Una ventina di operatori turistici provenienti dall’Italia e dall’estero ha fatto tappa nei giorni scorsi alla Certosa di San Lorenzo, uno dei complessi monastici più imponenti d’Europa e sito riconosciuto dall’UNESCO. Questo è avvenuto nell’ambito di un’iniziativa strategica di promozione territoriale. L’incoming rientra in un educational tour pensato per far conoscere da vicino le eccellenze culturali, artistiche e paesaggistiche del Vallo di Diano. L’obiettivo è inserire la destinazione nei circuiti del turismo esperienziale ed escursionistico.
L’iniziativa si colloca in un contesto più ampio di rilancio del turismo culturale italiano. Negli ultimi anni, questo settore sta registrando una crescente attenzione verso mete meno affollate ma ricche di autenticità. Secondo recenti trend del settore, i viaggiatori internazionali mostrano un interesse sempre maggiore per esperienze immersive, a contatto con la natura e le tradizioni locali. Inoltre privilegiano borghi storici e aree interne rispetto alle destinazioni di massa.
Ad accogliere la delegazione sono stati il sindaco Michela Cimino, il vicesindaco Caterina Di Bianco e l’assessore al Turismo Antonio Fortunati. Quest’ultimo ha sottolineato come “l’iniziativa si inserisca in un progetto di internazionalizzazione del sito, realizzato in collaborazione con enti locali e in raccordo con la Direzione museale”. Tra le novità illustrate agli operatori anche l’introduzione di un biglietto integrato che consente una permanenza prolungata sul territorio. L’obiettivo è generare ricadute economiche diffuse per le attività locali, dalle strutture ricettive alla ristorazione.
L’educational tour è stato organizzato dall’associazione Cilentomania, realtà attiva nella promozione turistica del Cilento e delle aree limitrofe. Inoltre, esso è collegato al programma di “Open Outdoor Experiences”, manifestazione dedicata al turismo all’aria aperta in corso a Paestum fino al 12 aprile. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti nazionali per il settore outdoor, con la partecipazione di buyer, tour operator e stakeholder del comparto.
Negli ultimi mesi, iniziative analoghe stanno interessando diverse aree del Mezzogiorno, nel tentativo di intercettare nuovi flussi turistici e valorizzare patrimoni meno conosciuti. In questo scenario, Padula emerge come una destinazione in crescita, capace di coniugare patrimonio storico, paesaggi incontaminati e un’offerta sempre più orientata alla sostenibilità.
Secondo gli organizzatori, infatti, il territorio possiede tutte le caratteristiche per attrarre un turismo consapevole e di qualità. Si tratta di un turismo non legato ai grandi numeri ma basato su esperienze autentiche e personalizzate. Un modello che guarda al futuro del settore, puntando su destagionalizzazione, innovazione e valorizzazione delle identità locali.

