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Meteo, come sarà il mese di Gennaio: possibili importanti ondate di freddo? Questo è ciò che dicono i modelli

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Manca davvero poco all’inizio del nuovo anno. In questo articolo cercheremo di capire che tipo di inquadramento barico caratterizzerà il mese di gennaio. Prima di iniziare bisogna specificare che le previsioni stagionali (da non confondere con le normali previsioni a breve scadenza che valgono fino e non oltre a 72 ore), meglio come conosciute come “linee di tendenza”, sono sperimentali e presentano una importante incertezza, accentuata dalle discrepanze tra i modelli di riferimento.

Esse rappresentano quello che sarà il futuro della meteorologia. Oggi conoscere il tipo di inquadramento barico che si potrebbe venire a determinare può aiutare l’uomo a pianificare le proprie attività. Per esempio, in campo agricolo, una corretta previsione su scala stagionale permetterebbe una più oculata scelta delle colture agricole in accordo al tipo di stagione in arrivo, unita ad una migliore pianificazione delle attività in campo. Analizzando le ultimissime proiezioni del modello europeo ECMWF si evidenzia come l’inizio del 2025 possa essere caratterizzato dal dominio di anomalie positive, sia di pressione che di geopotenziale in quota, su quasi l’intera area del mar Mediterraneo e l’Europa meridionale.

Mentre sull’Europa settentrionale, in modo particolare sul comparto russo-scandinavo, avremo ancora una persistenza di vaste anomalie negative di pressione, anche intense, che determineranno intense ondate di maltempo, dalle caratteristiche invernali, con varie temperature rigide e possibili tempeste di vento che interesseranno soprattutto le Isole Britanniche e l’Europa centro-settentrionale. In Italia i primi giorni del 2025 saranno caratterizzati da condizioni anticicloniche, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del Paese. Non mancheranno nebbie e locali foschie al nord e sulle vallate più interne del centro Italia, con temperature ancora sopra le medie stagionali, soprattutto al meridione.

Nella parte centrale di gennaio i massimi di pressione e di geopotenziale tenderanno a spostarsi verso il settore occidentale dell’Europa, favorendo lo scivolamento di aria più fredda, di origine polare, fino al cuore del vecchio continente. Va detto che se le correnti zonali non riprenderanno particolare vigore sull’area atlantica le correnti di aria fredda potrebbero puntare l’area balcanica, interessando marginalmente anche parte dell’Italia, in particolare i settori adriatici e le regioni del meridione. Qui le temperature subiranno una decisa diminuzione.

L’Italia in questo scenario sarà interessata dalla discesa di diversi fronti freddi, molto veloci, che potrebbero così raggiungere il territorio nazionale più facilmente, portando finalmente delle precipitazioni, maggiormente probabili fra Isole e regioni tirreniche. Al momento condizioni ideali per vedere importanti ondate di freddo non se ne vedono. Ma va anche detto che entro la parte finale del mese di gennaio sarà possibile assistere ad un cambio di circolazione, con un fisiologico rallentamento dei venti zonali. Ciò potrebbe favorire l’apertura di quei “canali di aria fredda”, che trasportando le masse d’aria molto fredde, di natura propriamente artica o polare, dalle alte latitudini europee fino al cuore dell’Europa, tramite il gelido soffio dei venti dai quadranti settentrionali.

In questa fase le ondate di freddo potrebbero essere “richiamate” da depressioni secondarie che si isolerebbero sul bacino del Mediterraneo, fra i mari attorno l’Italia e la Grecia. Questo tipo di schema barico potrebbe facilitare l’arrivo delle ondate di freddo in direzione del vecchio continente e dell’Italia.

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