Un presidio pacifico ma carico di tensione simbolica si è svolto nel pomeriggio davanti all’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, dove soggiornano in questi giorni circa cento cittadini israeliani in vacanza. La manifestazione è stata promossa da realtà associative del territorio, tra cui Legambiente Paestum, il gruppo Donne in Nero Cilento e il Comitato Cilento Palestina. Queste hanno distribuito un volantino dal titolo “Voci dal Cilento: un impegno per la pace”. Nel testo viene ribadita la natura politica – e non etnica o religiosa – della protesta, con parole molto dure: “Siamo qui per manifestare dissenso alla vostra presenza, non per la vostra religione, lingua o cultura, ma perché vediamo in voi l’espressione di un governo omicida, violento, brutale”. Un messaggio accompagnato dall’invito a unirsi alla protesta per dire “no a genocidio, oppressione e colonialismo”. Nonostante tutto, la tensione si è percepita forte.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, l’iniziativa nasce dal rifiuto della presenza nel territorio di persone ritenute “legate all’esercito israeliano”. Non vi sono però conferme ufficiali in tal senso. Nei giorni precedenti la vicenda aveva già acceso il dibattito quando il Comune di San Giovanni a Piro aveva espresso una posizione di “non gradimento” rispetto all’annunciata presenza nel Cilento di Ofer Winter, ex generale dell’esercito israeliano, atteso tra il 31 marzo e il 9 aprile. L’ipotesi della sua presenza nella struttura alberghiera è stata però successivamente smentita sia dall’interessato sia dai gestori dell’hotel. A dire il vero, la tensione era già presente nei giorni precedenti.
Nel frattempo, l’Hotel Ariston resta presidiato dalle forze dell’ordine sin dallo scorso 31 marzo. I servizi di controllo sono attivi sia all’ingresso principale sia nelle aree retrostanti della struttura. Questo è una chiara testimonianza della delicatezza della situazione. Inoltre, la tensione si riflette anche nella gestione della sicurezza.
L’episodio si inserisce in un contesto internazionale ancora segnato dal conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, iniziato dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 e tuttora al centro del dibattito globale. Le immagini della guerra e le accuse reciproche tra le parti, insieme alla grave crisi umanitaria, continuano a generare mobilitazioni in tutta Europa. Anche in Italia, negli ultimi mesi, si sono susseguite manifestazioni e prese di posizione in contesti locali.
Il caso di Capaccio Paestum solleva così una questione più ampia e delicata: il confine tra il diritto alla protesta e il rispetto della libertà di movimento delle persone. Gli organizzatori insistono sulla distinzione tra popolo e governo. Tuttavia, il linguaggio utilizzato e la scelta del luogo della protesta hanno suscitato riflessioni anche tra cittadini e operatori turistici, preoccupati per le possibili ripercussioni sull’immagine del territorio. Tuttavia, la tensione resta elemento centrale delle discussioni.
Se da un lato una parte della comunità rivendica il diritto a esprimere solidarietà internazionale e dissenso politico, dall’altro emergono timori per un possibile impatto negativo sul turismo, risorsa fondamentale per l’economia del Cilento. La giornata si è comunque conclusa senza incidenti. Tuttavia, il dibattito resta aperto, trasformando ancora una volta una località turistica in uno spazio in cui le tensioni globali trovano eco nella dimensione locale. In conclusione, la tensione ha segnato più livelli di questa vicenda.

