Un viaggio tra sapori, tradizioni e benessere ha animato le giornate di 25 studenti dell’istituto alberghiero Veronelli, protagonisti di un vero e proprio tour didattico tra Salerno e il Cilento. Hanno approfondito sul campo i benefici della dieta mediterranea. Guidati dalla dirigente Rosalba De Vivo, i ragazzi delle classi quarte sono partiti da Casalecchio di Reno (Bo) per raggiungere la Campania. Inoltre, hanno intrapreso un percorso educativo immersivo tra paesaggi suggestivi e antiche tradizioni culinarie. Queste ancora oggi custodiscono storie e identità locali.
L’iniziativa nasce grazie a un finanziamento di 40mila euro ottenuto lo scorso anno dall’istituto, in collaborazione con l’Ausl e l’Ufficio scolastico di Bologna. L’obiettivo è promuovere la salute attraverso una corretta alimentazione. Un progetto che ha trovato nella dieta mediterranea — teorizzata dal fisiologo statunitense Ancel Keys — il suo punto di riferimento.
«Oggi il binomio cibo e salute è imprescindibile – spiega la dirigente – ed è al centro del percorso formativo dei nostri studenti. Questo viaggio ha permesso loro di vivere un’esperienza concreta, andando oltre la teoria».
Durante i cinque giorni, gli studenti hanno partecipato a incontri e convegni. Soprattutto hanno preso parte a visite tecniche presso aziende del territorio, cimentandosi direttamente in preparazioni e degustazioni. Non è mancato l’incontro con un pescatore locale. Questo è stato utile per conoscere da vicino la tradizione della pesca menaica e il mondo ittico. Così il viaggio si è trasformato in un vero laboratorio a cielo aperto.
Il tour è stato organizzato sul territorio da Valerio Calabrese, direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea. Ha fatto tappa a Paestum — con un focus sulle tradizioni dell’antica Poseidonia. Successivamente si è concluso a Pioppi, simbolo della dieta mediterranea e sede del museo dedicato.
«Un’importante occasione di crescita e formazione scuola-lavoro per i nostri studenti di sala, cucina, pasticceria e accoglienza turistica», sottolinea De Vivo. Ricorda inoltre come l’istituto adotti da anni la metodologia della peer education: un approccio in cui i giovani formati diventano a loro volta promotori di buone pratiche tra coetanei. Con questo metodo contribuiscono alla diffusione di stili di vita sani che partono proprio dalla tavola.

