5 C
Sessa Cilento
lunedì, 4 Dicembre 2023
Prima PaginaAccademia della VrennaNel Cilento è il periodo dello "sfrunno"

Nel Cilento è il periodo dello “sfrunno”

Letteralmente indica, quindi, un ramo spoglio, una frasca priva di foglie e, anche per questo, incapace di portare frutto. Termine, quindi, che ricorre in un contesto rurale che non poteva ovviamente rimanere privo di una parola che indicasse anche l’evoluzione e il dispiegarsi di un ramo d’albero o di una pianta.

L’aggettivo esprime, però, un’efficacia descrittiva più intensa nella metafora che rappresenti una condizione umana di solitudine in capo a chi vorrebbe intraprendere iniziative che richiedano seguito, adesioni, complicità, compartecipazioni e, quindi, aspiri a porsi come protagonista di un progetto, ma che, alla prova dei fatti, si riveli invece essere solo un velleitario, solitario, e per questo senza possibilità di sostenere e perseguire alcunché del suo disegno.  [sg_popup id=”4671″ event=”inherit”][/sg_popup]

I contesti in cui ci si imbatta in questa parola, potrebbero essere anche di natura politica locale e nazionale. Ad esempio, l’uomo politico che ad un certo punto della sua carriera è ritenuto dall’opinione pubblica come una personalità capace di sostenere le sorti della nazione e perciò in predicato di essere eletto o di essere leader di un partito o di essere nominato capo del governo, col passare del tempo si scopre, invece, completamente solo e che quanti gli avevano promesso il sostegno gli si sono dileguati intorno. Ecco, quello è il contesto in cui l’aspirante leader politico si è trovato “sfrùnno”, ossia solo, ovvero nudo come un ramo malinconicamente spogliato di foglie, sfoltito di un suo seguito, e incapace di generare frutto.

Lo stesso esempio si può ripetere per descrivere contesti politici più strettamente locali. Il sindaco di un paesino che dalle stanze del Municipio osserva un suo oppositore aggirarsi solitario nella piazza del paese, chiama l’ospite accanto a sè gli dice: “Vieni ccà, u vìri a chìro ca gìra annànzi e arrèto, me vòle fà fòre, ma come pòte: ma ‘u vìri cum’è?, è sfrùnno!”, magari pronunciando “sfrùnno” premendo forte sulla “u” e prolungandone leggermente lo strascico vocale.

© Diritti Riservati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi Articoli

Mai come quest’anno la ricerca sull’immunoterapia contro il cancro e la ricerca sui vaccini antitumorali MRNA è stata così vivace. E l’Italia – si legge in una nota dell’IRCCS Fondazione Pascale – gioca qui un ruolo di primo piano. Il nostro Paese, infatti, grazie all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli è il primo in Italia (e tra i primi al mondo) ad aver avviato lo studio clinico di fase III del vaccino anti-cancro a mRNA di Moderna nei pazienti con melanoma.
È stato molto partecipato il primo appuntamento, dello scorso martedì 28 novembre, del Dibattito pubblico sul progetto dell’Alta velocità ferroviaria per il Mezzogiorno riguardante il tracciato dei lotti 1B e 1C Romagnano-Buonabitacolo-Praia a Mare, di quasi 97 chilometri, che costerà 8 miliardi di euro
In un contesto globale in rapida evoluzione, spicca un paese che, pur nella sua pacata discrezione, si è guadagnato un posto d'onore per il suo avanzamento tecnologico e la sua eccellenza educativa: la Finlandia.

Articoli correlati

Mòccio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non si rinviene un vocabolo che in lingua italiana assuma perfettamente lo stesso significato dell'uso dialettale. Nel dialetto...
Azzerpulùto: aggettivo del dialetto cilentano, o anche avverbio di modo, che si potrebbe ipotizzare traducibile come participio passato del verbo "asserpolarsi". Nello specifico contesto cilentano,...
"Ammussàta": aggettivo femminile singolare del dialetto cilentano (dal participio passato di "ammussare") . Qui lo decliniamo al femminile in aderenza ad un uso del...

Dallo stesso Autore

Mòccio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non si rinviene un vocabolo che in lingua italiana assuma perfettamente lo stesso significato dell'uso dialettale. Nel dialetto...
Azzerpulùto: aggettivo del dialetto cilentano, o anche avverbio di modo, che si potrebbe ipotizzare traducibile come participio passato del verbo "asserpolarsi". Nello specifico contesto cilentano,...
"Ammussàta": aggettivo femminile singolare del dialetto cilentano (dal participio passato di "ammussare") . Qui lo decliniamo al femminile in aderenza ad un uso del...