La Regione Campania esce ufficialmente dal Piano di rientro sanitario. Questo segna una svolta attesa da anni e destinata a incidere profondamente sull’organizzazione della sanità regionale. La decisione è stata adottata dal Ministero della Salute al termine del tavolo di verifica con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quest’ultimo ha certificato i progressi compiuti nel corso del 2024 e consolidati nel 2025.
Alla base del via libera c’è una valutazione positiva dei risultati raggiunti dalla Regione. Quest’ultima ha dimostrato un miglioramento concreto sia sul piano dei conti sia su quello della qualità dell’assistenza. In particolare, la documentazione presentata evidenzia il raggiungimento della sufficienza nelle tre aree monitorate dal Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA. Questo conferma i dati già positivi dell’anno precedente. A questo si aggiungono segnali incoraggianti sul fronte degli screening oncologici e del potenziamento dei posti letto nelle RSA. Sono due ambiti su cui il Ministero aveva chiesto verifiche puntuali nel corso delle interlocuzioni del 2025.
L’uscita dal Piano di rientro arriva al termine di un percorso lungo e complesso. La Campania era stata sottoposta per anni a stringenti vincoli di spesa e a controlli serrati a causa del disavanzo sanitario accumulato in passato. Questa condizione aveva limitato fortemente la capacità di programmare investimenti, assumere personale e innovare le strutture. Il superamento di questa fase rappresenta quindi non solo un risultato tecnico. Inoltre, segna anche un cambio di paradigma nella gestione della sanità regionale.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Fico, che ha definito il traguardo raggiunto come il frutto di un lavoro intenso e continuativo. Secondo Fico, si tratta di una notizia importante per l’intera comunità, dai cittadini agli operatori sanitari. Questo perché consente di tornare a una gestione ordinaria del sistema. Inoltre, significa poter finalmente programmare nuove assunzioni, investire in tecnologie, ammodernare le strutture e rafforzare complessivamente l’offerta sanitaria.
Il presidente ha sottolineato anche il contributo della Direzione Generale della Tutela della Salute e il confronto istituzionale con il ministro Orazio Schillaci. Inoltre, ha evidenziato come la collaborazione tra Regione e Governo abbia permesso di completare rapidamente il percorso e superare le criticità ancora aperte, incluso il contenzioso pendente.
Questo passaggio ha anche un valore più ampio nel panorama nazionale. Infatti, segna il recupero di una Regione storicamente considerata tra le più fragili sotto il profilo sanitario. L’allineamento agli standard richiesti dal sistema sanitario italiano restituisce alla Campania piena autonomia decisionale. Allo stesso tempo impone una maggiore responsabilità nella gestione futura.
Non mancano tuttavia le sfide. Le liste d’attesa restano un nodo da sciogliere, così come la necessità di rafforzare la medicina territoriale e ridurre le disuguaglianze tra aree urbane e zone interne. Anche la carenza di personale in alcuni settori rappresenta un tema centrale. Pertanto, la nuova fase dovrà affrontarlo con decisione.
L’uscita dal Piano di rientro, come sottolineato dallo stesso Fico, non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di una nuova fase. La vera prova sarà tradurre i risultati amministrativi in benefici concreti e percepibili per i cittadini. Questo permetterà di garantire un accesso più rapido ed efficiente alle cure e consolidare nel tempo i progressi raggiunti. Solo così la svolta potrà dirsi davvero compiuta.

