La partita di Siracusa è stata l’ennesima conferma di una situazione critica per la Salernitana, che sembra affondare in un mare di compromessi. La squadra, infatti, si presenta sul campo senza un portiere solido, con una difesa inadeguata e una preparazione tattica che lascia molto a desiderare. I laterali, incluso Longobardi, ultimo arrivato, sono più quinti che terzini, una scelta che complessivamente non aiuta il gioco di squadra. Il centrocampo è un altro tasto dolente: manca una mezzala capace di inserirsi negli spazi e, ancor peggio, gli attaccanti faticano a segnare. La creazione di gioco è evidente, ma i tiri in porta si limitano a colpire la traversa o a sparare sopra la porta, segno di errori tecnici piuttosto che di sfortuna. Questo aspetto è emerso in modo lampante durante la sfida contro il Siracusa, dove in meno di dieci secondi si hanno le occasioni per segnare, ma la mira lascia a desiderare.
Sul fronte tecnico, Raffaele ha faticato a gestire la partita contro una squadra in crisi economica ma decisamente organizzata. Il Siracusa ha mostrato uno schema chiaro, puntando sulle fasce e proponendo un gioco coraggioso. Villa, il portiere, è stato lasciato vulnerabile da una difesa che non ha saputo proteggerlo adeguatamente, subendo anche nei cross e venendo schiacciato sulla linea difensiva. Ci troviamo così di fronte a una serie di compromessi: giocatori messi in campo anche quando non al top, visto che né Inglese né Liguori erano disponibili. Raffaele è a rischio e la pressione cresce, mentre Faggiano deve rispondere per gli acquisti che, fino ad ora, non hanno convinto: Berra e Arena sono stati deludenti.
Nel frattempo il Catania pareggia e ringrazia, allungando sulla Salernitana di quattro punti. Non dobbiamo dimenticare il Benevento, che potrebbe scappare, e le insidie di Cosenza e Casertana. Il livello di gioco e di intensità è inaccettabile, e non si intravedono rimedi all’orizzonte. Le altre squadre si rafforzano con innesti mirati, mentre noi restiamo bloccati nella mediocrità, con sogni di gloria che sembrano svanire. Mimmo Rinaldi lancia un grido di allerta: “Dobbiamo capire cosa vogliamo fare, stiamo buttando via un intero campionato. Le scuse sono infinite: una volta è la squadra, un’altra i ricambi, e poi ci mettiamo le condizioni atmosferiche. Turati, il tecnico del modesto Siracusa, ci ha messo in difficoltà: ci hanno fatto il torello, un’umiliazione! Così non va, e se continuiamo su questa strada, ci aspettano anni di serie C, fino a quando il proprietario non deciderà di andarsene”.
Paolo Toscano non lesina critiche: “Una prestazione vergognosa. La difesa, incluso il portiere, è imbarazzante; centrocampo e attacco sono inesistenti tranne per Achik. I nuovi acquisti non hanno apportato nulla di buono, anzi, hanno contribuito negativamente. Questa è la sintesi del mercato di riparazione della società e la responsabilità ricade anche sull’allenatore, le cui scelte discutibili stanno portando a un disastro completo”. E Ciro Troise chiude con una nota amara: “Siamo in modalità veglione”. La Salernitana deve affrontare una realtà dura da accettare, e il tempo per rimediare sta per scadere.

