Un bambino di soli nove mesi, originario di Vibonati è attualmente ricoverato in rianimazione pediatrica all’Ospedale Santobono di Napoli. Il piccolo è giunto nell’ospedale napoletano in gravissime condizioni e con prognosi riservata, dopo essere stato trasportato in eliambulanza dal pronto soccorso di Sapri. La madre, una giovane donna di 25 anni, e il suo compagno avevano portato il bambino al pronto soccorso dichiarando che il piccolo soffrisse di crisi respiratorie. Tuttavia, all’arrivo dei medici, la situazione si è rivelata ben più complessa e preoccupante. All’atto dell’esame clinico, i medici hanno riscontrato ematomi e lesioni sul corpo del bambino, inclusi segni evidenti di maltrattamenti, con lesioni anche su collo e cranio. Questi elementi hanno immediatamente sollevato gravi preoccupazioni circa le circostanze nelle quali il bambino fosse stato tenuto prima del ricovero e hanno indotto le autorità competenti a intervenire.
Il bambino è stato sottoposto a due interventi chirurgici all’Ospedale Santobono, l’ultimo dei quali è stato di neurochirurgia a causa di un profondo trauma cranico. Le condizioni cliniche del bambino sono ulteriormente aggravate dalle fratture ossee, tra cui quella del femore, e da segni di pregresse fratture costali. La gravità delle lesioni cerebrali, come specificato dal primario di Neurochirurgia, Giuseppe Cinalli, fa presupporre che ci siano stati traumi diretti significativi che hanno provocato tali danni. “Le fratture ossee in genere vengono considerate provocate da traumi diretti”, ha affermato Cinalli in un aggiornamento sulle condizioni del piccolo. “Le lesioni cerebrali sicuramente sono state provocate da qualcosa successo nel pomeriggio di ieri. Quelle al femore sono più antiche, mentre quelle costali sembrano risalire a un periodo ancora precedente.” Quest’ultima informazione suscita ulteriori interrogativi sulla reale storia del bambino e sulle sue condizioni di vita precedenti all’incidente.
In considerazione della gravità della situazione, la procura di Lagonegro ha aperto un fascicolo contro ignoti per cercare di fare chiarezza sull’accaduto. I carabinieri di Sapri hanno avviato un’inchiesta per verificare le dichiarazioni rese in ospedale dalla madre del bambino, dal suo compagno e dal padre biologico, con quest’ultimo che ha dichiarato la propria estraneità ai fatti. La dinamica delle responsabilità deve essere chiarita, e le forze dell’ordine stanno cercando di accertare chi fosse presente in casa nei momenti antecedenti il ricovero del bambino al pronto soccorso. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti sono cruciali per comprendere come il bambino sia finito in questa terribile situazione. È necessario comprendere se ci siano stati segnali di abusi o maltrattamenti anche prima dell’emergenza sanitaria. “Ci sono delle fratture, una del femore e segni di pregresse fratture costali. Inoltre, le lesioni cerebrali gravi rendono difficile stabilire con sicurezza assoluta il meccanismo del trauma”, ha continuato Cinalli, sottolineando nuovamente l’urgenza di chiarire gli eventi.
La reazione della comunità è unanime: shock e indignazione per quanto accaduto a un bambino così piccolo. Le dinamiche familiari e sociali che potrebbero aver contribuito a tale violenza devono essere analizzate con attenzione. È fondamentale garantire la sicurezza del bambino, ma allo stesso tempo è essenziale che non vengano trascurati i processi di sostegno psicologico e legale necessari per tutti coloro coinvolti, soprattutto per il fratello di quattro anni che potrebbe trovarsi in una situazione di vulnerabilità.

