Una giornata di fede, partecipazione e forte emozione ha visto protagonista la Diocesi di Vallo della Lucania a Napoli, chiamata quest’anno a offrire l’olio destinato ad alimentare la lampada votiva che arde per tutto l’anno davanti alla tomba di San Gennaro, patrono della città di Napoli e della Campania. L’appuntamento si è svolto venerdì 18 settembre, alla vigilia della solennità di San Gennaro, nel programma ufficiale delle celebrazioni predisposto dalla Chiesa di Napoli. La Diocesi di Vallo della Lucania ha partecipato alla celebrazione con il proprio vescovo, monsignor Vincenzo Calvosa, accompagnato da diversi sacerdoti della diocesi e da una significativa rappresentanza delle comunità del territorio. Tra i sacerdoti presenti anche il parroco di Sessa Cilento don Marco Polito e il viceparroco don Gerardo Bonora, insieme a numerosi rappresentanti delle parrocchie e delle comunità cilentane.
Particolarmente significativa è stata la presenza delle istituzioni, a rappresentare i comuni del territorio sono intervenuti diversi sindaci e amministratori, tra cui il sindaco di San Mauro Cilento Carlo Pisacane, il sindaco di Torchiara Massimo Farro, il sindaco di Vallo della Lucania Antonio Sansone e il sindaco di Montecorice Flavio Meola. Le amministrazioni comunali hanno così accompagnato la Diocesi in un momento nel quale la dimensione religiosa si è intrecciata con il senso di appartenenza a una comunità territoriale più ampia. Per il Comune di Sessa Cilento era presente la consigliera comunale, dottoressa Laura Di Matteo, che ha partecipato alla cerimonia insieme alle delegazioni provenienti da altri comuni cilentani, tra cui Laureana, Rutino e altri centri del territorio. Alla celebrazione hanno preso parte anche rappresentanti delle confraternite di diversi comuni, oltre a numerosi fedeli che hanno raggiunto Napoli utilizzando sia i pullman organizzati sia il treno. Una partecipazione ampia e sentita, caratterizzata dalla gioia dell’incontro e dalla commozione di poter vivere da vicino un momento così importante della tradizione religiosa campana.
L’offerta dell’olio assume infatti un significato che va oltre il semplice gesto rituale, la lampada, destinata ad ardere per tutto l’anno davanti alla tomba di San Gennaro, diventa simbolicamente un segno permanente di devozione e di preghiera, per la Diocesi di Vallo della Lucania, essere chiamata a compiere questo gesto rappresenta anche un momento di condivisione della propria identità spirituale e della storia religiosa delle comunità cilentane. Il corteo dei pellegrini e dei rappresentanti istituzionali provenienti dal Cilento ha raggiunto la Cattedrale dopo il raduno presso la basilica di San Giorgio Maggiore a Forcella, qui, secondo il programma ufficiale, si è svolta la celebrazione dei Primi Vespri presieduta da don Mimmo Battaglia, con l’offerta dell’olio da parte della Diocesi di Vallo della Lucania e l’accensione della lampada.
Un momento particolarmente significativo anche per Sessa Cilento, che attraverso la presenza della consigliera Laura Di Matteo ha voluto essere parte di una rappresentanza territoriale ampia e partecipata. La presenza della consigliera Di Matteo ha assunto il significato di una testimonianza di vicinanza della comunità sessese alla Diocesi e alle altre realtà cilentane, il senso della partecipazione può essere racchiuso nella volontà di vivere insieme un appuntamento nel quale fede, tradizione e appartenenza territoriale si sono incontrate: un’occasione nella quale le piccole comunità del Cilento hanno avuto modo di sentirsi parte di una storia religiosa più grande, mantenendo al tempo stesso forte il legame con le proprie radici.
L’emozione dei fedeli, arrivati a Napoli da diversi comuni, ha accompagnato l’intera giornata, per molti di loro il viaggio non è stato soltanto uno spostamento verso una celebrazione religiosa, ma un vero pellegrinaggio vissuto collettivamente, fatto di preghiera, incontri e condivisione, la presenza contemporanea di sacerdoti, confraternite, amministratori e cittadini ha restituito l’immagine di un Cilento capace di ritrovarsi intorno a una tradizione religiosa profondamente radicata. Un legame che, nel nome di San Gennaro, ha unito comunità diverse e territori distanti, trasformando l’offerta dell’olio in un momento di rappresentanza e partecipazione dell’intera Diocesi di Vallo della Lucania.
La cerimonia napoletana ha così lasciato spazio a un sentimento comune: quello di aver vissuto un appuntamento destinato a rimanere nella memoria di quanti, dal Cilento, hanno scelto di accompagnare il proprio vescovo e le proprie comunità in una giornata di fede e di intensa partecipazione.





