Salerno entra in una nuova fase del lungo percorso di riqualificazione dei suoi impianti sportivi. Il passaggio decisivo è arrivato dal CIPESS, che il 6 ottobre ha approvato la rimodulazione dell’Accordo per la coesione tra Governo e Regione Campania, rendendo disponibili complessivamente 289 milioni di euro per gli stadi di Napoli e Salerno. Di questi, 139 milioni sono destinati agli impianti salernitani Arechi e Volpe, mentre 150 milioni riguardano lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli.
Per Salerno si tratta di una cifra destinata a cambiare radicalmente il volto dell’impiantistica sportiva cittadina. La parte più consistente, circa 116,7 milioni di euro, riguarda la riqualificazione e l’adeguamento dello stadio Arechi, mentre le restanti risorse sono destinate agli interventi sul Campo Volpe e sulle aree circostanti. Il programma comprende anche la demolizione dell’attuale impianto e di un’area dove insisteva l’ex depuratore, per poi procedere alla realizzazione del nuovo impianto sportivo.
Il progetto del Volpe assume un’importanza particolare perché dovrà rappresentare la struttura alternativa nella fase in cui l’Arechi sarà interessato dai lavori. L’obiettivo è infatti consentire alla Salernitana di continuare a disputare le proprie partite a Salerno durante il cantiere dell’Arechi, evitando che la ristrutturazione dello stadio principale si trasformi in un problema logistico e sportivo per la città.
Il finanziamento arriva attraverso la riprogrammazione di risorse nazionali di coesione già assegnate alla Campania, con riferimento al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 e al Fondo di rotazione. Il sottosegretario al CIPESS Alessandro Morelli ha spiegato che la rimodulazione consentirà di finanziare nuovi interventi strategici regionali, tra cui quelli per l’ammodernamento e la messa in sicurezza degli impianti sportivi e la riqualificazione delle aree adiacenti.
Il passaggio del CIPESS rappresenta quindi un punto importante, ma non coincide con la conclusione dell’intervento: dopo la copertura finanziaria dovranno proseguire le procedure amministrative, progettuali e operative necessarie alla realizzazione delle opere. La Regione Campania aveva già avviato l’iter per la riqualificazione degli impianti Arechi e Volpe, con una gara d’appalto che nel 2024 indicava un importo di oltre 103 milioni di euro. Sul progetto pesa anche il calendario internazionale. L’Arechi è inserito nel percorso di candidatura degli stadi italiani destinati a ospitare Euro 2032, il campionato europeo organizzato da Italia e Turchia. La candidatura dovrà naturalmente superare le verifiche previste dalla UEFA e gli impianti dovranno rispettare i requisiti richiesti sotto il profilo strutturale, dell’accessibilità, della sicurezza e della sostenibilità.
Per Salerno, dunque, i 139 milioni non rappresentano soltanto un investimento sul calcio. L’intervento sull’Arechi e la costruzione del nuovo Volpe possono incidere sull’intero sistema urbano della zona orientale della città, sulla sicurezza degli impianti, sulla loro funzionalità e sulla capacità di Salerno di ospitare eventi sportivi di livello nazionale e internazionale.
Il dato più importante, oggi, è però un altro: la copertura finanziaria è stata approvata. Dopo anni di annunci, modifiche progettuali e passaggi amministrativi, il progetto Arechi-Volpe dispone ora di una dotazione finanziaria definita nell’ambito della rimodulazione dell’Accordo per la coesione. La partita, però, non è ancora finita. Adesso il vero banco di prova sarà il rispetto dei tempi. Perché tra il finanziamento approvato e uno stadio realmente pronto esiste ancora tutto il percorso della progettazione, degli appalti, dei cantieri e dei collaudi. E per Salerno il calendario di Euro 2032 rende ogni ritardo particolarmente significativo.
Per una città che aspira a rafforzare il proprio ruolo turistico, sportivo e infrastrutturale, l’Arechi può diventare molto più di uno stadio. Può rappresentare uno degli interventi attraverso cui Salerno prova a costruire una nuova immagine urbana e ad affrontare, con strutture adeguate, l’aumento dei flussi e degli eventi che negli ultimi anni hanno interessato il territorio.
Ora, però, dalle cifre bisognerà passare ai cantieri. Ed è questa la fase che Salerno attende da tempo.





