C’è un’immagine che più di tante altre racconta la natura del Cilento che resiste, si adatta e riconquista i suoi spazi. È quella di tre giovani lupi che, nel cuore della notte, si avvicinano a una piccola pozza d’acqua alle pendici del Monte Stella. A catturare la scena è stata una fototrappola installata da Paolo Mazziotti, appassionato conoscitore del territorio, nell’area compresa tra Celso e Galdo, nel territorio di Pollica. La sequenza è stata registrata alle 2.57 della notte del 28 agosto. Nel buio, illuminato dalla luna piena, la fototrappola ha immortalato prima un esemplare e poi altri due animali che si muovevano insieme verso l’acqua. Si tratterebbe di giovani lupi, probabilmente appartenenti allo stesso gruppo. Una testimonianza affascinante che aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza della fauna selvatica del Monte Stella.
Non è, infatti, la prima volta che l’area restituisce immagini della presenza del lupo. Il territorio del Monte Stella è già stato interessato da attività di monitoraggio e da precedenti segnalazioni. Uno studio realizzato nell’ambito del progetto WOLFNExT, promosso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha riguardato proprio il monitoraggio del lupo appenninico, Canis lupus italicus, attraverso una rete di fototrappole e altre metodologie di rilevamento. I risultati dei monitoraggi hanno evidenziato una presenza significativa della specie nel territorio del Parco. Già nel 2023 gli esperti segnalavano numerosi branchi e un aumento degli avvistamenti anche in aree più vicine alla costa, comprese quelle tra Agropoli e Castellabate, oltre ai settori degli Alburni e del Monte Stella.
La nuova documentazione proveniente da Celso e Galdo assume quindi un significato che va oltre la semplice curiosità. Le immagini della fototrappola raccontano infatti la presenza di una specie che, dopo decenni di forte pressione e persecuzione, ha progressivamente riconquistato una parte degli habitat naturali dell’Appennino.
Il Monte Stella rappresenta, sotto questo profilo, un ambiente particolarmente significativo. La montagna, che raggiunge i 1.131 metri di quota, domina il cosiddetto Cilento antico e presenta un mosaico di boschi, macchia mediterranea, aree rocciose e valloni. Le sue pendici collegano numerosi territori del comprensorio e costituiscono un’importante rete ecologica per molte specie selvatiche. Il lupo è uno degli animali simbolo di questo patrimonio naturale. Il Parco lo indica tra le principali specie della propria fauna e i dati disponibili evidenziano una presenza che, seppure ancora caratterizzata dalla naturale elusività dell’animale, mostra segnali di consolidamento.
La presenza di tre esemplari nella stessa sequenza è particolarmente suggestiva. Non significa, da sola, che sia possibile stabilire con certezza la consistenza di un branco o la sua struttura sociale: per arrivare a conclusioni scientifiche sono necessari monitoraggi sistematici e prolungati. Ma rappresenta certamente una preziosa testimonianza della frequentazione dell’area da parte del lupo. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti delle fototrappole. Installate nei punti di passaggio degli animali, consentono di osservare una fauna che difficilmente si lascia avvicinare dall’uomo. Il lupo, infatti, è un animale estremamente schivo e tende a evitare la presenza umana, soprattutto nelle ore diurne.
La sequenza registrata tra Celso e Galdo restituisce così un’immagine diversa del Cilento: non soltanto quello delle spiagge, dei borghi e dei paesaggi conosciuti dai visitatori, ma anche quello più nascosto dei boschi e delle montagne, dove la vita selvatica continua a seguire ritmi propri. Il ritorno del lupo rappresenta anche un importante indicatore dello stato degli ecosistemi. La sua presenza è legata alla disponibilità di habitat idonei e di prede e, più in generale, all’esistenza di una rete naturale sufficientemente articolata da consentire agli animali di spostarsi e trovare risorse. Per questo le immagini di Paolo Mazziotti non sono soltanto una bella testimonianza fotografica. Sono un piccolo documento di biodiversità che racconta come, nel cuore del Cilento, esista ancora uno spazio nel quale il selvatico può vivere.
E mentre i tre giovani lupi si allontanano dalla pozza d’acqua e tornano nel buio del Monte Stella, la fototrappola continua a registrare. Potrebbero esserci altre immagini, altre presenze e altre storie ancora da raccontare. Perché il Cilento, lontano dai rumori e dalle luci dei centri abitati, continua ad avere un’anima profondamente selvatica.





