C’è un momento, ogni estate, in cui il Monte della Stella smette di essere soltanto una montagna e diventa un luogo dell’anima. Inoltre, un sentiero che attraversa il bosco si trasforma in un cammino di fede. Il silenzio della natura lascia spazio alle preghiere e centinaia di persone si ritrovano unite da un unico desiderio: affidarsi alla Madonna. È questo il significato più autentico della Marcia della Pace, in programma domenica 12 luglio. Infatti, è uno degli appuntamenti religiosi più intensi e partecipati del Cilento. All’alba, quando il sole inizierà appena a illuminare i pendii del Monte Stella, i pellegrini si ritroveranno a Omignano Capoluogo. La partenza è fissata alle ore 6.00. Così, si intraprende insieme un percorso che non è soltanto fisico, ma soprattutto spirituale.
Ogni passo lungo l’antico sentiero rappresenta una preghiera silenziosa. C’è chi sale per ringraziare, chi per chiedere una grazia, chi porta nel cuore il ricordo di una persona cara e chi semplicemente sente il bisogno di ritrovare pace, conforto e speranza. Si tratta di un pellegrinaggio che unisce generazioni diverse. Infatti, ci sono anziani che custodiscono il ricordo delle salite compiute fin da bambini e giovani che riscoprono il valore della fede. Inoltre, ci sono famiglie che tramandano una tradizione antica, trasformando il cammino in un patrimonio vivo della comunità cilentana.
La Marcia della Pace assume oggi un valore ancora più profondo. In un mondo attraversato da guerre, divisioni e inquietudini, il pellegrinaggio diventa un gesto concreto di affidamento alla Vergine Maria. Salire insieme verso il Santuario significa pregare per la pace tra i popoli, per le famiglie, per gli ammalati, per chi vive nella sofferenza e per tutti coloro che cercano una luce nei momenti più difficili della propria vita. In definitiva, è un messaggio semplice ma potente: la pace nasce innanzitutto nel cuore dell’uomo.
Lungo il percorso il bosco sembra accompagnare i pellegrini in un raccoglimento naturale. Il profumo della macchia mediterranea, il canto degli uccelli, il vento che attraversa i castagni e le querce secolari creano un’atmosfera quasi contemplativa. Infatti, il cammino invita a rallentare, ad ascoltare il proprio cuore e a lasciare che ogni passo diventi meditazione, affidamento e speranza.
Quando finalmente appare il Santuario della Madonna del Monte della Stella, posto a oltre mille metri di altitudine, la fatica lascia il posto all’emozione. Per molti pellegrini quel momento rappresenta il culmine di un’esperienza che va oltre la semplice escursione. Inoltre, è l’incontro con la Madre, davanti alla quale si depongono gioie, sofferenze, paure e speranze. In effetti, davanti all’immagine della Vergine si rinnova ogni anno una devozione che attraversa i secoli e continua a parlare con forza anche alle nuove generazioni.
Il Santuario custodisce una storia antichissima. Le sue origini risalgono all’Alto Medioevo e nel corso dei secoli è diventato uno dei principali centri della spiritualità mariana dell’intero Cilento. La tradizione racconta che già centinaia di anni fa i fedeli raggiungessero la vetta a piedi, spesso durante la notte, affrontando lunghi tragitti provenienti dai paesi del comprensorio. Questi erano pellegrinaggi di sacrificio e di fede. Venivano compiuti per sciogliere un voto, chiedere protezione per i raccolti, implorare la guarigione di un familiare o semplicemente rendere grazie alla Madonna.
Questa eredità spirituale continua ancora oggi. La Marcia della Pace non è soltanto un evento religioso, ma una testimonianza concreta di una fede popolare che ha saputo attraversare il tempo senza perdere autenticità. Si tratta di uno di quei momenti in cui il Cilento riscopre le proprie radici più profonde. Si riscoprono quelle che legano le comunità alla montagna, ai piccoli borghi e ai luoghi sacri che da secoli rappresentano punti di riferimento spirituale.
Dalla vetta del Monte della Stella lo sguardo si apre su uno dei panorami più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il mare sembra fondersi con il cielo, mentre i paesi disseminati tra colline e vallate ricordano quanto sia forte il legame tra questo territorio e la sua storia religiosa. È proprio in quel momento che molti comprendono il senso più profondo del pellegrinaggio. In altre parole, la meta non è soltanto il Santuario, ma il cammino stesso, vissuto nella preghiera, nella condivisione e nella fraternità.
Domenica 12 luglio il Monte Stella tornerà così ad accogliere centinaia di fedeli provenienti da tutto il Cilento. Sarà ancora una volta una mattina di raccoglimento, di canti, di Rosario e di silenzio. In questa occasione, ogni pellegrino porterà con sé una storia diversa ma una stessa fiducia nella materna protezione della Madonna. Infatti, salire al Monte Stella non significa soltanto raggiungere una cima. Significa anche aprire il cuore, ritrovare la speranza e affidare il proprio cammino alla Vergine Maria, da secoli faro di fede per l’intero Cilento. In un tempo in cui il mondo sembra aver smarrito il valore della pace, questa antica salita continua a ricordare che la vera forza nasce dalla preghiera, dalla comunione tra le persone e dalla certezza che nessun passo compiuto con fede è mai inutile.





