Un’aggressione ai danni di un medico e di un infermiere, seguita da una tentata evasione sventata grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria. Due episodi avvenuti negli ultimi giorni all’interno della Casa di Reclusione di Carinola che riaccendono i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario italiano. A intervenire è don Salvatore Saggiomo, Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della Provincia di Caserta e presidente dell’Osservatorio nelle Carceri della Provincia di Caserta “Don Peppe Diana”, che esprime “profonda preoccupazione” per quanto accaduto, parlando di fatti che rappresentano il sintomo di una crisi ormai strutturale.
Per Saggiomo, la violenta aggressione subita dal personale sanitario è un episodio “inaccettabile” che colpisce professionisti impegnati quotidianamente a garantire il diritto alla salute delle persone detenute. Al medico e all’infermiere coinvolti ha espresso piena solidarietà e vicinanza istituzionale. Parole di ringraziamento sono state rivolte anche agli agenti della Polizia Penitenziaria che, sia durante l’aggressione sia nella successiva tentata evasione, hanno dimostrato professionalità, prontezza operativa e senso dello Stato, evitando conseguenze ancora più gravi.
Il Garante ha inoltre riferito di essersi già confrontato con il segretario regionale dell’USPP, Ciro Auricchio, e con il responsabile della Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta, il dottor Giuseppe Nese, ai quali ha manifestato la propria vicinanza e con i quali ha condiviso le preoccupazioni per la situazione del carcere di Carinola.
Secondo Saggiomo, quanto accaduto non rappresenta un caso isolato. Da tempo, infatti, denuncia le condizioni di forte criticità in cui versano gli istituti penitenziari italiani. Sovraffollamento, carenza di personale sanitario, organici insufficienti della Polizia Penitenziaria, crescente disagio psichico tra i detenuti, strutture spesso obsolete e mancanza di investimenti stanno alimentando un clima di tensione permanente.
“Non si può attribuire tutto al singolo detenuto che aggredisce o tenta la fuga”, evidenzia il Garante. “Il problema è un sistema che non funziona più come dovrebbe e che mette a rischio la sicurezza degli operatori, la dignità delle persone detenute e la serenità delle loro famiglie”.
Per questo motivo don Salvatore Saggiomo ha annunciato che martedì prossimo effettuerà una visita istituzionale presso la Casa di Reclusione di Carinola, dove incontrerà il personale e verificherà direttamente le condizioni dell’istituto.
L’obiettivo è riportare l’attenzione delle istituzioni nazionali su un’emergenza che, secondo il Garante, non può più essere ignorata. “Il carcere non può essere lasciato solo. Servono risorse, personale e interventi concreti”, ribadisce Saggiomo, assicurando che continuerà a denunciare le criticità del sistema e a proporre soluzioni.
Un appello deciso che arriva dopo gli ultimi gravi episodi registrati nel carcere di Carinola e che rilancia il dibattito sulla sicurezza degli istituti penitenziari e sulle condizioni di lavoro di chi opera quotidianamente all’interno delle carceri.



