Quasi una goccia su due si perde prima ancora di arrivare al rubinetto. È il dato che fotografa l’emergenza della rete idrica in Campania e che riguarda da vicino anche il territorio del Cilento e del Vallo di Diano. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili sulla distribuzione dell’acqua potabile, riferiti al 2022, nella regione sono stati immessi nelle reti comunali 785,9 milioni di metri cubi d’acqua, mentre quelli erogati per usi autorizzati sono stati 393,8 milioni. La percentuale complessiva di perdite raggiunge così il 49,9%, contro una media nazionale del 42,4%.
Numeri che restituiscono la dimensione di un problema ormai strutturale. Le perdite non rappresentano soltanto uno spreco di una risorsa sempre più preziosa, ma hanno anche un rilevante impatto economico. Secondo la stima della CGIA di Mestre richiamata nell’analisi sulla dispersione delle reti idriche, il valore economico dell’acqua persa in Campania arriva a circa 838 milioni di euro. Un patrimonio che, anziché raggiungere famiglie, attività produttive e imprese, viene disperso lungo infrastrutture che in molte aree necessitano di interventi di manutenzione, ammodernamento e controllo.
La situazione assume particolare rilievo nel territorio salernitano, dove la questione delle perdite idriche si intreccia con la complessità di una rete che serve comuni e territori molto diversi tra loro. È proprio qui che nei prossimi anni sono destinati a concentrarsi importanti investimenti. L’ultima novità riguarda l’arrivo di ulteriori 55.125.729,95 euro attraverso lo SFNIISSI, lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, inserito nella programmazione del PNRR. Le nuove risorse si aggiungono agli oltre 145 milioni di euro già assegnati nella prima finestra, portando il totale dei finanziamenti destinati ai gestori campani a 200.886.908,27 euro.
Ed è soprattutto il Cilento a beneficiare di una parte significativa di questo nuovo stanziamento. A Consac Gestioni Idriche sono stati assegnati 41.625.729,95 euro per la distrettualizzazione e digitalizzazione delle reti di adduzione e distribuzione del Cilento e del Vallo di Diano. Il progetto punta alla modellizzazione dei sistemi idrici, alla riabilitazione funzionale delle infrastrutture e alla riduzione delle perdite. L’investimento rappresenta inoltre un ulteriore tassello di un programma più ampio già avviato negli anni precedenti. Nei documenti relativi agli interventi PNRR è previsto, infatti, il risanamento e l’ammodernamento delle reti del Cilento e del Vallo di Diano attraverso la digitalizzazione, la realizzazione di un sistema centralizzato di monitoraggio, controllo e gestione della rete e l’asset management. L’obiettivo è passare da una gestione prevalentemente legata alla ricerca delle emergenze a un sistema capace di conoscere in maniera più precisa il comportamento della rete e individuare le criticità.
La progettualità destinata a Consac ha una dimensione complessiva ancora più ampia: il quadro finanziario dell’intervento indicato nei documenti ministeriali arriva infatti a 46.250.811,06 euro, confermando la rilevanza strategica dell’operazione per l’area cilentana e valdianese. Il progetto è finalizzato anche al controllo delle pressioni, al monitoraggio dei parametri idraulici e operativi e al controllo attivo delle perdite.
Accanto agli interventi sul territorio servito da Consac, altri 13,5 milioni di euro sono stati destinati a Sistemi Salerno Servizi Idrici per la realizzazione di un nuovo serbatoio a servizio della rete idrica della città di Salerno, in località Mandrizzo. Un intervento che, insieme a quello previsto per Cilento e Vallo di Diano, punta a rafforzare la sicurezza complessiva del sistema. «Si interverrà concretamente sulla riduzione delle perdite e sulla digitalizzazione delle reti e si rafforzerà la capacità di approvvigionamento», ha sottolineato il presidente dell’Ente Idrico Campano Luca Mascolo, evidenziando come gli oltre 200 milioni complessivamente destinati alle infrastrutture idriche rappresentino una risposta a una delle principali sfide dei prossimi anni.
Per il Cilento, però, la sfida non si esaurisce nella sostituzione delle condotte. Una rete moderna deve essere anche una rete capace di monitorare continuamente i consumi, individuare rapidamente le perdite, gestire le pressioni e conoscere in tempo reale le condizioni delle proprie infrastrutture. La digitalizzazione può diventare quindi uno strumento decisivo per evitare che una rottura o una perdita rimangano inosservate per lunghi periodi. Il tema diventa ancora più importante alla luce della crescente pressione sulle risorse idriche. L’Istat ha evidenziato negli ultimi anni la persistenza di perdite elevate nelle reti italiane e una progressiva riduzione dell’acqua effettivamente disponibile per gli usi autorizzati. Nel 2022, a livello nazionale, l’acqua dispersa nelle reti comunali sarebbe stata sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di 43,4 milioni di persone per un intero anno.
In questo scenario, recuperare l’acqua che oggi si perde diventa una delle prime forme di approvvigionamento possibile. E per territori come il Cilento, che durante i mesi estivi devono fare i conti con un forte aumento della popolazione presente e con una maggiore domanda di acqua, l’efficienza della rete assume un’importanza ancora maggiore.
I nuovi finanziamenti rappresentano dunque un’opportunità concreta. Il punto decisivo sarà trasformare le risorse disponibili in cantieri, nuove infrastrutture e sistemi tecnologici capaci di produrre risultati verificabili nel tempo. Perché quei 41,6 milioni destinati alle reti del Cilento e del Vallo di Diano non sono soltanto un investimento infrastrutturale: sono una scommessa sulla capacità del territorio di proteggere una delle risorse più preziose per le comunità, l’economia e il futuro del Cilento.





