Il sogno si ferma al Rigamonti, la Salernitana cade 2-0 contro il Brescia nella semifinale di ritorno dei playoff di Serie C e vede svanire l’obiettivo della promozione in Serie B. Dopo l’1-1 dell’andata all’Arechi, ai granata serviva una prova di carattere e maturità, ma il Brescia ha colpito subito, gestito la partita con esperienza e chiuso i conti nel recupero con il gol di Vido. Saranno dunque le Rondinelle a giocarsi la finale playoff per il ritorno in cadetteria, mentre la Salernitana resta prigioniera della Serie C, costretta a rimandare ancora una volta il rilancio dopo la dolorosa retrocessione della scorsa stagione.
La mossa di Cosmi e la sorpresa Inglese
Serse Cosmi prova a sorprendere tutti già dalla formazione iniziale. La scelta più inattesa riguarda l’attacco: dentro Roberto Inglese accanto a Lescano, con Ferrari inizialmente escluso. Alle spalle della coppia offensiva agisce Ferraris nel 3-4-1-2 disegnato dal tecnico granata. L’idea è chiara: personalità, pressione immediata e ritmo alto per evitare di snaturare le caratteristiche della squadra. Sulla fascia destra, invece, la novità è Longobardi preferito a Cabianca. Nel Brescia recuperano praticamente tutti, compreso Rizzo, nonostante i problemi fisici accusati nei giorni precedenti, sugli spalti oltre mille tifosi granata accompagnano la squadra in una notte che avrebbe potuto cambiare il destino della stagione.
Incubo immediato: Crespi punisce dopo un minuto
La partita della Salernitana si complica praticamente subito. Dopo appena 42 secondi il Brescia sfonda sulla corsia offensiva: Anastasio perde equilibrio in area sotto pressione, il pallone arriva in mezzo dove Donnarumma non riesce a bloccare dopo uno scontro con Golemic e Crespi si avventa sulla respinta firmando l’1-0. Un colpo durissimo, sia tecnico che mentale, il gol immediato cambia completamente l’inerzia della semifinale e costringe la Salernitana a rincorrere sin dai primi istanti, come se non bastasse, Donnarumma resta anche dolorante alla mano sinistra ed è costretto ad abbandonare il campo. Al suo posto entra Brancolini, chiamato subito a reggere la pressione di un Rigamonti infuocato.
Brescia aggressivo, Salernitana in apnea
Il Brescia continua a spingere e al 9’ sfiora il raddoppio: palla persa dai granata, verticalizzazione perfetta di Lamesta per Zennaro che conclude alto da buona posizione, la Salernitana fatica a uscire dalla propria metà campo. Il pressing lombardo è feroce, i centrocampisti granata soffrono nella gestione del possesso e la catena di destra produce poco. Longobardi, chiamato a sostituire Cabianca, non riesce mai a incidere nella fase offensiva: stop imprecisi, giocate forzate e poca lucidità. Dalla panchina Cosmi lo richiama più volte.L’unica vera occasione per i granata arriva al 36’. De Boer recupera palla e calcia forte verso la porta di Gori, che non trattiene. Lescano si ritrova il pallone a due passi dalla linea ma il rimbalzo lo costringe a una coordinazione complicata: il tentativo diventa quasi un assist involontario e il Brescia si salva.
È l’episodio che fotografa perfettamente la serata della Salernitana: quando capita l’occasione giusta, manca sempre l’ultimo dettaglio per riaprire davvero la qualificazione.
Vido chiude i giochi nel recupero
Nella ripresa la Salernitana prova ad aumentare la pressione, ma il Brescia difende con ordine e concede pochissimo, i lombardi gestiscono il vantaggio con maturità, sfruttando anche l’esperienza accumulata in un percorso playoff giocato con grande continuità. Nel finale i granata si sbilanciano completamente alla ricerca del gol che avrebbe almeno portato la sfida ai supplementari. Proprio negli spazi lasciati aperti arriva il colpo definitivo: al 96’ Vido finalizza il contropiede del Brescia e firma il 2-0 che fa esplodere il Rigamonti. È il sigillo sulla qualificazione delle Rondinelle alla finalissima playoff.
Salernitana, ora serve una riflessione profonda
L’eliminazione lascia inevitabilmente amarezza. La Salernitana aveva trovato continuità nel percorso playoff, eliminando il Ravenna e mostrando segnali di crescita, ma contro il Brescia sono emersi tutti i limiti di una squadra ancora fragile nei momenti decisivi, il doppio confronto ha premiato la maggiore concretezza dei lombardi. Ai granata resta invece una stagione fatta di rincorse, pressioni e occasioni mancate. La permanenza in Serie C pesa come un macigno, soprattutto per una piazza che fino a poco tempo fa respirava il calcio della Serie A e che ora si ritrova ancora intrappolata nel “girone infernale” della terza serie. Per la società sarà inevitabile aprire una riflessione tecnica e progettuale. Perché il rischio più grande, dopo aver accarezzato la Serie B, è trasformare la delusione in un’altra stagione di transizione.



