Prima PaginaLeggendeLa leggenda della Madonna della neve

La leggenda della Madonna della neve

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui le notizie su GoogleNews

I cilentani, ma non solo,  amano raccontare storie o leggende che sono, in alcuni casi, fondamenta della nostra cultura e, negli anni, queste storie sono entrate a far parte del nostro patrimonio.

Le grandi narrazioni di eventi sacri o profani sono stati descritti per migliaia di anni in ogni paese, in ogni borgo e villaggio, indipendentemente dalle sue dimensioni. Visitare il Cilento, dopo aver scoperto queste storie è un’esperienza unica, si potrebbe definire persino leggendaria.

Quella che oggi, voglio narrarvi e la leggenda della Madonna della Neve, una delle sette Sorelle che vengono venerate, in periodi diversi nella nostra terra e che ci proteggono dalle loro dominanti alture. Il monte Cervati, per lungo tempo, rimase selvaggio ed inesplorato, regno di lupi, cinghiali, aquile, sparvieri, gufi e civette, oltre che di altri animali più innocui e meno spaventevoli: i  Piagginesi, impauriti, si tenevano lontani, non osando avventurarsi a quelle altezze.

Un giorno un cacciatore, spinto dalla curiosità, cominciò la scalata tra faggi, cerri, abeti, carpini, lecci, frassini, larici ed olmi, incontrando qualche faina, lepre, cervo oppure qualche martora o beccaccia, qualche pernice o qualche merlo, ma niente lupi. In quel Paradiso terrestre non pensò neppure una volta di sparare.

Lì dove la montagna è più alta, a strapiombo, si sedette su di un masso e si mise ad ammirare il paesaggio intorno: boschi fitti, montagne, paesi attaccati alle colline, in basso un pianoro verde con le pecore brucanti, lontano il mare. Una colombella venne a tubare su un ramo di ontano che gli pendeva sulla testa. Cercò di spaventarla, ma quella continuò; imbracciò allora il fucile e si alzò.

La colombella, volando di ramo in ramo, allegramente lo gabbava. Alla fine sparì tra i rovi. Arrabbiato, per aver visto mortificato il suo spirito venatorio, cominciò a tagliare i rovi col suo coltello.

All’improvviso si fermò davanti alla stretta imboccatura di una grotta. Vi spiò dentro : cosa vide? La statua di una Madonna che lo guardava insieme alla colombella, che era ai suoi piedi. Un brivido gli passò per la schiena. Gli sembrò un miracolo. Cadde in ginocchio e pregò.

Ritornato in paese, raccontò ai compaesani la sua avventura.

Da allora il Monte Cervati fu frequentato dai cilentani, che non hanno mai interrotto il culto per la Madonna della Neve.

Racconto tratto da: www.lamontagnadelcilento.it  – Credits foto: Italia2TV

© Riproduzione riservata
Alessandro Giordano
Alessandro Giordano
Giornalista pubblicista e appassionato di scrittura, Alessandro Giordano è da sempre profondamente legato al Cilento e alla sua realtà. Nel corso della sua attività ha raccontato il territorio, le sue comunità, le trasformazioni, le criticità e le eccellenze, con particolare attenzione alla cronaca, alla politica locale, alla cultura e alle tematiche sociali. Fondatore e direttore di CilentoReporter.it, ha scelto di mettere la propria passione per la scrittura al servizio di un'informazione attenta al territorio, convinto che raccontare il Cilento significhi soprattutto conoscerlo, viverlo e dare voce alle sue persone e alle sue storie.
Da non perdere
Supporta l'Informazione Libera