Il presidente del Codacons Cilento, Avv. Bartolomeo Lanzara, interviene con fermezza sulla prospettiva di una possibile soppressione o ridimensionamento del Tribunale di Vallo della Lucania. La definisce una minaccia gravissima per l’intero territorio cilentano e per il sud della provincia di Salerno.
Secondo Lanzara, le recenti prese di posizione dell’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania, dell’AIGA e della Camera Penale confermano una preoccupazione ormai diffusa tra operatori del diritto, professionisti e cittadini. Il tema della geografia giudiziaria continua infatti a penalizzare il Cilento e il Vallo di Diano. Tuttavia, non vi è una risposta concreta e unitaria da parte della politica locale e regionale. Le indiscrezioni su una possibile revisione nazionale rendono, a suo avviso, urgente una presa di posizione chiara.
Il presidente del Codacons Cilento sottolinea come il Tribunale di Vallo della Lucania rappresenti un presidio essenziale e non sacrificabile. Si tratta di un punto di riferimento per cittadini, imprese, amministrazioni e forze dell’ordine di un’area già segnata dalla progressiva perdita di servizi pubblici.
Nel dibattito nazionale, evidenzia Lanzara, tra le sedi a rischio vi sarebbero proprio gli uffici giudiziari con organici ridotti, tra cui quello di Vallo della Lucania. Una prospettiva che il legale respinge con decisione. Infatti, la soluzione, secondo il presidente del Codacons Cilento, non può essere la soppressione. Bensì il potenziamento. Rafforzare l’organico dei magistrati e investire nel personale amministrativo rappresenterebbe l’unica strada percorribile per garantire efficienza e giustizia in un territorio complesso come il Cilento.
Lanzara richiama inoltre quella che definisce una vera e propria anomalia nel panorama italiano: dopo la chiusura del Tribunale di Sala Consilina, numerosi comuni campani del Vallo di Diano e del sud della provincia di Salerno sono stati assegnati al Tribunale di Lagonegro, in Basilicata. Una situazione che, secondo il presidente del Codacons Cilento, ha prodotto negli anni disagi significativi. Si sono verificati aumento dei costi, allungamento dei tempi e difficoltà organizzative per cittadini e professionisti.
Proprio questa criticità dovrebbe, secondo Lanzara, aprire la strada a una soluzione più razionale: l’accorpamento di tali territori al Tribunale di Vallo della Lucania. Una scelta che consentirebbe di creare un presidio più forte. Così si avrebbero maggiori risorse e una migliore efficienza complessiva, in linea con la reale geografia del territorio.
Il presidente del Codacons Cilento richiama infine le responsabilità della classe politica e degli enti locali, evidenziando la necessità di una mobilitazione immediata. Sindaci, consiglieri regionali, parlamentari e rappresentanti istituzionali sono chiamati, secondo Lanzara, ad abbandonare il silenzio e a intervenire con determinazione su una questione così delicata.
Anche il Codacons esprime forte preoccupazione per il rischio di ulteriori tagli alla geografia giudiziaria. Secondo l’associazione tali tagli potrebbero lasciare ampie aree del Mezzogiorno prive di adeguati presidi di legalità.
In conclusione, Lanzara ribadisce un principio fondamentale: la giustizia di prossimità non è un privilegio, ma un diritto. Privare il Cilento del suo tribunale significherebbe accentuare il senso di isolamento già percepito da migliaia di cittadini. Per questo, il Tribunale di Vallo della Lucania deve essere difeso, rafforzato e rilanciato, non smantellato.

