Preoccupazione crescente ad Ascea per i lavori in corso sulla pista ciclabile che attraversa la Scogliera di Ascea, uno dei luoghi più rappresentativi e delicati del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Codacons Cilento, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da cittadini, associazioni e operatori del territorio, ha annunciato un’immediata richiesta di accesso agli atti. L’associazione vuole verificare la regolarità degli interventi e la compatibilità ambientale delle opere realizzate.
Al centro delle polemiche vi sarebbe il forte impatto visivo delle modifiche apportate al tracciato, caratterizzato – secondo quanto evidenziato dall’associazione – dall’utilizzo di materiali rigidi, cordoli in cemento e superfici bituminose in un’area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali. In effetti, la zona è infatti conosciuta per il suo ecosistema dunale e per la presenza del giglio di mare. Questo fiore è considerato simbolo della biodiversità costiera cilentana.
“Non possiamo restare in silenzio davanti a un intervento che appare fortemente invasivo rispetto alla delicatezza dell’area”, ha dichiarato l’avvocato Bartolomeo Lanzara, responsabile del Codacons Cilento. “La Scogliera di Ascea rappresenta uno dei patrimoni naturalistici più fragili e preziosi dell’intero territorio cilentano. In contesti simili ogni opera dovrebbe essere improntata alla massima reversibilità, alla leggerezza dell’impatto e alla piena compatibilità ambientale”.
Secondo Lanzara, le numerose segnalazioni ricevute rifletterebbero il timore diffuso che l’intervento possa compromettere l’equilibrio naturale del sito. Un allarme condiviso anche dalla dottoressa Caterina Cammarano, responsabile Codacons Cilento per la Costiera Cilentana in materia di ambiente e beni culturali.
“È necessario chiarire immediatamente se i materiali utilizzati siano realmente compatibili con un ecosistema dunale protetto e con le prescrizioni previste dagli strumenti di tutela paesaggistica e ambientale”, ha spiegato Cammarano. “In un’area di tale pregio naturalistico non possono esserci approssimazioni. La scelta di materiali rigidi e impermeabilizzanti rischia di compromettere non solo l’armonia del paesaggio, ma anche le delicate dinamiche ambientali della fascia costiera”.
Il Codacons sottolinea come la questione non riguardi soltanto l’aspetto estetico dell’opera, ma investa direttamente il rispetto delle normative previste per le aree protette. Il Piano del Parco e il Piano Paesistico del Cilento Costiero prevedono infatti interventi capaci di integrarsi con il paesaggio senza alterarne gli equilibri ecologici.
“Non basta modificare la tonalità di una pavimentazione per renderla compatibile con un’area protetta”, ha aggiunto Lanzara. “La tutela ambientale non può ridursi a una semplice operazione cosmetica o visiva, ma deve rappresentare un principio sostanziale in grado di orientare ogni scelta progettuale e amministrativa”.
Per queste ragioni il Codacons Cilento ha annunciato la richiesta formale di accesso agli atti. L’associazione vuole verificare il titolo autorizzativo dell’opera, le valutazioni ambientali e paesaggistiche effettuate, la conformità dell’intervento alle prescrizioni vigenti e la natura tecnica dei materiali impiegati nei lavori.



