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Meteo: Sta per irrompere una tempesta di maestrale

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Fra il pomeriggio di venerdì 20 e le prime ore di sabato 21 dicembre 2024 sui mari che circondano l’Italia si attiveranno venti molto forti, che potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte/tempesta fra la Sardegna e il medio/basso Tirreno. Ad originare questi venti molto forti, di ponente e maestrale, sarò lo sviluppo sul Mar Ligure di un profondo minimo depressionario, alla mesoscala, che sarà supportato in quota da una intensa avvezione di vorticità positiva, indotta dal passaggio del ramo principale del “getto polare” sopra il territorio francese. L’evoluzione di questa intensa avvezione di vorticità positiva, in discesa dalla Francia, in una profonda ciclogenesi, che dal Mar Ligure scivolerà velocemente verso il basso Tirrenoscatenerà un’autentica tempesta di “mistral” che dalla foce del Rodano si dipanerà molto rapidamente al mar di Corsica, al mar di Sardegna fin dentro le Bocche di Bonifacio, con venti da O-NO e NO particolarmente impetuosi, che potranno toccare picchi anche di oltre 120-130 km/h nei punti meglio esposti della costa occidentale corsa e del sassarese e oristanese.

La tempesta di maestrale che dalla mattinata di domani si attiverà fra il Golfo del Leone e il mar di Corsica e mar di Sardegna, verrà prodotta dall’ingresso, tramite la valle del Rodano, sul bacino centrale del Mediterraneo, di un nucleo di aria fredda e più densa, di tipo polare marittima, in scivolamento dall’Atlantico britannico.

Ecco i forti venti simulati dal nostro modello di riferimento basato sui dati forniti da ECMWF.

Lo sfondamento del nucleo di aria fredda polare marittima dalla porta di Carcassonne e dal Rodano già dal primo pomeriggio di domani attiverà vere e proprie bufere di maestrale che causeranno un sensibile rinvigorimento del moto ondoso (mari da agitati a molto agitati fino a grossi) e l’interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori. Ma la vera causa che genererà la forte ventilazione nord-occidentale sarà rappresentata dalla formazione di un profondo minimo sul Mar Ligure, per effetto sottovento alle Alpi. Tale minimo nel corso del pomeriggio di domani si sposterà molto velocemente verso sud-est. Proprio durante questa fase l’intensa avvezione di vorticità positiva presente sul Tirreno andrà ulteriormente ad alimentare la depressione, il quale si approfondirà sensibilmente, fino a raggiungere un valore di 998 hPa nel corso della serata di domani. Questo rapido approfondimento della ciclogenesi attorno le regioni centrali meridionali rischia di attivare anche il temuto “vento Isallobarico”, che solitamente si manifesta in aree ben più ampie, fra i 500 e i 1000 km, quando si succedono repentini abbassamenti della pressione barometrica (-15 hpa in 6 ore) seguiti da improvvisi rialzi della stessa, legati al ciclo di una ciclogenesi esplosiva.

Queste correnti sommandosi al flusso di “gradiente” possono originare dei venti veramente violenti e turbolenti capaci di apportare notevoli danni in presenza di “gradienti barici” particolarmente forti con annessi profondi minimi depressioni in rapido spostamento. La particolarità di queste correnti è quella che possono percorrere centinaia di chilometri, mantenendo le caratteristiche tempestose fin quando non si va a colmare l’importante squilibrio barico che le ha generate inizialmente.

Nelle prossime ore il rapido approfondimento di questo piccolo ciclone extratropicale mediterraneo enfatizzerà l’infittimento delle isobare che si verrà a realizzare fra l’Italia e la Spagna, attivando così le prime burrasche da O-NO e NO, in uscita dal delta del Rodano. Queste cominceranno ad aprirsi a ventaglio sul Mediterraneo, propagandosi molto rapidamente verso il mar di Corsica, il mar di Sardegna, Canale di Sardegna, per poi piegare più verso O-NO e Ovest a ridosso dell’omonima isola, penetrando attraverso sostenute burrasche dai quadranti occidentali in direzione del Canale di Sicilia e del settore più occidentale del basso Tirreno. Il rapido tracollo della pressione barometrica atteso in serata farà acquistare ulteriore velocità ai già forti venti di maestrale in uscita dal Rodano, specialmente fra il Golfo del Leone, il mar di Corsica e il mare di Sardegna, dove nella fase clou si potrebbe raggiungere forza 9-10 Beaufort, con raffiche capaci di raggiungere punte di oltre 120-140 km/h.

Le aree più colpite dalla bufera

Difatti nel corso della serata e nottata successiva, grazie alla traslazione dei massimi di “gradiente barico orizzontale” in prossimità del Canale di Sicilia e sul basso Tirreno, le intense burrasche da O-NO cominceranno a spingersi sul Canale di Sicilia, interessando anche il basso Tirreno e la Sicilia, che verrà sferzata da forti venti da O-NO che diverranno particolarmente impetuose fra il trapanese e il palermitano. Qui si potranno superare i 90-100 km/h, e il messinese tirrenico, dove si potranno misurare picchi di oltre i 80-90 km/h, localmente anche più di 100 km/h sui promontori più aperti della Sicilia settentrionale. Raffiche particolarmente violente sono attese lungo i rilievi e le coste settentrionali.

I venti più intensi investiranno il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna, il Canale di Sicilia e il settore più occidentale del basso Tirreno, lì dove per buona parte della nottata, fino alla mattinata di sabato 21, il furioso vento di maestrale spirerà oltre forza 8-9 della scala Beaufort, con raffiche in grado di toccare i 100-120 km/h sulle coste più occidentali del sassarese e oristanese (in particolare nell’area di Capo Caccia particolarmente esposte alle tempeste di maestrale) e picchi sopra gli 90-100 km/h fra il palermitano e il messinese tirrenico. Fino a 80/90 km/h sulle coste meridionali della Sicilia, fra trapanese, agrigentino e ragusano.

Nel corso della mattinata di sabato i forti venti da Ovest e O-NO che investiranno la Sicilia e il basso Tirreno si sposteranno velocissimamente sullo Ionio e lungo il mar Libico, dove si alzeranno delle burrasche che daranno molto fastidio alla navigazione marittima, rendendo molto agitati a largo questi bacini. Con l’allontanamento della profonda depressione verso lo Ionio i forti venti da NO, sabato, tenderanno a ruotare da N-NO e Nord, sfondando direttamente dagli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche verso il medio-basso Adriatico, per poi scavalcare molto rapidamente i rilievi dell’Appennino Molisano, Campano e Lucano, per versarsi sul basso Tirreno, sotto forma di intensi venti di tramontana ben oltre la soglia d’attenzione fra basso Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio.

Le raffiche potranno lambire i 70 km/h lungo le coste della Sicilia settentrionale e gli 80 km/h fra il Canale di Sicilia e lo Ionio, dove l’intensa ventilazione da N-NO e Nord sarà attivata dal forte “gradiente barico orizzontale” presente lungo il margine più occidentale della circolazione depressionaria. Per vedere una sensibile attenuazione della sostenuta ventilazione bisognerà attendere fino al pomeriggio di sabato 21, quando il graduale allentamento del “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano le nostre due isole maggiori favorirà un’attenuazione della ventilazione. I fortissimi venti di maestrale e ponente che da domani investiranno i mari e i Canali attorno Sardegna e Sicilia, oltre a gran parte del medio-basso Tirreno, provocheranno un rapido incremento del moto ondoso, sollevando un imponente moto ondoso, molto insidioso per la navigazione marittima.

Già dalla prossima notte, quando dal Rodano inizieranno ad affluire le prime burrasche da NO, il mar di Corsica, mar di Sardegna, ed in seguito pure il Canale di Sardegna e il Tirreno centro-meridionali, passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), fino a molto agitati (forza 6) a largo. Proprio qui i venti davvero impetuosi, che potranno superare forza 9-10 sulla scala Beaufort (come intensità media), alzeranno delle onde di “mare vivo” davvero alte, che oltrepasseranno i 5-6 metri, con “Run-Up” di gran lunga superiori, anche ben oltre i 7-8 metri di altezza in mare aperto.

L’esteso “Fetch”, dal Golfo del Leone fino alle coste algerine e tunisine, favorirà la formazione di onde ripide e molto insidiose per la navigazione marittima, pronte ad estendersi dalla mattinata di domani al Canale di Sardegna e Canale di Sicilia fin sul basso Tirreno, dove il mare diverrà agitato, fino a molto agitato (forza 6) o grosso (forza 7) nella notte fra venerdì e sabato, con onde che supereranno i 5-6 metri di altezza. Il notevolissimo moto ondoso atteso fra Mar e Canale di Sardegna durante il pomeriggio di venerdì, durante l’irrompere dei fortissimi venti settentrionali.

Mareggiate di una certa intensità sono attese dalle prossime ore sulle coste sud-occidentali della Sardegna, in particolare sulle coste occidentali delle isole di San Pietro e Sant’Antioco, e dalla mattinata di domani pure sulle coste della Sicilia occidentale, del messinese tirrenico e di tutta la Calabria tirrenica, con l’irrompere di ondate ben formate e alte anche più di 4-5 metri, ma con “Run-Up” fino a 6 metri sul settore occidentale del basso Tirreno e sulla costa trapanese. Su alcuni tratti della costa tirrenica siciliana si attendono danni anche ingenti. Gran parte delle onde prodotte dalla maestralata, in uscita dal Golfo del Leone, dopo aver attraversato mar di Corsica e mar di Sardegna, tenderanno a spingersi verso le coste dell’Algeria orientale e del nord della Tunisia, dove domani sono attese forti mareggiate.

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