Cambiano i criteri con cui la Regione Campania distribuisce una parte delle risorse destinate alle prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate dalle strutture private accreditate. La Giunta regionale, nella seduta dell’8 ottobre 2026, ha approvato due provvedimenti che intervengono sull’aggiornamento delle tariffe sanitarie e sulla programmazione dei volumi di prestazioni acquistabili dal Servizio sanitario regionale.
La novità principale riguarda 6 milioni di euro per il 2026, vincolati all’acquisto di prestazioni per le quali le aziende sanitarie registrano una carenza dell’offerta pubblica. La misura introduce un cambiamento nei criteri di ripartizione delle risorse: progressivamente, il finanziamento non sarà più determinato soltanto sulla base della spesa storica delle singole branche specialistiche e delle strutture, corretta dagli indicatori di qualità, ma dovrà tenere maggiormente conto delle necessità assistenziali effettive.
Saranno le singole ASL a individuare le prestazioni prioritarie nei rispettivi territori, analizzando i tempi di attesa e i flussi di pazienti che si rivolgono a strutture fuori dalla propria area di residenza, l’obiettivo dichiarato dalla Regione è concentrare le risorse sulle prestazioni più difficili da ottenere attraverso l’offerta pubblica e contribuire così alla riduzione delle liste d’attesa. La programmazione approvata riguarda il 2026 e, in via provvisoria, il 2027. Per il prossimo anno è prevista la possibilità di aumentare la quota destinata alle prestazioni considerate critiche dal 5% al 10%, con un’ulteriore prospettiva di crescita fino al 20% negli anni successivi. La distribuzione effettiva dipenderà tuttavia dalle successive decisioni attuative e dall’individuazione dei bisogni sanitari da parte delle aziende competenti.
Accanto alla revisione dei criteri di finanziamento, la Giunta ha approvato l’aggiornamento delle tariffe regionali della specialistica ambulatoriale, adeguandole ai nuovi importi nazionali definiti con l’Intesa Stato-Regioni del 23 luglio 2026 e con il decreto ministeriale del 7 agosto 2026. Le nuove tariffe si applicano alle prestazioni prescritte a partire dal 21 settembre 2026. Si tratta di un aggiornamento del sistema di remunerazione delle prestazioni, che non comporta automaticamente un aumento dei ticket per i cittadini.
Per il Cilento e la provincia di Salerno, al momento, non è stato annunciato uno stanziamento specifico nell’ambito dei 6 milioni. La nuova disciplina, però, prevede che le carenze vengano individuate a livello territoriale dalle aziende sanitarie. Sarà quindi importante capire quali prestazioni l’ASL Salerno segnalerà come prioritarie e se tra queste rientreranno servizi per i quali i cittadini cilentani incontrano difficoltà di accesso. La questione riguarda soprattutto l’effettiva disponibilità di visite ed esami nei tempi appropriati, ma anche la possibilità di evitare spostamenti verso altri centri per ricevere assistenza. Per ora, tuttavia, non sono disponibili indicazioni ufficiali che consentano di attribuire al Cilento nuove risorse, specifiche prestazioni aggiuntive o una riduzione già programmata delle liste d’attesa.
Il provvedimento definisce anche i limiti di spesa e il numero massimo di prestazioni che le strutture private accreditate potranno erogare per conto del Servizio sanitario regionale, insieme ai criteri di distribuzione delle risorse tra le aziende sanitarie e allo schema di contratto con le strutture. Il presidente della Regione, Roberto Fico, ha indicato come obiettivo l’utilizzo più mirato delle risorse pubbliche, per offrire risposte più rapide ai bisogni di salute dei cittadini. La verifica decisiva arriverà ora dall’attuazione delle misure: quali prestazioni saranno individuate come carenti, quante risorse verranno assegnate e quali risultati saranno raggiunti sui tempi di attesa.
Per i cittadini campani, il cambiamento apre dunque una nuova fase nella programmazione della specialistica ambulatoriale. Ma il suo successo non potrà essere misurato soltanto attraverso gli stanziamenti: saranno necessari dati pubblici sulle prestazioni effettivamente erogate e sui tempi necessari per accedervi.





