Nuovo giro di vite dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Salerno nelle principali destinazioni turistiche della Campania. I controlli, effettuati nelle ultime settimane tra Cilento, Costiera Amalfitana e Agro Nocerino-Sarnese con il supporto delle Aziende Sanitarie Locali, hanno portato alla chiusura e sospensione di diverse attività alimentari. Inoltre, hanno portato al sequestro di oltre 900 chilogrammi di prodotti destinati al consumo e all’elevazione di sanzioni per circa 13mila euro. L’operazione arriva alle porte della stagione estiva, periodo in cui il flusso turistico aumenta sensibilmente. In particolare, cresce soprattutto nelle località balneari del Cilento e della Costiera Amalfitana. Queste mete ogni anno attirano milioni di visitatori italiani e stranieri.
Tra gli interventi più significativi figura quello eseguito in un panificio del Cilento, dove i militari hanno disposto la sospensione immediata di un deposito alimenti a causa di gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Durante l’ispezione è stata inoltre individuata una cella frigorifera-container installata senza le necessarie autorizzazioni. Qui i NAS hanno proceduto al sequestro di circa 100 chilogrammi di prodotti da forno surgelati. Questi prodotti sono risultati privi di qualsiasi documentazione utile a garantirne la tracciabilità. Questa documentazione è requisito fondamentale per la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori.
In Costiera Amalfitana i controlli hanno interessato numerose attività della ristorazione. In un caso, i militari hanno disposto la chiusura di un deposito merci, spogliatoio e servizi igienici ricavati abusivamente all’interno di un garage e utilizzati da un ristorante-pizzeria. In altri otto esercizi commerciali della zona sono stati sequestrati complessivamente circa 80 chilogrammi di alimenti e semilavorati sprovvisti delle indicazioni obbligatorie sulla provenienza e sulla tracciabilità. Inoltre, gli ispettori hanno contestato diverse violazioni, tra cui l’incompleta applicazione delle procedure HACCP. Hanno contestato anche l’assenza di adeguati sistemi di protezione contro infestanti e carenze nella manutenzione dei locali.
Particolarmente pesante il bilancio nell’Agro Nocerino-Sarnese. In un’azienda specializzata nella produzione e confezionamento di alimenti è stata imposta la sospensione immediata dell’attività per la totale assenza dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa. Durante l’ispezione sono stati sequestrati oltre cinque quintali di materie prime e prodotti finiti, tra cui pane grattugiato, taralli, riso, funghi, oli aromatici e uova. Tutti gli alimenti risultavano privi delle necessarie informazioni sulla tracciabilità. Inoltre, è stata contestata l’assenza dei piani di autocontrollo aziendale. Questo strumento è essenziale per garantire la sicurezza delle produzioni alimentari.
I controlli si sono estesi anche a una seconda sede produttiva dell’azienda, in provincia di Avellino, dove sono stati sottoposti a vincolo sanitario circa 180 chilogrammi di prodotti da forno per la mancata indicazione dell’origine delle materie prime. Un altro provvedimento di sospensione ha riguardato un’azienda dolciaria. In questa azienda gli ispettori hanno rilevato gravi criticità igieniche, tra cui tracce di muffa, pavimentazioni deteriorate e apparecchiature di refrigerazione non correttamente manutenute.
Analoga sorte per un deposito alimenti annesso a un bar-pizzeria-rosticceria, risultato sprovvisto delle autorizzazioni previste e dei requisiti minimi richiesti dalla normativa sanitaria.
L’episodio assume particolare rilevanza nel Cilento, territorio riconosciuto a livello internazionale per la qualità delle produzioni agroalimentari e per essere la culla della Dieta Mediterranea. Quest’ultima è studiata proprio nel territorio di Pollica dal fisiologo americano Ancel Keys. Qui operano centinaia di aziende agricole, panifici, caseifici e attività della ristorazione. Queste ultime rappresentano una delle principali risorse economiche dell’area. Proprio per questo motivo i controlli dei NAS assumono un ruolo fondamentale nel garantire elevati standard qualitativi. Inoltre, sono importanti nel tutelare sia i consumatori sia gli operatori che rispettano rigorosamente le normative vigenti.
Nel complesso, il valore delle strutture e dei locali sottoposti a chiusura o sospensione supera i due milioni di euro. Gli alimenti sottratti al consumo hanno un valore stimato di circa 50mila euro. Le violazioni amministrative contestate ai titolari delle attività hanno comportato sanzioni complessive per 13mila euro. L’operazione conferma l’intensificazione delle verifiche nel settore alimentare da parte dei NAS. Questo accade soprattutto nelle aree a forte vocazione turistica, dove la sicurezza alimentare rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute pubblica e dell’immagine del territorio.



