Le condizioni del bambino di nove mesi di Vibonati, attualmente ricoverato presso l’ospedale Santobono di Napoli, rimangono stabili nella loro gravità. Il piccolo è giunto all’ospedale con segni evidenti di traumi sul corpo, che hanno destato preoccupazione e allerta non solo tra i familiari, ma anche nell’intera comunità. È stato reso noto che la situazione clinica del neonato è critica, a causa di un profondo edema cerebrale che ha già richiesto due interventi neurochirurgici. Questo quadro clinico ha spinto i medici e le autorità competenti a seguire il caso con la massima attenzione. Nel frattempo, continuano le indagini per chiarire le circostanze che hanno preceduto il ricovero del bambino. Le prime fasi di queste indagini sono state avviate dai carabinieri, sotto la supervisione della procura di Lagonegro. Attualmente, gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza situate nei pressi dell’abitazione del piccolo, nella frazione di Villammare, nel comune del Salernitano. Questi dati potrebbero rivelarsi fondamentali per ricostruire gli eventi accaduti prima che il bambino fosse portato d’urgenza all’ospedale.
Secondo alcune indiscrezioni trapelate, gli investigatori avrebbero focalizzato la loro attenzione su un intervallo temporale cruciale, precisamente dalle 12.15 alle 13.15 di giovedì scorso. Durante questo periodo, sembra che il bambino sia stato lasciato solo in casa con il compagno della madre. Tale circostanza ha sollevato interrogativi e ha portato alla decisione di ascoltare diversi testimoni, tra cui il padre del bambino e altre persone legate all’ambiente familiare e scolastico. La comunità di Vibonati vive giorni di apprensione e angoscia. È in programma una veglia di preghiera per il piccolo, una manifestazione di solidarietà e vicinanza da parte dei concittadini. Il parroco della locale comunità ha annunciato che ci sarà una messa questa sera alle 19, un momento di riflessione e di speranza che unisca i membri della comunità attorno al destino del bimbo.
Mentre le condizioni cliniche del neonato risultano stazionarie ma gravissime, la preoccupazione per la sua salute si accompagna all’attenzione rivolta agli sviluppi dell’inchiesta. Il procuratore facente funzione di Lagonegro, Gianluca Grippo, ha assunto il coordinamento delle indagini e potrebbe, nelle prossime ore, decidere di iscrivere nel registro degli indagati alcuni soggetti coinvolti. Ad oggi, il fascicolo aperto è contro ignoti per lesioni gravissime, una qualificazione giuridica che riflette la serietà della situazione. Dalle prime ricostruzioni fornite dalla madre del bambino, si evince che nella mattinata in questione, ella si sarebbe allontanata dall’abitazione intorno alle 12.15 per recarsi a Sapri, dove avrebbe dovuto prendere il figlio maggiore di quattro anni all’asilo. In quel frangente, il neonato sarebbe rimasto solo con il compagno convivente della madre per un tempo stimato di circa 45 minuti. Al ritorno, la donna avrebbe trovato il piccolo in uno stato di coma, il che ha innescato la corsa disperata all’ospedale di Sapri. Da lì, la situazione richiedeva un trasferimento immediato via eliambulanza all’ospedale di Napoli. Gli investigatori, pertanto, stanno analizzando con grande attenzione questa finestra temporale, essenziale per comprendere cosa sia realmente accaduto nel breve periodo in cui il bambino è rimasto con il compagno della madre. L’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza del comune di Vibonati si configura come un passaggio fondamentale, poiché potrebbero fornire elementi concreti sulle dinamiche di questa tragica vicenda.
In aggiunta alle indagini condotte a livello istituzionale, è importante notare il coinvolgimento del RIS dei Carabinieri, che nei giorni scorsi ha effettuato i primi rilievi nella residenza del bambino. Il loro intervento ha l’obiettivo di raccogliere ogni possibile elemento utile per chiarire la vicenda, sia attraverso l’analisi diretta del luogo sia mediante l’ascolto di chi potrebbe aver assistito a eventi cruciali. L’accelerazione delle indagini evidenzia la serietà con cui le autorità stanno trattando il caso. Si stanno esaminando dettagliatamente le dichiarazioni rese dalla madre, la quale ha riferito di essersi allontanata per un breve periodo, consentendo al suo compagno di prendersi cura del neonato. La discrepanza tra la versione fornita e le condizioni in cui è stato trovato il bambino solleva interrogativi che necessitano risposte chiare e definitive.

