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Sanità Campana, trent’anni di debiti e tasse record: “Conti riequilibrati ma cittadini ancora sotto pressione”

Dal piano di rientro alla crisi dei pronto soccorso: il Commissario Provinciale DSP Salerno Antonio Criscuolo chiede trasparenza sui conti, potenziamento degli ospedali e una forte riduzione dell’addizionale IRPEF regionale

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Dal 1990 al 2026 la sanità campana ha attraversato una delle fasi più complesse della propria storia amministrativa e finanziaria, un lungo periodo segnato da disavanzi sanitari, piani di rientro, commissariamenti e controlli stringenti sui bilanci pubblici, che hanno coinvolto indistintamente governi regionali di centrodestra e centrosinistra. A sollevare nuovamente il tema è Antonio Criscuolo, Commissario Provinciale DSP Provincia di Salerno, che punta l’attenzione su un nodo ancora irrisolto: il rapporto tra il riequilibrio formale dei conti della sanità campana e la reale qualità dei servizi offerti ai cittadini.

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Secondo la documentazione ministeriale relativa ai piani di rientro sanitari, le Regioni in disavanzo vengono sottoposte a verifiche periodiche, vincoli di bilancio e controlli sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), fino al raggiungimento dell’equilibrio contabile. In Campania, questo percorso ha consentito nel tempo un riequilibrio formale dei conti sanitari, ma sul territorio continuano a emergere criticità strutturali che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza.

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Pronto soccorso affollati e carenza di personale

Nonostante il miglioramento dei parametri economici, il sistema sanitario regionale continua infatti a mostrare segni di forte sofferenza. Tra le principali problematiche segnalate vi sono il sovraffollamento cronico dei pronto soccorso, la carenza di personale medico e infermieristico, la pressione costante sui reparti ospedalieri e le difficoltà di accesso tempestivo alle cure, una situazione che, secondo Criscuolo, continua ad alimentare anche il fenomeno dell’emigrazione sanitaria verso le regioni del Nord Italia, con migliaia di cittadini campani costretti a spostarsi per ricevere cure specialistiche o interventi in tempi più rapidi. Il quadro complessivo descrive un sistema ancora fortemente sbilanciato tra domanda sanitaria reale e capacità di risposta delle strutture regionali.

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Case e ospedali di comunità: “Non bastano a risolvere il problema”

Nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale, un ruolo centrale viene attribuito alle case e agli ospedali di comunità previsti anche nell’ambito del PNRR, tuttavia, secondo il Commissario Provinciale DSP Salerno, queste strutture rischiano di rappresentare soltanto una soluzione parziale. Secondo l’analisi esposta, tali presidi non sarebbero in grado di ridurre concretamente la pressione sui pronto soccorso, né di sostituire una rete ospedaliera adeguata alla gestione delle urgenze e delle emergenze. Inoltre, non garantirebbero una risposta specialistica immediata e rischierebbero di generare ulteriori costi strutturali e nuove necessità di personale sanitario già oggi insufficiente.

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La richiesta avanzata è quindi quella di intervenire in maniera più incisiva sul rafforzamento degli ospedali, dei reparti specialistici e dei pronto soccorso, compresa l’apertura dei pronto soccorso negli ospedali che ne sono ancora sprovvisti.

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Il peso dell’IRPEF regionale: Campania tra le più care d’Italia

Uno degli aspetti più contestati riguarda però la pressione fiscale regionale. Nonostante il riequilibrio dei conti sanitari, l’addizionale IRPEF della Campania continua infatti a essere tra le più elevate d’Italia. Secondo i dati riportati da Criscuolo, per un reddito annuo di 20 mila euro un cittadino campano arriverebbe a versare tra i 600 e i 650 euro di addizionale regionale, contro i 250-300 euro della Lombardia, con una differenza superiore al 120%. Ancora più marcato il divario per i redditi da 40 mila euro: in Campania il peso fiscale oscillerebbe tra i 1.400 e i 1.500 euro, mentre in Lombardia si fermerebbe tra i 300 e i 380 euro, con differenze che arrivano fino al 400%.

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Numeri che riaprono il dibattito politico sulla sostenibilità fiscale per famiglie e lavoratori campani, soprattutto alla luce del percorso di riequilibrio contabile ormai raggiunto sul piano formale.

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La richiesta: trasparenza, ospedali più forti e taglio delle tasse

Per Antonio Criscuolo, la questione oggi non è soltanto economica ma anche istituzionale e politica, da un lato vi sarebbe infatti un bilancio sanitario formalmente riequilibrato; dall’altro, un sistema sanitario ancora sotto forte pressione e una fiscalità regionale che continua a pesare in maniera significativa sui contribuenti. Da qui la richiesta di una verifica completa delle responsabilità gestionali accumulate tra il 1990 e il 2026, di una valutazione trasparente sul reale rapporto tra equilibrio dei conti e qualità dell’assistenza sanitaria e di un piano concreto di potenziamento ospedaliero.

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Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei pronto soccorso, l’incremento del personale sanitario e una forte riduzione dell’addizionale IRPEF regionale, ritenuta necessaria per ristabilire un principio di equità fiscale coerente con il riequilibrio raggiunto nei conti pubblici della sanità campana.

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