Si dovrà attendere il prossimo 2 novembre 2026 per l’apertura del processo sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010 ad Acciaroli. La Corte d’Assise di Salerno ha disposto il rinvio della prima udienza, inizialmente fissata per oggi. In questo modo l’avvio del dibattimento slitta di circa quattro mesi.
Alla base della decisione non vi sono questioni legate all’inchiesta o alle contestazioni mosse dalla Procura, ma una motivazione di natura esclusivamente tecnica. Uno dei componenti del collegio giudicante è risultato infatti incompatibile dopo aver adottato alcuni provvedimenti nella fase preliminare del procedimento. Una circostanza che, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento, ha imposto la ricomposizione della Corte d’Assise per assicurare la piena imparzialità del giudizio.
Il rinvio non cambia l’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Salerno né modifica il quadro delle accuse. Cambiano soltanto i tempi di un processo particolarmente atteso, destinato a fare luce su uno dei delitti più emblematici degli ultimi decenni.
L’omicidio di Angelo Vassallo continua infatti a rappresentare una ferita aperta per il Cilento e per l’intero Paese. Il sindaco di Pollica, conosciuto come il “sindaco pescatore” per il suo legame con il mare e per l’impegno nella tutela dell’ambiente e della legalità, fu ucciso in un agguato la sera del 5 settembre 2010. In particolare fu assassinato mentre rientrava nella sua abitazione ad Acciaroli. Da allora l’inchiesta ha attraversato numerose fasi investigative. Si sono alternate archiviazioni, nuove indagini e sviluppi che hanno portato all’attuale procedimento penale.
Nel corso dell’udienza preliminare erano stati disposti rinvii a giudizio nei confronti di alcuni imputati. Invece altre posizioni hanno dato origine a provvedimenti favorevoli successivamente impugnati dalla Procura di Salerno. Proprio su questi aspetti sono ancora pendenti gli appelli dell’accusa.
Il legale della famiglia Vassallo, al termine dell’udienza, ha confermato la piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori. Ha anche evidenziato come il rinvio rappresenti un passaggio procedurale necessario e non incida sul percorso avviato per l’accertamento della verità.
L’appuntamento è ora fissato per il 2 novembre 2026, quando la nuova Corte d’Assise di Salerno sarà chiamata ad aprire il dibattimento su una vicenda che, a quasi sedici anni dall’assassinio del “sindaco pescatore”, continua a interrogare la coscienza civile del Paese. Inoltre questa vicenda alimenta l’attesa di una risposta definitiva sul piano giudiziario.



