La consegna ufficiale della reliquia è in programma martedì 13 ottobre alle ore 19, durante la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania. La reliquia è stata donata dal vescovo di Assisi, monsignor Felice Accrocca, alla comunità parrocchiale di Centola e sarà custodita in un reliquiario d’argento realizzato appositamente per l’occasione.
La scelta di Centola è legata proprio al rapporto che univa Carlo Acutis a questo territorio. Il giovane, morto nel 2006 a soli 15 anni e canonizzato nel 2025, trascorreva qui parte delle vacanze estive con i familiari. Durante i suoi soggiorni frequentava anche la piazzetta del Rosario, luogo di incontro e di gioco con gli amici, rimasto nella memoria della comunità.
Per Centola, dunque, l’arrivo della reliquia non rappresenta soltanto un appuntamento religioso, ma anche un’occasione per riscoprire una storia personale che collega il piccolo centro cilentano alla figura di uno dei santi contemporanei più conosciuti, soprattutto tra i giovani.
La reliquia, definita dalla Chiesa ex corpore, è destinata alla venerazione dei fedeli e sarà custodita nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Il dono assume un valore particolare per la comunità e per l’intera Diocesi di Vallo della Lucania, che vede rafforzarsi il legame spirituale con il giovane santo.
Le iniziative di preghiera hanno preso il via lunedì 12 ottobre, giornata della memoria liturgica di San Carlo Acutis, con un incontro nella piazzetta del Rosario e un momento di preghiera eucaristica nella chiesa parrocchiale, guidato da don Luigi Marone.
Il momento centrale è previsto per martedì 13 ottobre, quando la comunità si riunirà per la consegna ufficiale della reliquia e la celebrazione presieduta dal vescovo Calvosa.
Carlo Acutis è ricordato per la sua profonda devozione all’Eucaristia e per aver utilizzato le nuove tecnologie come strumento di evangelizzazione. La sua testimonianza continua a parlare alle nuove generazioni, proponendo un esempio di fede vissuta nella quotidianità, nella preghiera e nell’attenzione verso gli altri.
Con l’arrivo della reliquia, Centola rinnova così il proprio legame con il giovane santo. Una storia nata durante le estati trascorse in famiglia e che oggi assume un significato ancora più forte per la comunità cilentana, chiamata a custodire e tramandare la memoria di un ragazzo diventato un riferimento spirituale per tanti fedeli.





