Una maxi operazione della Guardia di Finanza di Salerno ha portato al sequestro preventivo di beni e valori per circa 160 milioni di euro nell’ambito di una vasta inchiesta su presunte frodi legate ai bonus edilizi. Sono oltre 240 i soggetti indagati tra persone fisiche e giuridiche distribuiti tra la Campania e altre nove regioni italiane. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno guidata dal procuratore Raffaele Cantone, riguarda presunti illeciti connessi al Bonus Facciate, al Superbonus 110%, all’Ecobonus e al Sismabonus. Secondo gli investigatori, due organizzazioni criminali con base nella provincia di Salerno avrebbero creato un articolato sistema finalizzato alla generazione e alla successiva monetizzazione di crediti fiscali inesistenti.
Le attività investigative del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria avrebbero consentito di individuare oltre 80 società sparse sul territorio nazionale, la maggior parte di esse sarebbe risultata priva di una reale struttura aziendale, senza sedi operative, dipendenti o mezzi adeguati. Attraverso queste società sarebbero stati documentati lavori di riqualificazione edilizia per milioni di euro su circa 200 immobili, compresi alcuni appartenenti a enti pubblici, interventi che secondo l’accusa non sarebbero mai stati eseguiti.
Un ruolo centrale nel presunto sistema sarebbe stato svolto da due professionisti contabili, ritenuti dagli inquirenti promotori delle associazioni per delinquere contestate. Attraverso la piattaforma di cessione dei crediti dell’Agenzia delle Entrate sarebbero stati generati milioni di euro di crediti fiscali fittizi successivamente ceduti a società inconsapevoli e trasformati in liquidità. Parte delle somme, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata trasferita all’estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan.
Il focus sul Cilento
Al momento non sono stati diffusi i nominativi degli oltre 240 indagati né risultano conferme ufficiali sull’eventuale coinvolgimento di professionisti, imprenditori o società del Cilento nella maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno, tuttavia il territorio cilentano è recentemente finito più volte sotto l’attenzione degli investigatori proprio per vicende legate ai bonus edilizi. Nei primi giorni di giugno la Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 240 mila euro nei confronti di un’impresa edile operante nel Cilento, nell’ambito di un’indagine su presunti crediti fiscali ottenuti attraverso il Superbonus 110%. Gli accertamenti, condotti dai finanzieri della Compagnia di Agropoli insieme ai Carabinieri Forestali, hanno riguardato lavori ritenuti non compatibili con le agevolazioni fiscali richieste.
Proprio per questo motivo gli sviluppi dell’inchiesta salernitana vengono seguiti con particolare attenzione anche nel Cilento, dove nelle prossime settimane potrebbero emergere ulteriori dettagli sui soggetti coinvolti e sugli immobili interessati dagli accertamenti.
Indagini ancora in corso
L’inchiesta resta in una fase delicata e in continua evoluzione. Oltre al sequestro da 160 milioni di euro, nove persone hanno ricevuto l’avviso di fissazione dell’interrogatorio preventivo finalizzato all’eventuale applicazione di misure cautelari personali.
Gli investigatori stanno continuando a ricostruire i flussi finanziari, il ruolo delle società coinvolte e la destinazione delle somme ritenute frutto delle presunte frodi. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno ora essere verificate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.




