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I pro e i contro del cambio in ora legale e quando avverrà

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L’ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1916. Tuttavia, la sua teorizzazione e alcuni commenti relativi a una possibile variazione di orario sono stati riscontrati già nel 1784. In quell’anno, Benjamin Franklin pubblicò sul quotidiano Journal de Paris alcune riflessioni sul fatto che nei mesi estivi non si sfruttasse al meglio la luce naturale del sole. In particolare, secondo Franklin, ciò accadeva poiché le persone non erano solite anticipare il proprio risveglio per godere a pieno della luce naturale. Nel corso dei decenni a seguire, l’argomento fu toccato varie volte. Successivamente, nel 1916 e a seguito delle particolari esigenze economiche provocate dalla guerra, la Gran Bretagna passò alla pratica su suggerimento del costruttore William Willett. Gli inglesi spostarono le lancette di un’ora avanti in estate per sfruttare al meglio la luce naturale e ridurre così i consumi energetici legati all’utilizzo dell’illuminazione artificiale nel tardo pomeriggio. Rapidamente, molti altri paesi presero l’esempio. Così iniziarono ad applicare il cambio d’ora introducendo l’orario legale.

Anche in Italia l’orario legale fu introdotto per la prima volta nel 1916. Tuttavia, negli anni successivi, il suo utilizzo fu altalenante. Fu solo in seguito che venne ufficializzato con la legge 503 del 1965. L’ora legale ha come scopo principale il risparmio energetico. Spostare avanti l’ora nei mesi primaverili ed estivi, consente infatti di sfruttare maggiormente la luce naturale del Sole. Così si riducono i consumi energetici, come ad esempio il consumo delle lampadine, ma non solo. Poiché nei mesi estivi il Sole sorge molto presto, spostare avanti le lancette di un’ora permette di sfruttare un’ora di luce in più rispetto al periodo invernale.

L’utilizzo dell’orario legale non è condiviso da tutti i paesi del mondo e solo alcuni hanno aderito a questa pratica nel corso del tempo. I paesi equatoriali, ad esempio, per via della elevata disponibilità di luce caratteristica dell’area geografica cui appartengono, non utilizzano in generale questa convenzione. Ci sono anche altri paesi nel mondo che non hanno aderito all’ora legale. Infine, i paesi dell’emisfero australe, in cui stagioni sono invertite rispetto al nostro emisfero, adottano conseguentemente un’alternanza tra ora legale e solare opposta rispetto alla nostra.  Il passaggio da ora legale a ora solare e viceversa, avvengono in giorni prestabiliti. Convenzionalmente, il cambio d’ora viene effettuato:

  • alle 2 di notte dell’ultima domenica di marzo, quando le lancette vengono spostate avanti di un’ora e si introduce l’ora legale;
  • alle 3 di notte dell’ultima domenica di ottobre, quando le lancette vengono spostate indietro di un’ora e si torna all’ora solare.

Nel 2026, in particolare, il passaggio all’ora legale avverrà nella notte di domenica 29 marzo 2025. Come detto, il passaggio all’ora solare avviene per convenzione l’ultima domenica di ottobre. Nel 2026 in Italia si tornerà quindi all’ora solare nella notte di domenica 31 ottobre. Alle 3 di notte si dovrà quindi spostare indietro la lancetta di un’ora. L’ora legale e l’ora solare sono due orari che entrano in vigore in modo alternato nel corso dell’anno solare. In particolare, l’ora solare è caratteristica del periodo autunno-inverno. Invece, l’ora legale si applica nel periodo dell’anno che va dalla primavera all’estate. L’ora solare rappresenta l’orario naturale poiché è legato al passaggio del Sole attraverso il meridiano locale. L’ora legale, invece, è un artificio introdotto dall’uomo al fine di sfruttare maggiormente la luce naturale nelle stagioni che lo consentono.

Il cambio tra orario solare e legale avviene con lo spostamento, in avanti o indietro, delle lancette di un’ora. Questo determina il passaggio da una convenzione temporale all’altra. I vantaggi dell’ora legale, oggi spesso oggetto di dibattito, sono da ricercarsi nel risparmio energetico derivato dalla sua applicazione. In particolare, Terna, la società italiana che si occupa di gestire la rete di trasmissione elettrica nazionale, stima ogni anno il risparmio generato dall’orario legale. Per il 2025, secondo le stime dalle società di settore, nei mesi dell’anno in cui è stata in vigore l’ora legale, l’Italia ha risparmiato 330 milioni di kWh, pari al fabbisogno energetico medio di 130 mila famiglie. Un dato in leggero calo rispetto alle stime del 2024, quando il risparmio stimato è stato di circa 370 milioni di kWh (-8%).

Sempre secondo queste stime, tra il 2004 e il 2025, il risparmio energetico complessivo si attesta sui 11,7 miliardi di kWh, con un risparmio economico per il paese pari a circa 2,2 miliardi di euro. Alcuni studi recenti sembrano evidenziare effetti negativi del passaggio all’ora legale sulla salute umana. In particolare, secondo questi studi, esiste una correlazione tra il cambio orario e un disturbo legato al ciclo sonno-veglia che ci può far sentire affaticati e stanchi, soprattutto nel primo giorno (un effetto analogo a quello del jet lag, ma di minor entità). Altri studi hanno invece mostrato una possibile correlazione tra il passaggio all’ora legale e l’aumento del rischio di infarti, del tasso di suicidi o di incidenti stradali nel primo giorno successivo all’entrata in vigore dell’orario estivo.

Nel 2019 l’Europa ha votato per decidere se mantenere o abolire l’ora legale. A seguito della votazione si è stabilito che ogni Stato dovesse scegliere se mantenere in modo permanente l’ora solare o l’ora legale. Così non sarebbe più stato possibile passare dall’una all’altra nel corso dell’anno come avvenuto fino a oggi. Il termine massimo per effettuare la scelta era fissato per il 2021. Tuttavia, la pandemia di Covid e le emergenze ad essa collegate, hanno portato questo tema in secondo piano. Ancora oggi non è stato deciso nulla di definitivo in merito. Per questo l’Italia e molti altri paesi continuano ancora ad alternare orario legale e solare come fatto fino a oggi. Si resta in attesa di ulteriori sviluppi e decisioni sulla questione.

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