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Sessa Cilento
domenica 27 Novembre 2022

Accademia della Vrenna

Nel dialetto cilentano, il “mòccio”

Mòccio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non si rinviene un vocabolo che in lingua italiana assuma perfettamente lo stesso significato dell'uso dialettale. Nel dialetto...

L’ “Azzerpulùto” nel dialetto del Cilento

Azzerpulùto: aggettivo del dialetto cilentano, o anche avverbio di modo, che si potrebbe ipotizzare traducibile come participio passato del verbo "asserpolarsi". Nello specifico contesto cilentano,...

Quando nel Cilento si tiene “il muso”

"Ammussàta": aggettivo femminile singolare del dialetto cilentano (dal participio passato di "ammussare") . Qui lo decliniamo al femminile in aderenza ad un uso del...

Il “Tócco” cilentano

Tócco: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non è traducibile con una trasposizione letterale in lingua italiana, almeno nel significato con il quale è...

“Sa’cchè”, locuzione in uso nel dialetto del Cilento

Sa'cchè: locuzione assumibile in una sorta di avverbio interrogativo in uso nel dialetto cilentano. La sua traduzione letterale dovrebbe essere "sai cosa?", o "sai...

La persona importante nel Cilento, il “capardòzio”

Capardòzio: sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano, penso comune anche ad altri dialetti meridionali, sicuramente attestato almeno nel Molise. Il termine non ha un omologo...

“Mmòsse” nel dialetto del Cilento

"Mmòsse": sostantivo plurale femminile del dialetto cilentano, qui volutamente riportato con una doppia "M" per evidenziare la pronuncia marcata della consonante iniziale con cui...

Dal dialetto del Cilento: “Cernulià”

Cernulià: verbo del dialetto cilentano, diffuso in più regioni del Mezzogiorno, non traducibile con un vocabolo della lingua italiana. Con lo specifico significato in...

Quando il cilentano “Muscèja”

Muscijàre: verbo del dialetto cilentano (usato più nella forma tronca all'infinito "muscijà"). Non si riscontra una parola traducibile perfettamente in italiano con il medesimo ed...

Lo svogliato cilentano

Peletròne: aggettivo sostantivato in uso nel dialetto cilentano. Si usa anche "pelletròne" o "pulletròne". Probabile che il suo omologo più prossimo nella lingua italiana sia...

Un aggettivo maschile singolare del dialetto cilentano

"Ciùngo", aggettivo maschile singolare del dialetto cilentano, e meridionale in genere. Al femminile si dice "ciònga", mentre la forma verbale contratta all'infinito presente è...

Quando nel Cilento si sente “mummuliàre”

Il "mummuliamiènto" cilentano è un brontolare manifestato a mezza voce, nel quale spesso le parole non sono nemmeno comprensibili all'interlocutore al quale implicitamente siano...

Il “brontolio” del Cilento

Il "mummuliamiènto" cilentano è un brontolare manifestato a mezza voce, nel quale spesso le parole non sono nemmeno comprensibili all'interlocutore al quale implicitamente siano...

“Recettà”: un verbo cilentano

Assume più significati che, per quanto in apparenza diversi, tuttavia sembrano ricondursi ad una radice comune. Può significare: dare sistemazione ad una stanza, una...

Una “frazione di tempo” nel dialetto del Cilento

Il suo significato non potrebbe essere spiegato con la sola traduzione letterale che darebbe un "ad ora ad ora" che il vocabolario ufficiale della...

L’etimologia “Uagliòne” nella lingua dialettale

Scopro così che avevo sempre sottolineato quei passi nei quali l'autore prendeva posizione sulle parole in sè, sul significato e sul loro mistero e...

Una folta vegetazione nel Cilento

La secolare mancanza di strade nel Cilento e di agevoli vie di comunicazione tra paese e paese, o tra il paese e le frazioni,...

Nella cucina del Cilento…. non manca mai!

Tuttavia, proprio nella sua forma di diminutivo vezzeggiativo la parola "sartanièddo" rilascia un suo senso particolare e autonomo rispetto al più diffuso "sartània". Il cilentano...

Nel Cilento è anche un modo per liquidare senza mezzi termini

Però, nel dialetto cilentano - in alcuni contesti e se usato in modo assoluto, da solo, senza essere accompagnato da altro termine - assume...

Il significato di “Rici-tu-mò” nel dialetto cilentano

Ad esempio: "Macchè! T'u ddìco io pecchè Francishco 'a lassàta a Carmela; è pecchè se tenìa a n'ata", e l'altro: "Rici tu mò!", oppure...

Un vocabolo tutto cilentano

Il "Dizionario etimologico" del Bonomi riporta col significato di conoscere il verbo greco eolico "gnoeo", e il Rocci (pag. 394) riporta "γνώ" come eccezione...

Un’espressione tipica del Cilento

'U-bbi-pò' - Locuzione del dialetto cilentano letteralmente traducibile con "lo vedi poi" usata nei discorsi diretti. In altri contesti si conosce la versione "mme'-ca-lo-bbì-pò". La...

Nel Cilento è il periodo dello “sfrunno”

Letteralmente indica, quindi, un ramo spoglio, una frasca priva di foglie e, anche per questo, incapace di portare frutto. Termine, quindi, che ricorre in...

Il “lè-llè” nel dialetto del Cilento

Lè-llè, locuzione del dialetto cilentano non assimilabile ad altre espressioni in lingua. Letteralmente corrisponde ad una forma contratta dell'imperativo, seconda persona singolare, del verbo...

Un proverbio del Cilento per un antico rituale di fidanzamento

"Chiàcchiare ‘nnànti lu ffuòco vòle la zita e ppò s'addòrme" (Chiacchiere davanti il focolare vuole la sposa,e poi si addormenta). Nei contesti contadini del Cilento,...

Un termine del Cilento che ricorreva nella commedia dell’arte Napoletana

Lo "smòcco" è termine dispregiativo che indica lo sciocco, lo stupido, l'inetto, colui che con il medesimo effetto chiamiamo ironicamente "lo splendido" o che...

Nel Cilento non solo il gatto può essere “frièstico”

Si definisce "frièstico" il gatto che non si lascia accarezzare, che vive fuori dalla casa, allo stato selvaggio e che fugge la vicinanza con...

Un aggettivo nel dialetto Cilentano

"Pulìta" - aggettivo del dialetto cilentano, qui al singolare femminile, che nella lingua popolare ascoltata nei paesi e casali del Cilento assume un significato...

Il Cilentano non gioca “verrècchia”

Indica la condotta tipica dei bambini che giocano in modo rumoroso, confuso, disordinato, urlato, scatenato. Si colgono nel suo significato un frastuono e un...

Una forma Cilentana che coniuga ascolto

"Ca'cché " - Locuzione univerbata (fusa cioè in un unico termine) del dialetto cilentano, difficilmente inquadrabile in una voce corrispondente in lingua italiana dotata...

Un verbo tutto Cilentano

“Cugnulà”, verbo del dialetto cilentano, qui all'infinito, che non ha un corrispondente univoco nella lingua italiana. Conosce anche un suo contrario: "scagnulà" o "scagnulàre". Si conoscono...

Quando il Cilentano “se scumbìra”

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || ).push({}); "Scumbirà", verbo del dialetto cilentano usato in forma riflessiva ("me scumbìro", "te scumbìri", "se scumbìra",...

“Aventà” nel dialetto del Cilento

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || ).push({}); "Aventà"- Verbo del dialetto cilentano nella forma dell'infinito presente. Il termine in lingua italiana che più s'avvicina al suo significato...

Il Cilentano a volte fa lo “squasuso”

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || ).push({}); "Squasi", sostantivo dialettale cilentano che non sembra avere omologhi nella lingua italiana e per questo intraducibile. Nell'uso si associa al...

Nel Cilento quando si desidera…si spàrma

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || ).push({}); "Sparmà", verbo del dialetto cilentano (qui nella sua forma tronca). "Sparmàre" sta per "desiderare": "ah...

“L’abbo” nel dialetto del Cilento

"abbo", sostantivo maschile del dialetto cilentano, diffuso nel meridione d'Italia con diverse sfumature. E' traducibile come "scherno", "burla", "dispetto". Si usa spesso associato al...

Quando il Cilentano si accontenta

"Sibbenga": avverbio del dialetto cilentano traducibile in italiano con "almeno" o "quantomeno". Non sembra vi sia un termine analogo nel dialetto napoletano, ragion per...

Il Cilentano non sparisce…..scènda

"Scendàto"- participio passato del verbo che nel dialetto cilentano si pronuncia "scendà" (nella sua forma tronca all'infinito). Il verbo "scèndà" è traducibile in italiano...

Il Cilentano non inciampa, ‘ntròppeca

'Ntroppecà, verbo del dialetto cilentano, diffuso anche nella lingua napoletana, traducibile con "inciampare", "incespicare", "intruppare", "fare capitombolo". Spiega un'azione che interrompe o altera un...

Quando il Cilentano perde il “lume della ragione”

'Nzalanuto o 'Nsalanuto - Nella forma dialettale più propriamente napoletana il termine è pronunciato come "nzallanuto". Nel Cilento questo vocabolo perde la doppia L e...

Un’indicazione tutta Cilentana

"Chera-vànna"  - "Vànna" è un sostantivo femminile singolare del dialetto cilentano - presente anche in altre parlate meridionali - che si usa preceduto dagli...

Nel Cilento nulla succede per “scàngio”

"Scàngio", sostantivo maschile del dialetto cilentano che corrisponderebbe letteralmente all'italiano "scambio". Se ci fermassimo alla sola traduzione letterale, limitata alla traslitterazione, però, non avremmo...

Un avverbio temporale nel dialetto Cilentano

"Viétta", avverbio di tempo del dialetto cilentano che sta per "presto", "spedito", "di buon'ora". La parola pare avere ancora una sua resistenza nell'uso parlato,...

“Ngappammòcca”, l’analisi dell’Accademia della Vrenna

"Ngappammòcca", sostantivo ed aggettivo maschile - sia singolare che plurale - del dialetto cilentano, traducibile in italiano con "credulone" ed usato in senso dispregiativo....

“N’giarmà” nel dialetto del Cilento

'ngiarmà, verbo del dialetto cilentano, diffuso, in verità, in altre regioni del Meridione d'Italia. Conosce anche il corrispondente sostantivo maschile «'ngiàrmo». Contiene uno spettro...

Prima che il Cilentano trovi la soluzione

"Strolacà", verbo dialettale che nel Cilento indica l'atteggiamento di chi si determini a voler ricercare caparbiamente la soluzione ad un problema che si presenta...

In Cilento non si piange si “uàita”

"Uaità", verbo del dialetto cilentano che ha un suo omologo nell'italiano "guaìre" ed è traducibile con "piangere". Si usa anche nella forma riflessiva ("se...

Un termine Cilentano che indica la lite o l’ira

Il termine "Zella", nel dialetto Cilentano, assume un significato diverso dal dialetto napoletano dove indica la perdita di capelli o la tigna, e "zelluso"...

Un girovago del Cilento

Nel dialetto cilentano, "vòito" si può tradurre con "vagabondo"o "girovago", associato, però, ad una accezione negativa e lievemente spregiativa che delinea, più nei dettagli,...

Tàta nel dialetto Cilentano

Tàta, sostantivo maschile del dialetto Cilentano che sta per "padre". Si tratta di termine che - almeno col significato di "padre" - ormai volge...

“Temè”, esclamazione Cilentana

"T e m è", nel dialetto cilentano (almeno in quello del «Cilento Antico») ricorre questa parola un poco misteriosa specie qualcuno volesse cimentarsi a cercarne...

“Cagliendà”: un verbo che rievoca il Cilento antico

Cagliendà", verbo del dialetto cilentano che, nella forma dell'infinito presente, sta per "riscaldare", usato, però, nella forma riflessiva: "me cagliendo", "te cagliendi", "se caglienda",...

Nel dialetto del Cilento può anche non definire solo l’animale

"Zìmmaro", sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano che si riscontra con lo stesso significato anche in altri dialetti meridionali. "Zìmmaro" è il maschio della...

Un automezzo tutto Cilentano

"Cippappà" - Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Non ha un omologo nell'italiano. E' un neologismo adoperato per indicare uno speciale veicolo agricolo a...

Il Cilentano “ciufulèia”

Verbo del dialetto cilentano che, letteralmente, si traduce con un semplice "zufolàre", ossia con "suonare uno zùfolo". La parola contiene, però, un più esteso...

Cosa è l'”Attàsso” nel dialetto Cilentano

Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Conosce anche l'omologa forma verbale "attassà". L' "attàsso" è la condizione fisica e materiale di chi rimane impietrito, di...

Si usa dire,”Kkénne” e “ddénne”, nel dialetto Cilentano

Nel dialetto cilentano corrispondono a due avverbi di luogo. "Kénne" (oppure "racchénne") sta per "da queste parti" o "in questi luoghi vicini a noi",....

Il Cilentano si “ndendulìa”

Participio passato del verbo dialettale cilentano "'ndendulià". In lingua italiana il verbo che si avvicina di più al suo significato potrebbe essere "scuotere" o...

“Assavulà” nel dialetto Cilentano

Verbo del dialetto cilentano, qui nella sua forma tronca all'infinito. Non si rinvengono termini corrispondenti nella lingua italiana. "Assavulà" indica specificamente la fase in cui i volatili acquisiscono l'autonomia del volo, il battesimo del primo svolazzare d'ali

L’ Accademia della Vrenna analizza “Spataccià”

Verbo del dialetto cilentano, qui nella forma contratta all'infinito, che non ha un termine corrispondente nella lingua italiana. Indica la condotta di chi si prodighi in sproloqui specie contro un qualcuno ben individuato, a ruota libera

Nel Cilento si chiama “Riccopellòne”

Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano. Ricorre anche nella forma "riccopellòne" (con raddoppio delle L). Sta per ricco, facoltoso, danaroso oltremodo.  Tuttavia, nel dialetto cilentano esso ricorre specie in forma ironica quando si voglia evidenziare la .....

Ricorre nel dialetto del Cilento

Sostantivo maschile singolare del dialetto cilentano, adoperato spesso anche in forma di aggettivo. In verità, ricorre più frequente al femminile «nzèrma».  Non ha omologhi nella lingua italiana.

Quando il Cilentano dice No

Il linguaggio consta non solo di parole, ma anche di gesti, mimiche, o cenni idonei a comunicare compiutamente un'idea sia pur minima, uno stato, una condivisione. Il linguaggio del cilentano è ricco di queste forme di comunicazione consistenti in combinazioni di smorfie, mugugni, contrazioni di labbra, rialzo di sopracciglia,.....

Un verbo del dialetto Cilentano

Verbo del dialetto cilentano, in uso anche nel napoletano, traducibile in italiano con "riuscire" o "fare la scelta giusta" o anche "indovinare".  Il verbo...

Un modo di dire tutto Cilentano

Espressione del dialetto cilentano che, formata dalla ripetizione della stessa parola, assume un significato peculiare e diverso rispetto al termine usato da solo. È traducibile approssimativamente con "dietro-dietro" e si configura più propriamente come avverbio di modo (ma si rinviene anche come avverbio di luogo e di tempo). 

Dal dialetto del Cilento: Vavùso

Nel vocabolario della lingua italiana, come aggettivo, indica il "pieno di bava", o la "persona decrepita", e - in senso dispregiativo - colui che è "incline alla libidine e alla depravazione". 

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