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Odio social: “Auguro alla figlia di Meloni la sorte della ragazza di Afragola”. Identificato l’autore: è un prof di Nola

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Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola”: è la frase choc che è girata sui social in questi giorni, dopo il terribile femminicidio di Martina Carbonaro, uccisa a 14 anni a colpi di pietra dal suo fidanzato di 18 anni che voleva lasciare. Il commento, che sarebbe stato scritto da un “presunto dipendente del Miur”, è stato diffuso dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara promette verifiche sull’autore del commento choc.

In serata, la polizia postale è riuscita a risalire all’autore delle minacce: si tratterebbe di un professore di tedesco di un istituto superiore della provincia di Nola, in Campania. Sono in corso accertamenti per capire se la pagina sia gestita direttamente dall’insegnante. “Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in merito alle minacce rivolte via social alla sua famiglia.

Il livello di odio verso Giorgia Meloni e la sua bambina è inaccettabile. La solidarietà non basta più: ora serve una risposta esemplare. La critica politica è una cosa, ma l’odio umano, e ancor più verso i bambini, non può avere diritto di cittadinanza”: lo scrive su X il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, pubblicando lo screenshot del post su Facebook di un utente, presunto dipendente “del Miur”, si legge, che recita: “Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola”.

“Esprimo la mia forte solidarietà al presidente Giorgia Meloni per le ignobili minacce rivolte ai suoi affetti più cari. Stiamo effettuando tutte le verifiche utili a individuare l’identità dell’autore di questo atto indegno. Le autorità preposte sapranno adottare provvedimenti esemplari: nessuna tolleranza verso la violenza”. Lo dichiara il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Orrende e inaccettabili le minacce sui social ai figli di Meloni e Piantedosi, cui va la nostra solidarietà per le intimidazioni ricevute. Il confronto politico e la critica non devono mai, in un paese democratico e civile, trascendere in odio e minaccia, in intimidazione personale o familiare”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein. “Purtroppo sono passato anche io per orribili e inaccettabili minacce ai figli: un imbarbarimento che non auguro a nessuno. Piena solidarietà a Meloni e a Piantedosi”. Lo scrive su X Giuseppe Conte, presidente M5S. “È difficile anche solo concepire quello che è accaduto a Martina Carbonaro. Che esista qualcuno in grado
di augurare la stessa sorte ad un’altra bambina è incredibile e disumano, ed è un problema grave della nostra società.
Solidarietà alla presidente Meloni e alla sua famiglia”. Lo scrive su X la presidente di Azione Elena Bonetti.

“Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Giorgia Meloni e alla sua famiglia per le minacce ricevute sui social. Quello dell’odio in rete è diventato un problema gigantesco che colpisce tutte le parti politiche e che le istituzioni non dovrebbero più ignorare”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
“Ha ragione Meloni: non è solo rabbia, ma è qualcosa di più oscuro- prosegue l’esponente di Avs- Sono molti gli studi che dimostrano che è qualcosa che ha a che vedere con gli algoritmi che polarizzano, premiano lo scontro, incoraggio l’odio fondato sulla disumanizzazione dell’altro. A questo si aggiunga l’azione di agenti occulti che diffondo fake news, menzogne, fantasie complottiste allo scopo di condurre una guerra politica di condizionamento dell’opinione pubblica. Bisogna agire chiedendo alle piattaforme di impedire tutto questo. Il premier spagnolo Sanchez ha recentemente proposto di collegare gli account sui social a dei patentini europei che garantiscano l’anonimato nei confronti degli altri utenti ma permettano alle forze dell’ordine di risalire ai proprietari. Spero- conclude Piccolotti- che si possa fare una riflessione bipartisan e trasversale su questo tema. Noi siamo pronti”.

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