Nelle acque cristalline del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è nato un ambizioso progetto di riforestazione sottomarina. Questa iniziativa, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli e l’associazione ambientalista “MareVivo Cilento“, ha come obiettivo primario il ripristino delle preziose praterie di Posidonia oceanica. Il progetto di Riforestazione marina nel Cilento mira a tutelare e valorizzare queste praterie che non sono solo belle da vedere, ma rappresentano un habitat fondamentale per l’equilibrio ecosistemico del nostro mare.
Purtroppo, negli ultimi decenni, la Posidonia ha subito gravi perdite dovute all’intervento umano. Pratiche invasive come la pesca a strascico illegale, l’ancoraggio selvaggio e l’inquinamento hanno causato una drastica diminuzione di questo ecosistema vitale. La perdita di Posidonia non è un problema da sottovalutare: essa accelera l’erosione costiera e limita la capacità del mare di immagazzinare anidride carbonica, contribuendo così ai cambiamenti climatici. Inoltre, la riforestazione marina nel Cilento risponde proprio a queste criticità ambientali.
Il progetto si concentrerà su un’area di circa diecimila metri quadrati, situata al largo della costa tra Palinuro e Marina di Camerota. Grazie alla tecnica innovativa di messa a dimora delle nuove piante, il team di scienziati e volontari utilizzerà “talee” sostenibili di Posidonia, fissandole al fondale marino mediante speciali supporti biodegradabili. Realizzati in mater-bi, questi supporti garantiranno stabilità alle giovani piante durante la fase iniziale di radicamento, per poi dissolversi senza lasciare residui. Per di più, la riforestazione marina nel Cilento si distingue per l’utilizzo di materiali ecocompatibili.
La Posidonia oceanica, spesso confusa con un’alga, è in realtà una vera e propria pianta superiore con radici, fusto e foglie. Le sue praterie non solo producono ossigeno, agendo come un polmone blu, ma offrono anche rifugio e nutrimento a centinaia di specie di pesci, molluschi e crostacei, rendendosi così indispensabili per la biodiversità marina.
“Questo intervento non è un semplice trapianto, ma un vero e proprio atto di ingegneria ecologica”, afferma la dottoressa Giulia Bellini, coordinatrice scientifica del progetto. “Stiamo restituendo al mare un pezzo della sua complessità. Ogni ettaro di prateria che riusciremo a recuperare sarà un’assicurazione sulla vita per la biodiversità marina e per la resilienza delle nostre coste”. In breve, la riforestazione marina nel Cilento rappresenta una soluzione concreta per la tutela della biodiversità.
L’importanza di questa riforestazione va oltre la semplice riabilitazione di un’area danneggiata. Ridonare vita alle praterie di Posidonia significa aumentare la resilienza degli ecosistemi marini, aiutando le comunità locali a prosperare in un ambiente sano. Il progetto non solo mira a ristrutturare il mare, ma anche a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della conservazione delle risorse marine. Infine, attraverso la riforestazione marina nel Cilento, si promuove la consapevolezza ambientale tra cittadini e turisti.
Nel breve termine, l’obiettivo del progetto è di riforestare almeno duemila metri quadrati entro i prossimi diciotto mesi, con monitoraggi costanti tramite droni subacquei. Questo approccio innovativo permetterà di osservare la crescita delle piante in tempo reale, offrendo dati preziosi per il futuro.
Il successo di questo progetto pilota potrebbe rappresentare un modello esportabile in altre aree marine protette italiane, aprendo la strada a interventi su larga scala che contribuiranno alla salvaguardia dell’ecosistema mediterraneo. La riforestazione marina non è solo un’opportunità per riparare i danni passati; è un passo verso un futuro più verde e sostenibile.




