Prima PaginaAttualitàIncendi nel Cilento, la Cisl: «Serve un piano annuale di...

Incendi nel Cilento, la Cisl: «Serve un piano annuale di prevenzione e manutenzione del territorio»

Dopo la sequenza di roghi che ha interessato diverse aree del Salernitano, il sindacato chiede di superare la logica dell’emergenza: più manutenzione dei boschi, viabilità forestale, fasce tagliafuoco e un piano pluriennale per il lavoro forestale

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui le notizie su GoogleNews

La nuova ondata di incendi che negli ultimi giorni ha interessato diverse aree del Cilento riaccende il tema della prevenzione e della manutenzione del territorio. Da Ascea a Omignano, da Roccadaspide a Pollica, passando per Castellabate e Lentiscosa, le fiamme hanno interessato aree boschive e, in alcuni casi, si sono avvicinate ad abitazioni e zone di particolare pregio naturalistico. Nei giorni precedenti, altri roghi avevano interessato anche l’area dei Monti Lattari.

Di fronte a questa sequenza di eventi, la Cisl Salerno e la Fai Cisl provinciale chiedono di cambiare approccio e di intervenire sul territorio non soltanto quando l’emergenza è già esplosa. La proposta è quella di mettere in campo un piano annuale di prevenzione e manutenzione del territorio, capace di programmare con continuità gli interventi necessari per ridurre il rischio incendi. «Se esiste un periodo dell’anno nel quale il rischio incendi è ufficialmente riconosciuto come massimo, allora la prevenzione non può iniziare quando vediamo il fumo», afferma Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno, richiamando il quadro predisposto dalla Regione Campania.

Per il 2026, infatti, la Campania ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi dal 15 giugno al 30 settembre, dando avvio alla campagna estiva di antincendio boschivo. La Regione ha sottolineato la necessità di rispettare divieti e prescrizioni e ha evidenziato come la maggior parte degli incendi sia riconducibile a comportamenti umani, spesso imprudenti o negligenti. La questione, secondo il sindacato, non può però essere affrontata esclusivamente attraverso le operazioni di spegnimento. Servono interventi programmati durante tutto l’anno per la manutenzione dei boschi e dei versanti, la pulizia della vegetazione, la realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco e il miglioramento della viabilità rurale e forestale.

Un’impostazione che, peraltro, trova riscontro nello stesso Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2026-2028, approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 364 del 9 luglio 2026. Il piano comprende, tra gli altri elementi, la mappatura delle aree a rischio, le squadre a terra, i cantieri degli enti delegati, la rete dei punti di approvvigionamento idrico e l’analisi dei fattori climatici che incidono sulla pericolosità degli incendi.

Il documento regionale prevede inoltre una programmazione delle attività di prevenzione e degli interventi di manutenzione, compresi quelli relativi all’accesso al bosco, ai punti di approvvigionamento idrico e alle operazioni selvicolturali di pulizia e manutenzione. Per Cisl e Fai Cisl, quindi, la sfida consiste nel trasformare queste indicazioni in un’attività concreta e continuativa sul territorio, soprattutto nelle aree interne e collinari del Salernitano, dove la presenza di vegetazione secca, condizioni meteorologiche favorevoli alla propagazione delle fiamme e difficoltà di accesso possono rendere più complessa la gestione degli incendi.

La prevenzione, però, passa anche dal lavoro. «Le assunzioni temporanee per fronteggiare l’emergenza sono necessarie, ma non possono rappresentare la soluzione strutturale», sottolinea Michele Alessio, segretario generale della Fai Cisl Salerno, riferendosi ai lavoratori interinali impiegati nel Salernitano con contratti di 51 giorni. Il sindacato pone così al centro della discussione anche la condizione dei lavoratori forestali, considerati una componente fondamentale del presidio territoriale. La richiesta è quella di superare un sistema basato prevalentemente su interventi temporanei e di costruire una programmazione pluriennale capace di garantire continuità occupazionale e, allo stesso tempo, una presenza costante nelle aree boschive.

Cisl Salerno e Fai Cisl chiedono quindi alla Regione Campania, alle Comunità montane e agli enti territoriali di aprire un confronto per definire un programma pluriennale, sostenuto da risorse certe, che preveda la stabilizzazione del lavoro forestale e nuove assunzioni laddove necessarie. La richiesta assume particolare rilievo proprio nel Cilento, dove boschi, aree protette, versanti e territori rurali rappresentano una parte essenziale del patrimonio ambientale e paesaggistico. La prevenzione degli incendi, dunque, non riguarda soltanto la tutela della vegetazione, ma anche la sicurezza delle comunità, la protezione delle abitazioni e delle infrastrutture e la salvaguardia di un patrimonio naturalistico fondamentale per l’identità e l’economia del territorio.

La sequenza degli ultimi giorni ripropone così una domanda destinata a rimanere centrale anche dopo la fine dell’emergenza: quanto è possibile intervenire prima che arrivino le fiamme? Per la Cisl la risposta passa da una manutenzione programmata, dal presidio umano e da investimenti strutturali. Una strategia che dovrebbe accompagnare il territorio durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi in cui il rischio incendi raggiunge il livello massimo.

© Riproduzione riservata
Da non perdere
Supporta l'Informazione Libera