Martedì (26 agosto 2025 n.d.r.) si è svolto un consiglio comunale che ha riacceso i riflettori su un tema scottante per la comunità di Agropoli e del Cilento intero: il servizio di pronto soccorso. Le dichiarazioni fatte dai politici locali e le promesse della Asl hanno suscitato un acceso dibattito, mettendo in evidenza le divergenze tra i rappresentanti della minoranza e quelli della maggioranza. Mario Capo, esponente di Forza Italia, ha aperto le danze con una critica diretta al consigliere regionale Picarone e al sindaco di Agropoli. “Sono disgustato dalle parole di Picarone – ha affermato Capo – ad Agropoli un pronto soccorso non c’è mai stato. Ha testualmente detto che l’abbiamo riaperto sulla carta.” Queste dichiarazioni hanno colpito come un pugno in faccia, lasciando poco spazio all’interpretazione: la mancanza di un servizio sanitario adeguato è una ferita aperta per la cittadinanza. La storia del pronto soccorso ad Agropoli è complessa e carica di promesse mai mantenute. Capo ha sottolineato l’anacronismo delle inaugurazioni avvenute nel 2017 e nel 2020, definendo quegli eventi come “solo palle”. La frustrazione di molti cittadini si fa sentire, e nessuno sembra avere intenzione di tacere. “Chi specula sulla pelle dei cittadini per rubare il voto mi fa schifo”, ha chiosato Capo, rendendo chiaro che la questione va ben oltre la politica: si tratta di dignità e di diritti fondamentali.
Gerardo Spira, ex segretario comunale e sostenitore della Fondazione Angelo Vassallo, ha preso parte al coro di critiche, etichettando Picarone come un bugiardo. “È amico politico di De Luca e di Franco Alfieri, che nel 2013 hanno chiuso l’ospedale di Agropoli”, ha affermato Spira, rimarcando che la verità storica viene distorta per motivi politici. Il suo appello è chiaro: “Liberate la vostra coscienza da tutti gli intrusi e gli intrugli e decidete senza condizionamenti. Il diritto alla salute non conosce amici, né favori politici”. Ma nonostante il clima teso, c’è chi prova a smorzare i toni. Raffaele Pesce, primo firmatario della richiesta di convocazione del consiglio, ha cercato di spiegare che “c’è chi non si applica nel capire” la situazione attuale. Le sue parole trasmettono un messaggio di speranza, ma anche di delusione nei confronti di chi si è arroccato su posizioni populiste. La vera sfida, secondo Pesce, è quella di guidare il popolo verso soluzioni concrete piuttosto che alimentare la confusione.
Le critiche si intensificano con l’intervento di Gennaro D’Amico, attivista di Fratelli d’Italia, che sostiene l’importanza di reintegrare il pronto soccorso nel piano aziendale dell’Asl Salerno. “La carenza di personale medico è un dato di fatto, ma ciò non può far morire la speranza”, ha dichiarato, evocando un futuro migliore per l’assistenza sanitaria ad Agropoli. Tuttavia, la realtà attuale continua a gravare sulle spalle dei cittadini. Modesto Del Mastro, consigliere provinciale e coordinatore cilentano, ha espresso la sua incredulità: “Credevo di essere su Scherzi a Parte, e invece era tutto vero”, ha detto riferendosi all’atteggiamento apparentemente disinvolto e privo di vergogna dei politici di maggioranza. Il suo scetticismo è palpabile e mette in luce una crescente delusione nei confronti di giochetti politici che sembrano ignorare le vere esigenze della popolazione. In mezzo a questo caos, il sindaco Mutalipassi non è rimasto in silenzio. In un incontro pubblico, egli ha paragonato la democrazia all’idiozia e ha lasciato intendere che “troppa democrazia” sia un problema da affrontare. Questa affermazione ha suscitato scalpore, quasi come se l’eredità politica di Franco Alfieri si stesse manifestando in forme ancor più audaci e discutibili.
L’intera situazione del pronto soccorso ad Agropoli è un microcosmo delle tensioni politiche italiane: promesse non mantenute, conflitti di interesse e una popolazione sempre più stanca di assistere a questa partita di ping-pong elettorale. La questione, dunque, trascende il puro dibattito politico; riguarda la vita quotidiana dei cittadini, il loro diritto alla salute e la qualità dei servizi che ricevono. Il consiglio comunale di martedì ha messo in luce le fragilità di una sanità locale che richiede attenzione immediata. I cittadini non solo di Agropoli ma dell’intero territorio cilentano, meritano risposte concrete e trasparenti, non solo parole di circostanza. È tempo che la politica si assuma le proprie responsabilità e ricominci a lavorare per il bene comune, per costruire un futuro in cui la salute, e non le mere dinamiche di potere, siano al centro dell’attenzione e dell’azione.

