Nella giornata di ieri, la Procura della Repubblica di Taranto, all’esito di una complessa e rapida attività investigativa svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di cinque persone. Queste sono gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, di una lunga serie di assalti ai danni di sportelli bancomat commessi mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi artigianali (c.d. “marmotte”). Inoltre, sono gravemente indiziate di reati in materia di armi ed esplosivi. In particolare, si evidenzia il fenomeno dell’Assalto ai bancomat come nuova allerta per la sicurezza cittadina.
Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri di Taranto in Napoli (NA), Palagiano (TA) e Toritto (BA), rappresenta l’esito di una efficace attività investigativa. È stata svolta in perfetta sinergia con la Procura di Taranto. Essa è stata avviata lo scorso mese di novembre, a seguito di un preoccupante incremento di attacchi agli ATM registrato in diversi comuni della provincia di Taranto e nelle aree limitrofe. In un breve arco temporale, infatti, si sono susseguiti numerosi episodi di Assalto ai bancomat caratterizzati dall’impiego del cosiddetto metodo della “marmotta”. Questa tecnica è particolarmente pericolosa e prevede l’inserimento di un ordigno esplosivo artigianale all’interno dello sportello bancomat per provocarne la deflagrazione e impossessarsi del denaro contenuto.
Gli assalti hanno interessato inizialmente i centri di Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, nel territorio tarantino. In aggiunta, sono stati colpiti anche il comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera. Questi assalti hanno causato ingenti danni alle strutture bancarie. Le esplosioni erano udibili a notevole distanza e vi sono state situazioni di concreto pericolo per la pubblica incolumità. In più occasioni, infatti, le detonazioni hanno interessato zone abitate e arterie stradali. Vi è stata la disseminazione di chiodi artigianali a quattro punte lungo le vie di fuga per ostacolare l’intervento delle pattuglie delle forze dell’ordine. In uno degli episodi, proprio a causa dei “tripodi” lasciati sull’asfalto, un’autovettura di servizio dei Carabinieri intervenuta nell’immediatezza riportava il danneggiamento di uno pneumatico. Tuttavia, fortunatamente non vi sono state conseguenze per i militari a bordo.
Le indagini, condotte attraverso servizi di osservazione e pedinamento, analisi di centinaia di ore di filmati di videosorveglianza, utilizzo di lettori targhe, tracciamenti GPS, acquisizione e studio dei tabulati telefonici e attività tecniche di intercettazione, hanno consentito di ricostruire dettagliatamente il modus operandi del gruppo. Inoltre, si è potuto documentare la presenza degli indagati nei luoghi e negli orari compatibili con i singoli assalti. Secondo il quadro indiziario, gli stessi sarebbero stati in grado di pianificare sopralluoghi preventivi e di utilizzare più veicoli di supporto. Questi veicoli erano spesso rubati o riciclati con targhe di altri veicoli. Hanno anche provveduto ad assicurarsi rapide vie di fuga. In taluni casi arrivavano a incendiare, o a riempire del contenuto di estintori, gli abitacoli delle autovetture impiegate e abbandonate. Facevano questo per eludere le investigazioni.
Nel prosieguo degli accertamenti, l’attenzione investigativa si è estesa oltre i confini pugliesi. Questo ha permesso di individuare collegamenti con ulteriori episodi analoghi verificatisi in altre regioni del Sud Italia, tra cui Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. Gli elementi raccolti consentirebbero di attribuire, allo stato delle indagini, a uno degli indagati un ruolo di riferimento anche negli episodi extra-regionali di Assalto ai bancomat. Tale ruolo sarebbe in concorso con altri soggetti in via di identificazione.
Complessivamente, solo per gli episodi accertati in Puglia e Basilicata, l’ammontare del denaro sottratto supererebbe i duecentomila euro. A questi vanno aggiunti i rilevanti danni strutturali arrecati agli immobili e agli impianti. Tuttavia, tenuto conto anche dei numerosi colpi documentati fuori regione, si può ragionevolmente ipotizzare che la somma complessivamente illecitamente sottratta nel periodo considerato sia prossima al milione di euro.
La fase esecutiva dell’operazione ha visto l’impiego di un dispositivo straordinario composto da oltre 100 Carabinieri provenienti da diverse province. Ad esso si è aggiunto il supporto del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari per il monitoraggio aereo delle operazioni. Inoltre, vi è stata la partecipazione di personale altamente specializzato delle Aliquote di Primo Intervento (API) di Bari e Brindisi e delle Squadre Operative di Supporto (SOS) dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, reparti addestrati per interventi ad alto rischio e per la gestione di situazioni operative complesse. In sintesi, il fenomeno dell’Assalto ai bancomat ha avuto un impatto significativo sul territorio.
E’ importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna definitiva. Ancora una volta, la sinergia, il coordinamento e la stretta collaborazione tra la Procura della Repubblica di Taranto e il Comando Provinciale Carabinieri hanno posto le basi per raggiungere un altro importante obiettivo. Queste attività hanno permesso di incrementare la Sicurezza a favore di tutti i Cittadini.

