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Scuole in Campania, sicurezza e sostenibilità restano un’emergenza: i dati di Legambiente

Nel rapporto “Ecosistema Scuola” analizzati 434 edifici scolastici di quattro capoluoghi campani. Solo il 12% ha il certificato di agibilità e il 12,4% il collaudo statico. A Salerno tutti gli edifici hanno la certificazione antincendio, ma solo 10 il collaudo statico

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La scuola pubblica campana continua a fare i conti con una situazione complessa sul fronte della sicurezza degli edifici, della manutenzione e della sostenibilità ambientale. A fotografare lo stato del patrimonio scolastico è la 26ª edizione di “Ecosistema Scuola”, il rapporto annuale di Legambiente dedicato alla qualità delle strutture e dei servizi delle scuole di infanzia, primaria e secondaria di primo grado. L’indagine prende in considerazione i dati relativi al 2025 e, per la Campania, riguarda 434 edifici scolastici di competenza comunale nei quattro capoluoghi che hanno fornito dati sufficienti: Avellino, Benevento, Napoli e Salerno. Caserta, invece, non è stata inclusa nell’analisi per l’insufficienza delle informazioni trasmesse. Gli edifici monitorati interessano complessivamente una popolazione scolastica superiore ai 100mila studenti.

Il dato regionale più significativo riguarda il certificato di agibilità: soltanto il 12% degli edifici scolastici monitorati ne risulta in possesso. Ancora più bassa è la percentuale relativa al collaudo statico, che si ferma al 12,4%. Un quadro che evidenzia quanto sia ancora necessario intervenire sulla sicurezza e sulla qualità del patrimonio edilizio scolastico. Migliore, invece, la situazione relativa alla prevenzione incendi, con il 70% degli edifici dotato della relativa certificazione. Particolare attenzione viene riservata da Legambiente alla sicurezza dei solai. Negli ultimi cinque anni le indagini diagnostiche hanno interessato il 42% degli edifici, mentre gli interventi effettivi di messa in sicurezza dei solai hanno riguardato appena il 16% delle strutture.

Il problema non riguarda soltanto gli interventi già realizzati, ma anche quelli ancora necessari. Nonostante il 65% degli edifici abbia beneficiato di lavori di manutenzione straordinaria nell’ultimo quinquennio, nel 2025 il 60,2% delle scuole campane monitorate necessita ancora di interventi urgenti. Sul fronte della transizione ecologica il quadro appare altrettanto problematico. Tra gli edifici analizzati non risultano scuole in classe energetica A o B e, secondo i dati raccolti da Legambiente, nessun edificio monitorato ha beneficiato di interventi di efficientamento energetico nel periodo considerato.

Anche la diffusione delle energie rinnovabili resta limitata. Il rapporto evidenzia quindi la necessità di collegare gli interventi di sicurezza alla riqualificazione energetica degli edifici, soprattutto in una fase nella quale il cambiamento climatico rende sempre più importante garantire ambienti scolastici confortevoli, efficienti e resilienti. Più articolato il quadro relativo ai servizi. Il tempo pieno è attivo nel 42% delle classi, mentre il servizio mensa è presente nel 78% degli edifici. Nei quattro capoluoghi analizzati viene inoltre garantito l’accesso alla mensa alle famiglie a basso reddito. Le strutture sportive sono presenti nel 58,8% delle scuole, ma nel Mezzogiorno rimane limitata la possibilità di utilizzarle al di fuori dell’orario scolastico.

Particolarmente interessante per il territorio della provincia è la situazione del capoluogo Salerno, inserito quest’anno nella rilevazione regionale. L’indagine ha riguardato 60 edifici scolastici. Il dato più positivo riguarda la prevenzione incendi: tutti gli edifici risultano in possesso della relativa certificazione, estano però significative criticità sul piano della sicurezza strutturale. Soltanto 10 edifici su 60 dispongono del certificato di collaudo statico, mentre la verifica della vulnerabilità sismica ha interessato appena 15 strutture. Il dato salernitano assume particolare rilevanza anche per il territorio provinciale, considerato il ruolo del capoluogo come riferimento amministrativo e scolastico per un’area molto vasta che comprende anche il Cilento.

Il confronto tra i diversi capoluoghi evidenzia una realtà tutt’altro che omogenea. Ad Avellino sono stati analizzati 21 edifici per circa 4.500 studenti. Tutte le strutture risultano in possesso del collaudo statico e della verifica di vulnerabilità sismica, mentre 18 dispongono del certificato di agibilità. A Benevento, invece, il monitoraggio ha riguardato 18 edifici frequentati da circa 4.800 studenti. Tutte le strutture hanno effettuato la verifica di vulnerabilità sismica, ma soltanto tre possiedono il collaudo statico e appena due il certificato di agibilità. Anche sul fronte antincendio emerge una situazione critica: delle 15 strutture soggette all’obbligo, soltanto quattro dispongono della relativa certificazione. A Napoli, dove l’indagine ha interessato 335 edifici e circa 81mila studenti, il 95% degli edifici collocati in zona sismica 2 risulta adeguato alle norme tecniche di costruzione antisismica. Rimangono tuttavia forti criticità nella documentazione relativa alla sicurezza: solo 25 edifici dispongono del certificato di agibilità e 20 del collaudo statico.

Il rapporto di Legambiente non fotografa soltanto le carenze delle scuole, ma mette in evidenza anche le profonde differenze territoriali negli investimenti e nella qualità dei servizi. A livello nazionale qualche segnale di miglioramento c’è. Nel 2025 la quota di edifici con certificato di agibilità è salita al 53,5%, mentre gli interventi di efficientamento energetico hanno interessato il 19,4% degli edifici monitorati. Ma il divario territoriale rimane marcato: la quota di edifici che necessita di lavori urgenti arriva al 45,2% nel Mezzogiorno, contro una media nazionale del 31,7%. Anche il PNRR ha prodotto interventi importanti sull’edilizia scolastica, ma Legambiente sottolinea come, dopo cinque anni, molti progetti siano ancora in corso. La sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di trasformare gli investimenti straordinari in una politica strutturale di manutenzione e riqualificazione.

La scuola, in questo scenario, non può essere considerata soltanto come un luogo nel quale si svolge l’attività didattica. La qualità degli edifici scolastici riguarda direttamente la sicurezza degli studenti, il diritto allo studio e la qualità dei servizi offerti alle famiglie. Per la Campania il rapporto lancia dunque un messaggio chiaro: la manutenzione e la messa in sicurezza del patrimonio scolastico non possono essere affrontate soltanto quando emerge un’emergenza, ma devono diventare una programmazione ordinaria e continuativa degli enti pubblici.

E proprio per territori come il Cilento, caratterizzati da una presenza significativa di piccoli comuni e da una rete scolastica spesso distribuita su più centri abitati, la qualità e la sicurezza degli edifici rappresentano una delle condizioni fondamentali per garantire alle comunità locali servizi adeguati e contrastare lo spopolamento.

Fonte: Legambiente, rapporto Ecosistema Scuola 2026 – dati 2025; ANSA.

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