermarsi fino al paese. Correva voce che quella statua, raffigurante la Madonna era destinata alla Calabria, e che Ella aveva desiderato arrivare sino ad Ortodonico per risvegliare la fede in queste zone ove la gente si era imbarbarita. Così in paese si decise di costruire una nuova chiesa, perché quella che già c’era non poteva più contenere tutta la gente che accorreva da ogni luogo.

Per costruirla, si lavorava giorno e notte, gli uomini spaccavano le pietre e le donne le trasportavano; ma al mattino seguente, lì dove avevano riposto le pietre per la costruzione risultò vuoto, qualcuno aveva trasportato quelle pietre in un altro luogo distante qualche centinaio di metri. Si pensò ad uno scherzo dei paesi vicini, così riportarono le pietre lì dove le avevano lasciate il giorno precedente; ne portarono ancora delle altre e andarono a dormire tranquilli, sicuri che ormai non avrebbero subito alcuna beffa. All’alba, con loro grande meraviglia, si accorsero che le pietre erano state nuovamente spostate. Allora raddoppiarono gli sforzi e riportarono le pietre lì dove intendevano costruire la chiesa, mettendo, però stavolta, qualcuno di guardia. Fu all’alba del giorno successivo che una donna andando in campagna, vide che le pietre rotolavano e si ammassavano da sole nel luogo dove erano state portate da mano sconosciuta, per ben due volte; vide anche una figura di donna indicare loro con la mano la via.

Corse subito in paese, svegliò tutti che prontamente accorsero sul luogo trovando le guardie che dormivano. Andarono poi sul luogo dove il mucchio di pietre si era misteriosamente creato, ma non videro alcuna figura di donna che comandava alle pietre di riporsi in quel luogo. Essi però capirono che era inutile lottare con essa perché certamente doveva essere la Madonna che in quel modo aveva voluto indicare il luogo dove edificare la nuova chiesa. Così ancora oggi sull’antica via che dal mare porta ad Ortodonico, allo sbocco del paese, si trova la chiesa della Madonna delle Grazie”.

(fonte: Centro Prom.Culturale Cilento –  Cilento Cultura)

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Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Dal Marzo 2015 racconto la nostra terra, il Cilento, mostrandola con gli occhi di chi la ama, la vive e vuole contribuire a farla apprezzare di più ai turisti e ai Cilentani stessi. La Storia, i Personaggi, la Cultura, le Tradizioni e le Contraddizioni, il patrimonio artistico, gli eventi e le iniziative in programma che ritengo più interessanti segnalare, i musei, le attrazioni e le proposte per i turisti, il cibo ed i prodotti del territorio sono i temi principali dei miei articoli.

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